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	<title>Liberamente &#187; Economia</title>
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		<title>Contributi in arrivo per la valorizzazione delle caratteristiche di qualità dei prodotti agricoli</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 09:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[di Governo.it Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha stabilito con decreto, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i criteri e le modalità per la concessione di contributi a favore di alcuni tipi di iniziative riguardanti la valorizzazione delle caratteristiche di qualità dei prodotti agricoli ed alimentari riconosciuti dall&#8217;Unione europea. I contributi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Governo.it<br />
</strong>Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha stabilito con decreto, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i criteri e le modalità per la concessione di contributi a favore di alcuni tipi di iniziative riguardanti la valorizzazione delle caratteristiche di qualità dei prodotti agricoli ed alimentari riconosciuti dall&#8217;Unione europea. <span id="more-2676"></span>I contributi possono essere richiesti, entro l&#8217;1 marzo di ogni anno, dagli organismi operanti a livello nazionale senza scopo di lucro, che hanno tra le finalità statutarie la salvaguardia dei prodotti a denominazione d&#8217;origine, in collegamento con le attività svolte dai relativi Consorzi di tutela. Le attività per le quali possono essere richiesti i contributi devono riguardare le iniziative relative alla partecipazione a fiere o a manifestazioni da parte di Consorzi di tutela incaricati dal Ministero o dagli organismi stessi, o altre iniziative relative alla salvaguardia dell&#8217;immagine e la tutela anche legale, sia in campo nazionale che internazionale, per i prodotti contraddistinti dal riconoscimento UE, predisposta dagli stessi soggetti. Il decreto indica i contenuti che le istanze devono avere obbligatoriamente, pena l&#8217;esclusione dalla procedura di valutazione, tra cui: &#8211; una descrizione dell&#8217;iniziativa che si intende realizzare; &#8211; l&#8217;importo del contributo richiesto; &#8211; una dichiarazione di non avere contenziosi in atto con la pubblica amministrazione; &#8211; una dichiarazione di tutte le attività svolte in collaborazione con la PA; &#8211; il preventivo di spesa dettagliato.</p>
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		<title>«Pacchetti anticrisi» anche negli enti locali</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Flavia Ranucci La crisi economica, oltre a colpire in maniera differenziata settori produttivi, territori economici, soggetti particolarmente esposti, evidenzia la fragilità dell’architettura dei rapporti tra i diversi livelli di governo. Le misure messe in campo, anche quando caratterizzate da buona volontà e competenza, lasciano emergere vuoti, sovrapposizioni, ridondanze, soprattutto a causa dell’assenza di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Flavia Ranucci</strong><br />
La crisi economica, oltre a colpire in maniera differenziata settori produttivi, territori economici, soggetti particolarmente esposti, evidenzia la fragilità dell’architettura dei rapporti tra i diversi livelli di governo. Le misure messe in campo, anche quando caratterizzate da buona volontà e competenza, lasciano emergere vuoti, sovrapposizioni, ridondanze, soprattutto a causa dell’assenza di una precisa e collaudata articolazione dei poteri territoriali. Non è con la crisi o in risposta alla crisi che si costruirà la prospettiva federalista del Paese. Ma la modalità con cui i poteri locali si sono attivati in questa circostanza &#8211; un concreto operare del federalismo, al di là di astratti disegni di riforma istituzionale &#8211; può contribuire ad indicare una strada o a far emergere delle convinzioni al riguardo. Nei «pacchetti anticrisi» degli enti locali ci sono i germi di quella assunzione di responsabilità che costituisce l’ingrediente di base per la ricetta federalista del Paese.</p>
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		<title>RIPRESA DEI MERCATI ? CHI CI CREDE ?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 20:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Mi domando come ci possa essere ripresa economica in Europa e in America con un petrolio a 73 dollari, con disoccupati in crescita, con le aziende che faticano nelle vendite e che hanno capacità produttiva in eccesso. Plus 24 ore, nel solito bel commento di Schiavetti (pag 27), ci ricorda che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Mi domando come ci possa essere ripresa economica in Europa e in America con un petrolio a 73 dollari, con disoccupati in crescita, con le aziende che faticano nelle vendite e che hanno capacità produttiva in eccesso. <span id="more-1561"></span>Plus 24 ore, nel solito bel commento di Schiavetti (pag 27), ci ricorda che il prezzo del petrolio è arrivato al doppio rispetto a Natale, che tale aumento porterà nei prossimi mesi ad un&#8217;impennata dell&#8217;inflazione (grazie al ritardo temporale con cui l&#8217;aumento del costo delle materie prime si traduce in inflazione per il parco buoi), in realtà il meccanismo dovrebbe essere immediato, ma la statistica manipolata, calcola in maniera sbagliata l&#8217;inflazione in modo da spaventare il parco buoi appositamente in ritardo e quando oramai le imprese hanno goduto di maggiori profitti.<br />
