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	<title>Liberamente &#187; Informazione</title>
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	<description>La comunità virtuale più libera del web</description>
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		<title>&#8220;L&#8217;ultimo volo per Punta Raisi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero  IL 5 maggio 1972: un Dc 8 dell’Alitalia proveniente da Roma, il volo AZ 112, volo AZ 112, si schianta contro la parete rocciosa di Montagna Longa, vicino all’aeroporto Punta Raisi di Palermo. Le vittime furono 115.  Di quella che a distanza di 40 anni non è mai stato chiarito se si trattò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong> <br />
IL 5 maggio 1972: un Dc 8 dell’Alitalia proveniente da Roma, il volo AZ 112,<br />
volo AZ 112, si schianta contro la parete rocciosa di Montagna Longa, vicino all’aeroporto Punta Raisi di Palermo. Le vittime furono 115.  Di quella che a distanza di 40 anni non è mai stato chiarito se si trattò di strage o sciagura parla Francesco Terracina nel suo ultimo libro, dal titolo L&#8217;ULTIMO VOLO PER PUNTA RAISI, Stampa Alternativa edizioni, 14 euro, che sarà presentato il prossimo lunedì 14 maggio ore 18 nella sala della libreria Minerva. All&#8217;’incontro sarà or4esente l’autore, Francesco Terracina giornalista dell’Ansa  di Palermo, un passato da redattore al quotidiano l’Ora, direttore del “Mediterraneo” e collaborazioni con  diverse testate tra cui “Diario”, “Il Manifesto”, “L’Europeo”, “Il Mondo”,  ricostruisce la storia del disastro aereo del DC8 che nel ‘72 fece 115 morti. <span id="more-7691"></span>Nessun colpevole. Tra omissioni, misteri e mafia, un poliziotto cercò la verità, inascoltato. All’epoca si parlò di tragico incidente e di “errore umano”, ma presto si sollevarono dubbi sulla ricostruzione ufficiale. Questo libro riapre una vicenda troppo rapidamente dimenticata, analizzando tutte le contraddizioni delle indagini. Si trattò di una strage, inserita nella strategia della tensione di quegli anni? E chi poteva avere interesse a colpire proprio quell’aereo e i suoi passeggeri? Una controinchiesta che si muove<br />
nella miglior tradizione del giornalismo investigativo italiano.</p>
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		<title>No ai “giornalisti pubblicitari “; l’Assostampa Enna minaccia denunce</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 09:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero La segreteria provinciale dell&#8217;Assostampa, ha avviato una severa campagna di sensibilizzazione  rivolta a tutti gli iscritti all’albo dei giornalisti della provincia che rispettano le norme della deontologia professionale, affinchè segnalino con tempestività “pseudo” colleghi pubblicisti che vendono spazi pubblicitari sulle testate giornalistiche e in particolare procacciano pubblicità elettorale.  “La pubblicità è per sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
La segreteria provinciale dell&#8217;Assostampa, ha avviato una severa campagna di sensibilizzazione  rivolta a tutti gli iscritti all’albo dei giornalisti della provincia che rispettano le norme della deontologia professionale, affinchè segnalino con tempestività “pseudo” colleghi pubblicisti che vendono spazi pubblicitari sulle testate giornalistiche e in particolare procacciano pubblicità elettorale. <span id="more-7630"></span> “La pubblicità è per sua stessa natura incompatibile con la firma di un giornalista e con la struttura di un articolo informativo &#8211; ricorda Ivan Scinardo, segretario provinciale del sindacato unitario dei giornalisti, richiamando il provvedimento dell’Autorità garante per la concorrenza del 19-01-1995, n. 2712/1995 &#8211; un giornalista che si presenta al pubblico fingendo di pubblicizzare un prodotto nell&#8217;esercizio della sua professione di giornalista, compie pubblicità ingannevole, perché trasforma la pubblicità del prodotto in notizia; questo quanto sancito dal Giurì codice autodisciplina pubblicitaria del 27-02-1996, n. 46/1996”. La provincia di Enna si allinea dunque a quanto sta avvenendo ad Agrigento dove sono stati segnalati al sindacato casi di giornalisti che hanno venduto spazi di pubblicità elettorale, contrattando prezzi e fissato i termini contrattuali, contravvenendo dunque alle norme professionali. Di questi gravissimi comportamenti è stata già informata la segreteria regionale e ogni segnalazione sarà inviata all&#8217;Ordine dei Giornalisti per il ripristino della correttezza, della trasparenza e della legalità. “Di fronte a questi fatti incresciosi il sindacato non può chiudere gli occhi &#8211; dichiara il vice segretario provinciale Riccardo Caccamo &#8211; anche la nostra segreteria si muoverà in questa direzione ed oltre all’attività interna di controllo esorta chiunque, politico o privato cittadino contattato da personaggi “ambigui” che si spacciano come giornalisti ma che in realtà si rivelano veri e propri venditori di pubblicità, a informare tempestivamente l’associazione siciliana della stampa. Il sindacato da sempre esorta i propri iscritti a tenere comportamenti di moralità, improntanti all’etica della professione e al pieno rispetto delle regole. Sentiamo dunque il bisogno di mettere ordine in casa nostra, in ossequio ai tanti colleghi che quotidianamente lavorano con grande senso di responsabilità, riponendo incondizionata fiducia nel sindacato, al quale aderiscono con il pagamento della quota anche in una condizione di disoccupazione e precariato”.</p>
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		<title>Vertenza Uffici Stampa. L&#8217;Assostampa non molla.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 13:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inchieste & Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero E’ trascorso ormai più di un anno da quanto esattamente il 29 marzo 2011 è stata protocollata negli uffici dell’Asp una nota da parte dell’Assostampa provinciale rivolta al direttore generale Nicola Baldari rilevando tutta una serie di irregolarità nell’affidamento dell’incarico di addetto stampa, in primis la mancata applicazione del contratto di lavoro giornalistico. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
E’ trascorso ormai più di un anno da quanto esattamente il 29 marzo 2011 è stata protocollata negli uffici dell’Asp una nota da parte dell’Assostampa provinciale rivolta al direttore generale Nicola Baldari rilevando tutta una serie di irregolarità nell’affidamento dell’incarico di addetto stampa, in primis la mancata applicazione del contratto di lavoro giornalistico.<span id="more-7619"></span> In quella occasione fu chiesto per iscritto di sospendere in autotutela l’avviso pubblicato per pochi giorni sul sito dell’azienda. Il sindacato dei giornalisti ha  minacciato di procedere nelle forme di legge ricorrendo alla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile. Da allora nessuna risposta concreta, il concorso fu congelato. Adesso è stato chiesto un incontro urgente alla luce del provvedimento giudiziario pronunciato dal Giudice del Lavoro di Ragusa che ha disposto il reintegro nell&#8217;ufficio stampa dell&#8217;Asp di Ragusa del collega giornalista Paolo Oddo. “Una sentenza questa che fa giurisprudenza per tutta la vicenda che interessa gli uffici stampa nelle aziende sanitarie della Sicilia e quindi anche nella nostra – commenta il segretario provinciale dell&#8217;Assostampa Ivan Scinardo – in linea con quanto dichiarato dal segretario regionale dell&#8217;associazione siciliana della Stampa Alberto Cicero e dal il presidente regionale dell&#8217;ordine dei giornalisti Riccardo Arena.La Regionesiciliana adesso è obbligata ad applicare la legge 150 del 2000 e dotare tutte le Asp Siciliane di uffici stampa all’interno dei quali potranno essere assunti, a seguito di regolare concorso,  soltanto i giornalisti regolarmente iscritti all&#8217;Albo. La sentenza stabilisce che ai giornalisti assunti deve essere applicato il contratto di lavoro giornalistico. “La  decisione presa dal Giudice del Lavoro ragusano non è di poco conto – continua il vice segretario provinciale dell&#8217;Associazione della Stampa Riccardo Caccamo – perchè viene sancito che in uffici stampa di enti pubblici, come appunto l’Azienda Sanitaria, il contratto che deve essere applicato è quello di giornalista e non della categoria di lavoro del comparto interessato. Quindi se vale per le Asp non si capisce perchè invece non debba valere per gli enti locali, Comuni e Provincia. Proprio in questo ultimo ente nella nostra provincia infatti c&#8217;è ormai una vertenza da anni in corso in tal senso che vede coinvolte due nostre colleghe cui è stato revocato il contratto di giornalista ed applicato invece quello degli enti locali”. Con questa iniziativa la segreteria provinciale dell&#8217;Assostampa intende aprire una “vertenza Enna” riguardo la mancata applicazione da parte di tutti i Comuni della Provincia, della legge 150 del 2000, chiedendo se il caso il commissariamento dei comuni stessi. “Non è  ammissibile che i Comuni non prevedano nelle proprie piante organiche il posto di addetto stampa, trincerandosi dietro l&#8217;alibi della carenza di risorse – continua Ivan Scinardo – in tal senso abbiamo per adesso avuto solamente l&#8217;impegno ufficiale da parte del sindaco di Enna Paolo Garofalo in occasione di un incontro congiunto tra il sindacato e il consiglio regionale dell&#8217;Ordine dei Giornalisti.  Il primo cittadino si è impegnato in fase di revisione della pianta organica del Comune di Enna a prevedere la figura dell&#8217;addetto stampa. Il sindacato intanto già da tempo chiede di chiarire la vicenda sulla eventuale stabilizzazione di un&#8217;altra nostra collega  che ha svolto per diversi anni l‘incarico di addetto stampa del comune; con la nuova giunta però non è stato rinnovato l’incarico. Nonostante le numero pressioni da parte dell’associazione della stampa neanche dagli altri Comuni ci sono stati segnali positivi”. “Per questo motivo c&#8217;è la necessità di mettere in campo tutte le risorse e sinergie possibili anche con le altre organizzazioni sindacali – conclude Riccardo Caccamo &#8211; infatti nelle prossime settimane proporremo un incontro con le segreterie provinciali degli enti locali di Cgil, Cisl e Uil per lavorare insieme alla costruzione dei posti nelle varie piante organiche dei Comuni di addetto stampa”.</p>
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		<title>Anno nuovo web nuovo per Dedalo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[di Massimo Castagna Mancano poche ore all&#8217;attivazione del nuovo sito di Dedalo che presenterà molte novità. Foto, video, sondaggi, una nuova veste grafica. Cambia il sistema dei commenti. Potranno esprimere la loro opinione coloro i quali si registreranno, mentre rimane immutata la possibilità di ricevere le notizie del giorno attraverso la nostra Newsletter. Sarà possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Massimo Castagna</strong><br />
Mancano poche ore all&#8217;attivazione del nuovo sito di Dedalo che presenterà molte novità. Foto, video, sondaggi, una nuova veste grafica. Cambia il sistema dei commenti. Potranno esprimere la loro opinione coloro i quali si registreranno, mentre rimane immutata la possibilità di ricevere le notizie del giorno attraverso la nostra Newsletter. Sarà possibile inviare foto e video che saranno messi immediatamente in rete. Ancora poche ore, poco dopo le ore 23 e il nuovo sito sarà on line. Buona navigazione.</p>
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		<title>… se si trattasse di informazione distorta?</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Viviamo nell’era dell’informazione. Tuttavia sembriamo “drogati” da iperinformazione, crediamo di venire aggiornati doverosamente dai media che ci inondano di centinaia di migliaia di parole al giorno, ma non troviamo la forza di soppesarle e quindi, “inspiegabilmente”, ci irritiamo. Siamo come “sedati” da un’illusione che ci incoraggia a credere che gli avvenimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCA38G0TX.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6918" title="imagesCA38G0TX" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCA38G0TX.jpg" alt="" width="162" height="160" /></a></strong></p>
<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Viviamo nell’era dell’informazione. Tuttavia sembriamo “drogati” da iperinformazione, crediamo di venire aggiornati doverosamente dai media che ci inondano di centinaia di migliaia di parole al giorno, ma non troviamo la forza di soppesarle e quindi, “inspiegabilmente”, ci irritiamo.</p>
<p><span id="more-6917"></span>Siamo come “sedati” da un’illusione che ci incoraggia a credere che gli avvenimenti che ci colpiscono non sono di nostra competenza, ma appartengono ad altri. Forse a forze aliene che dall’oggi al domani potrebbero, in virtù dei loro “poteri”, mettere tutto a posto senza che noi  ci “sporchiamo le mani” o, peggio, offendiamo nessuno. Comprendere, in genere, richiede uno sforzo sovraumano e noi siamo umani. Pertanto, meglio non rischiare! Mi dispiace, ma le cose non stanno così. So perfettamente che alcuni non apprezzeranno ciò che dirò. Ma la mia onestà intellettuale, mi impone di essere sincero, come ho sempre fatto, e di esserlo fino in fondo a costo di rendermi poco gradevole ed impopolare. Spero che il mio breve ragionamento possa essere smentito fin da subito: in quel caso, vorrà dire che ce l’abbiamo fatta. Chi regge le fila delle sorti dell’Uomo ha compreso perfettamente che quest’ultimo è avido di informazione “tout court”, ed ha architettato un sistema che funge da pastoia della notizia, adatto a creare quella confusione che rafforza la disinformazione. Ciò potrebbe apparire come un ragionamento distorto, ma vi assicuro che, di fatto, non lo è. Suppongo che sia capitato a tutti di assistere ad un evento in compagnia di altri individui. Avete provato mai a chiedere a coloro che vi hanno preso parte assieme a voi: “Cosa è successo?” Se avete fatto caso, c’è chi, tra i curiosi, ha visto tutt’altro rispetto a quanto da voi osservato. Eppure eravate tutti presenti e tutti allo stesso momento, però… C’è un però… Noterete con grande sorpresa che, non tutti hanno colto l’identica dinamica dei fatti.  Allora, cosa accade se questo sistema “distorto” viene adattato agli interessi che orbitano attorno ad una notizia?  Il danno minore che crea, per gli addetti ai lavori, è: disinformazione. Il popolo, invece, mangia il “pappone” della fandonia, della balla, della panzana. “Loro” hanno raggiunto lo scopo: disinformare! Questo “gioco” perverso è ancora più palpabile nell’informazione finanziaria e politica, laddove gli interessi si moltiplicano e necessita creare, ancora più velocemente, un “popolo bue” confuso ed incapace di agire e reagire. Quindi è vitale stimolare, attraverso la ricerca, qualcosa che spesso dimentichiamo: la vera comprensione delle fonti d’informazione. Con essa si acquisisce la capacità di comporsi un’opinione che si avvicini, quanto più, alla realtà delle cose. Ma per fare ciò, non si può prescindere dalla cognizione di quelle dinamiche che individuano l’aberrazione dell’Uomo o che ne determinano i mali: gli anti-valori. Come non si può trascurare una ricerca accurata dell’informazione su internet, lontano dai quotidiani prezzolati. Solo allora il “quadro” generale appare più chiaro e solo allora si potrà individuare ciò che si avvicina alla verità delle cose, discostandosi da quei “mercanti del caos” che urlano per venderci questo piuttosto che quell’interesse, mercificando consensi e denaro, alle spalle dell’ “uomo bue”.</p>
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		<title>Crisi dell’informazione. Libertà di stampa nel territorio ennese</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 12:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero A distanza di 15 giorni dalla riunione del consiglio regionale del sindacato unitario, il  consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha scelto Enna per incontrare gli iscritti all’albo della provincia. Venerdi 18 novembre scorso, gi iscritti alla sezione provinciale dell’Assostampa e all’albo hanno incontrato i vertici del giornalismo siciliano delll’Ordine e del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/untitled26.bmp"><img class="alignnone size-full wp-image-6839" title="untitled" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/untitled26.bmp" alt="" /></a></strong></div>
<div><strong>di Libero</strong></div>
<p>A distanza di 15 giorni dalla riunione del consiglio regionale del sindacato unitario, il  consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha scelto Enna per incontrare gli iscritti all’albo della provincia. Venerdi 18 novembre scorso, gi iscritti alla sezione provinciale dell’Assostampa e all’albo hanno incontrato i vertici del giornalismo siciliano delll’Ordine e del sindacato per accendere i riflettori sui problemi storici e sulle emergenze attuali. <span id="more-6838"></span>In apertura il segretario provinciale Ivan Scinardo, ha rivolto il pensiero non agli innumerevoli attestati di solidarietà nei confronti dei giornalisti che continuano ad essere vessati da una magistratura sicuramente  non amica, ma ai tanti giovani colleghi della provinc ia in attesa di una occupazione stabile, offesi nella loro dignità a cominciare dai miseri pagamenti. “Quando abbiamo pensato al tema da dare a questo incontro, peraltro organizzato in pochissimi giorni, volevamo dare una connotazione locale, ha dichiarato Scinardo,  ma poi ci siamo subito accorti che parliamo ormai un linguaggio  comune in tutte le province della Sicilia. Ecco perché crisi dell’informazione, ecco perché libertà di stampa e pluralismo. “Da quando rivesto questa carica, ha detto il segretario provinciale, non è passato giorno in cui mi sono chiesto: ma cosa può fare il sindacato per dare risposte concrete in termini occupazionali attuali e future ai tanti giovani che intendono intraprendere la strada del giornalismo? Perché credere nel sindacato quando certa magistratura  non riconosce il contratto di lavoro giornalistico, quando le forze dell’ordine ci mettono sotto inchiesta riferendosi a una legge che il prossimo anno fa 50 anni, obbligandoci a rivelare le fonti di informazioni riservate. Quando la politica non obbliga gli enti pubblici a istituire gli uffici stampa, inserendo posti in pianta organica che potrebbero dare occupazione? Argomenti questi che vengono affrontati mensilmente durante le riunioni di giunta regionale, alle quali la segreteria provinciale di Enna non è mai mancata. La relazione è stata incentrata sui problemi dei tanti collaboratori dei quotidiani: la Sicilia e Giornale di Sicilia. Credo sia davvero finito il tempo  del romanticismo, nel vedere il proprio nome in grassetto al termine di un articolo se si pensa che si opera quasi sempre senza tutela, esposti a possibili querele magari per una formazione fai da te che porta quasi sempre a non conoscere il codice deontologico o più semplicemente le regole  della professione, ha detto Scinardo. Prestiamo dunque il fianco a chi ogni giorno lavora per delegittimarci, che ci vede sempre più divisi, cani sciolti, per raccogliere solo briciole, in un mercato del lavoro sempre più saturo. Io e ce l’ho con chi vuole demolire la nostra professione,  ogni genere di potere, quello economico, quello politico, e ogni altra forma, anche quelle più striscianti e subdole, come il potere della criminalità con la quale i giornalisti in provincia di Enna sono chiamati a confrontarsi spesso e, a volte, a pagare tributi altissimi in termini di qualità della vita e di dignità della professione. Ma invocare le regole, indubbiamente, è il ruolo che deve avere un sindacato che affonda le proprie radici nella storia di una professione che vuole proiettarsi nel futuro. Un sindacato esiste per fare rispettare le regole. Al proprio interno e all’esterno, perché tutti possano riconoscersi nella sua azione e tutti possano sentirsi garantiti dalla sua azione. Oggi il sindacato, punta sempre più a tutelare chi un posto di lavoro vuole conquistarlo e chi un posto di lavoro se l’è dovuto inventare, sommando piccole e malpagate collaborazioni che impongono sacrifici immani di impegno e di fatica per arrivare a fine mese a mettere insieme qualcosa che potrebbe assomigliare a uno stipendio, ma non lo è. Certo abbiamo ancora delle questioni aperte. Ecco in sintesi i punti della relazione del segretario provinciale dell’Associazione siciliana della stampa:</p>
<div> </div>
<div> <strong>ASP:</strong> azienda sanitaria provinciale. Nessuna notizia del bando per assumere a tempo determinato un addetto stampa, senza ovviamente l’applicazione del contratto di lavoro giornalistico ma di un semplice contratto a progetto. Il 29 marzo 2011 abbiamo scritto al direttore generale Nicola Baldari e abbiamo rilevato tutta una serie di irregolarità e chiesto per iscritto di sospendere in autotutela l’avviso pubblicato per pochi giorni sul sito dell’azienda, minacciando di procedere nelle forme di legge ricorrendo alla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile. Il concorso è a binario morto, ma vorremmo tanto che fosse immediatamente ripreso con l’applicazione del contratto giornalistico.
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<div> </div>
<div><strong>Comune di Enna</strong>: all’incontro è intervenuto il sindaco, Paolo Garofalo, al quale il consigliere regionale del sindacato Josè Trovato e il vice segretario Riccardo Caccamo hanno chiesto perché un comune capoluogo non continua a  prevedere in pianta organica il posto di addetto stampa. Eravamo vicini  un paio d’anni fa, quando il precedente sindaco aveva fatto trasformare il posto di direttore della banda musicale ormai in pensione in addetto stampa, ma poi il nuovo sindaco, anziché stabilizzare la collega giornalista professionista Pierelisa Rizzo, che aveva precedentemente svolto attività di ufficio stampa per numerosi anni con rinnovi contrattuali altalenanti, è stata sostitu ita da un collega, Gianfranco Gravina,  scelto direttamente dal sindaco, con un incarico di collaborazione esterna. Il sindaco comunque ha preso l’impegno davanti al presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Vittorio Corradino e ai membri del consiglio regionale di prevedere in pianta organica il posto di addetto stampa, non appena le condizioni economiche del comune lo permetteranno.</div>
<div><strong>En tv:</strong> L’unico elemento di grande novità e per noi del sindacato è un grandissimo successo è la sentenza del giudice del lavoro che ha reintegrato il direttore responsabile, il consigliere regionale del sindacato Josè Trovato, obbligando l’azienda a risarcirlo. Intanto alcuni colleghi disprezzando ogni forma di pseudo solidarietà verso coloro che erano stati licenziati ingiustamente, oggi  vivono l’ebbrezza di scorazzare con il microfono in mano rappresentando l’emittente con la quale il sindacato ha aperto un lungo contenzioso. Delle web tv che si spacciano per emittenti, senza alcuna frequenza ministeriale ci sarebbe tanto da discutere l’unico dispiacere è che alcune amministrazioni erogano anche soldi pubblici considerandole come mezzi di informazione televisiva, in realtà sono soltanto web tv.</div>
<div><strong>Consulta Free lance: </strong>La collega Mariangela Vacanti segue con grande professionalità i successi della consulta. La Carta di Firenze è legge. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato la carta deontologica scritta a Firenze dai colleghi free lance, collaboratori e precari di tutta Italia. La carta è uno strumento deontologico innovativo per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione tra giornalisti e cooperazione con editori per cementare ancora la fiducia tra stampa e lettori. Normerà condotte e comportamenti che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione. Dopo l’approvazione in consiglio il documento sarà diffuso tra gli ordini regionali per entrare in vigore dall’1 gennaio prossimo. Un passo importante che rappresenta uno dei cardini dell’azione a tutela dei colleghi in difficoltà. Un dovere morale da parte di chi per troppi anni è stato a guardare e ha accettato senza muovere un dito lo sfruttamento indiscriminato ai danni di colleghi.</div>
<div><strong>Uffici stampa</strong>: approfondimento sulla decisione del consiglio regionale di avviare azioni di tutela degli interessi dei giornalisti a partire dal ripristino dei contratti di lavoro, con azioni di rivalsa nei confronti dei burocrati che per dolo o colpa hanno disatteso le norme di legge. Richiesta di commissariamento enti inadempienti. Continuiamo a scontrarci con una classe politica apatica a volte ostile. Attendiamo ancora la circolare dell’assessore regionale al personale Caterina Chinnici. Per un burocrate della pubblica amministrazione è quasi impossibile ammettere che ci possa es sere un professionista, all’interno dell’ente pagato con un altro contratto di lavoro e questo si è tradotto molte volte in una serie di ostacoli gettati volutamente sul cammino della piena applicazione della legge 150. La vicenda delle colleghe dell’ufficio stampa della provincia di Enna, Accurso e Inveninato rimane sempre attuale, ma per l’assessore provinciale Turi Zinna, intervenuto al dibattito la situazione, rispetto al passato, è un pò più ottimistica. Sulla questione  è intervenuto anche il segretario regionale del sindacato Alberto Cicero.</div>
<div> </div>
<div>In conclusione il segretario provinciale si è rivolto agli iscritti  all’albo, che si vantano di un tesserino, magari per entrare  quando è consentito allo stadio, al cinema, o accreditandosi ufficialmente ad ogni sorta di conferenza stampa. L’ultimo elenco fa registrare 123 pubblicisti e 12 professionisti per la sola provincia di Enna.</div>
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<div>Attualmente il sindacato ha una ventina di iscritti in gran parte tutti operativi, quelli cioè che ogni giorno scrivono ed esercitano quasi a tempo pieno la professione. E gli altri? Che fanno, dove scrivono. Si sa che l’ordine ha fatto molte cancellazioni, grazie alla revisione che noi più volte abbiamo invocato. Ma rimane un numero di iscritti enorme. L’associazione della stampa si rivolge a tutti questi “colleghi invisibili” quelli, cioè, che non risultano da nessuna parte, all’Ufficio del Lavoro, all’Inpgi, alla Casagit, ma risultano, eccome dalle firme di tanti comunicati e di tanti articoli dei giornali. I “colleghi invisibili” lavorano molto spesso in un luogo che non era mai stato deputato al lavoro, casa propria, e il loro co mpagno di lavoro non è mai un collega con cui condividere sensazioni ed eventualmente anche battaglie, ma è il computer. Con il computer si “confrontano”, con il computer scrivono e mandano pezzi, comunicati e tutto il resto. Non hanno dimensione lavorativa tradizionale a causa anche della mancanza di redazioni. Si sentono soli e abbandonati al loro destino. Consentire loro di sentirsi parte di questa categoria è un compito arduo ma ineludibile per noi. Siamo quindi pronti ad accoglierli con lo stile che ci contraddistingue, senza alcuna forzatura ma con una adesione spontanea. Ecco perché chiediamo da gennaio 2012 che la sezione provinciale possa crescere per numero di iscritti per avere maggiore rappresentanza e per condurre insieme dall’interno e non come fa qualcuno strumentalmente da fuori il sindacato, le battaglie a difesa della categoria e della professione.</div>
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		<title>Massimo Greco entra nella squadra di &#8220;BlogSicilia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 10:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Libero qui gli articoli pubblicati: http://www.blogsicilia.it/author/massimogreco/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAD1JLYE.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5151" title="imagesCAD1JLYE" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAD1JLYE.jpg" alt="" width="200" height="202" /></a></strong></p>
<p><strong>di Libero</strong><br />
qui gli articoli pubblicati: <a href="http://www.blogsicilia.it/author/massimogreco/">http://www.blogsicilia.it/author/massimogreco/</a></p>
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		<title>Liberamente raggiunge il podio più alto su Google</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 11:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Qui il link del motore di ricerca che piazza al 1° posto il nostro Blog inserendo la voce &#8220;liberamente&#8221;: http://www.google.it/search?q=liberamente&#38;rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&#38;ie=UTF-8&#38;oe=UTF-8&#38;sourceid=ie7&#38;rlz=1I7SUNA_it&#38;redir_esc=&#38;ei=vRaKTJrzNdecOODTpLwK]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong></p>
<p>Qui il link del motore di ricerca che piazza al 1° posto il nostro Blog inserendo la voce &#8220;liberamente&#8221;:</p>
<p><a href="http://www.google.it/search?q=liberamente&amp;rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;sourceid=ie7&amp;rlz=1I7SUNA_it&amp;redir_esc=&amp;ei=vRaKTJrzNdecOODTpLwK">http://www.google.it/search?q=liberamente&amp;rls=com.microsoft:it:IE-SearchBox&amp;ie=UTF-8&amp;oe=UTF-8&amp;sourceid=ie7&amp;rlz=1I7SUNA_it&amp;redir_esc=&amp;ei=vRaKTJrzNdecOODTpLwK</a></p>
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		<title>&#8220;Un grande Paese democratico ha bisogno di un&#8217;informazione forte, libera e autorevole&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 20:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[La frase del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[On. Gianfranco Fini &#8211; Presidente Camera Deputati]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>On. Gianfranco Fini &#8211; Presidente Camera Deputati</strong></p>
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		<title>L&#8217;Assostampa fa quadrato attorno ai colleghi Trovato e Martorana</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 09:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Il Consiglio Regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa è convocato, in via d’urgenza, lunedì prossimo 15 marzo alle 9 presso il Tribunale di Enna, per portare il sostegno del sindacato siciliano ai colleghi Josè Trovato del Giornale di Sicilia e Giulia Martorana de La Sicilia, impegnati in una difficile vicenda giudiziaria. I due cronisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
Il Consiglio Regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa è convocato, in via d’urgenza, lunedì prossimo 15 marzo alle 9 presso il Tribunale di Enna, per portare il sostegno del sindacato siciliano ai colleghi Josè Trovato del Giornale di Sicilia e Giulia Martorana de La Sicilia, impegnati in una difficile vicenda giudiziaria. <span id="more-2958"></span>I due cronisti di giudiziaria, Trovato (neo consigliere regionale dell’Assostampa) e la Martorana, sono accusati dalla Procura di Enna di favoreggiamento personale nei confronti di ignoti per rivelazione di segreto d&#8217;ufficio, e lunedì 15 marzo è prevista la prima udienza del processo penale che li vede coinvolti. La vicenda giudiziaria è legata al ritrovamento di un cadavere carbonizzato nelle campagne di Piazza Armerina il 20 ottobre del 2007. La vicenda fu riportata dai due quotidiani, ma per diversi mesi il cadavere rimase senza nome in attesa delle risultanze dell’esame del Dna, anche se gli inquirenti sospettavano si trattasse di Carmelo Governale di 38 anni. I due giornalisti Martorana e Trovato però, come scrive il pm Marcello Cozzolino “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e in qualità di giornalisti pubblicisti e per tanto non esonerati, ai sensi dell’articolo 200, comma 3, del codice di procedura penale, dal rivelare -
<div style="float: left"><script type="text/javascript"><!-- 
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<p>le fonti delle notizie di carattere fiduciario ricevute”, rivelarono attraverso i rispettivi quotidiani del 9 settembre del 2008 che il cadavere carbonizzato, rivenuto 11 mesi prima, era quello di Carmelo Governale ucciso con quattro colpi di pistola. Sia Trovato che la Martorana hanno ricevuto nei mesi scorsi diversi attestati di solidarietà da parte della Fnsi, dell’Assostampa siciliana e dell’Ordine dei giornalisti e il loro caso è stato portato come testimonianza al recente Congresso dell’Assostampa Sicilia a Terme Vigliatore al quale ha preso parte come delegato lo stesso Trovato. “La vicenda di Josè Trovato e Giulia Martorana – afferma il segretario regionale dell’Assostampa Sicilia Alberto Cicero &#8211; è davvero emblematica della situazione di quei giornalisti che per svolgere la loro attività si espongono a molteplici rischi, ricevendo dalle aziende spesso compensi di fame. I due colleghi sono stati rinviati a giudizio per un cavillo ormai arcaico, quello di essere pubblicisti e quindi impossibilitati a invocare il segreto professionale, ma in realtà solo per avere fatto il proprio dovere di informare e avere messo a nudo le mancanze delle forze dell’ordine”.</p>
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