CONTINUA SCHIAVETTI: “IL RISCHIO DI UNA FIAMMATA INFLAZIONISTICA NON E&#8217; QUINDI SOLO PIU&#8217; GRAVE E CONCRETO DI QUANTO NON RICONOSCANO LE BANCHE CENTRALI. E&#8217; ANCHE PIU&#8217; VICINO DI QUANTE ESSE CREDANO O VOGLIANO FAR CREDERE. L&#8217;AMERICA DEVE RIDURRE I DEBITI, ALTRIMENTI SARANNO DOLORI”.<br />
Basta vedere quello che sta accadendo ai tassi d&#8217;interesse:<br />
1) Tassi sulle obbligazioni a 10 anni hanno toccato il 3,75% (un rialzo incredibile in tre mesi che ha fatto crollare i prezzi delle obbligazioni americane a tasso fisso, proprio quelle di cui i cinesi si sono liberati nei mesi precedenti)-
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<p>2) Aumento dei tassi sulle obbligazioni legate ai mutui (segno che i tassi sui mutui sono saliti,  mettendo a repentaglio la fine della crisi immobiliare)<br />
3) Le obbligazioni legate alle aspettative inflattive, hanno visto i rendimenti salire a livello pre Lehman e sopra il livello target FED. Segno che scontano forti aspettative inflattive.</p>
<p>Non dimentichiamo le conseguenze che ha il DOLLARO DEBOLE:<br />
a) Riduce il peso del debito americano<br />
b) Porta inflazione da materie prime<br />
c) Riduce i consumi interni, riducendo il potere d&#8217;acquisto degli americani<br />
d) Favorisce le esportazioni di merci<br />
e) Mantiene controllate le importazioni (ma no quelle di petrolio e materie prime)<br />
f) Favorisce il carry trade (con investitori che si indebitano in dollari, li vendono e comprano altre valute e assets in altre valute (azionario compreso).</p>
<p>Quest&#8217;ultimo “meccanismo” è stato l&#8217;unico propulsore per i mercati azionari negli ultimi due mesi.</p>
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		<title>“Energia Sicilia &#8211; Il Piano Energetico Regionale &#8211; Elemento di Sviluppo per il Territorio”</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 17:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità locale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nino Grippaldi La nostra Associazione e Confindustria Sicilia hanno promosso per il 28 p.v. (ore 9.30) un Convegno dal titolo “Energia Sicilia &#8211; Il Piano Energetico Regionale &#8211; Elemento di Sviluppo per il Territorio”. L’evento è di particolare rilevanza oltre che per il tema di grande attualità, anche perché si prefigge di aprire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Nino Grippaldi</strong><br />
La nostra Associazione e Confindustria Sicilia hanno promosso per il 28 p.v. (ore 9.30) un Convegno dal titolo “Energia Sicilia &#8211; Il Piano Energetico Regionale &#8211; Elemento di Sviluppo per il Territorio”. <span id="more-1338"></span>L’evento è di particolare rilevanza oltre che per il tema di grande attualità, anche perché si prefigge di aprire un confronto tra il Governo della Regione ed il territorio che auspichiamo possa generare chance di sviluppo.<br />
 All’incontro parteciperanno tra gli altri il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, l’Assessore all’Ambiente Giuseppe Sorbello e l’Assessore all’Industria Giuseppe Gianni.<br />
Sono certo che potremo contare sulla vostra graditissima e qualificata presenza.<br />
-
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		<title>La società liquida: crisi morale, precarietà del lavoro, crac finanziari e nuove povertà</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 16:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Riccardo Fiscella Venerdì 27 Febbraio 2009 alle ore 17.00 presso Sala Cerere – Palazzo Chiaramonte, Piazza Vittorio Emanuele, Enna,  si terrà la seconda (che poi sarà la prima, dopo il rinvio di quella che doveva essere la prima lezione che doveva tenersi il 13 febbraio u.s., ed annullata causa neve. La stessa sarà recuperata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Riccardo Fiscella</strong><br />
Venerdì 27 Febbraio 2009 alle ore 17.00 presso Sala Cerere – Palazzo Chiaramonte, Piazza Vittorio Emanuele, Enna,  si terrà la seconda (che poi sarà la prima, dopo il rinvio di quella che doveva essere la prima lezione che doveva tenersi il 13 febbraio u.s., ed annullata causa neve. <span id="more-1083"></span>La stessa sarà recuperata a data da destinarsi) lezione del I Corso di Studi Politici e Culturali su “ La società liquida: crisi morale, precarietà del lavoro, crac finanziari e nuove povertà ” promosso dall’Accademia Nazionale della Politica.<br />
Modera il Dr. Riccardo Fiscella, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica sede di Enna. Intervengono il Sen. Nino Strano,  il Dr. Giovanni Condorelli (Segretario Regionale UGL) e il Dr. Nello Hamel (Economista &amp; Funzionario di Banca).</p>
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<p>I contenuti<br />
La novità e l&#8217;acutezza delle contraddizioni e dei fenomeni di crisi di questo primo scorcio del XXI secolo riaprono la discussione non solo sulle sorti del capitalismo, ma anche su analisi e soluzioni che sembravano acquisite per sempre.<br />
Con l&#8217;accentuarsi del distacco tra ricchezza e povertà, tra sviluppo e sottosviluppo, nelle aree più arretrate esplode il dramma della fame e delle grandi migrazioni; nelle aree più avanzate domina l&#8217;incertezza, la precarietà del lavoro. La crisi è in primo luogo crisi del rapporto tra politica e società, crisi culturale e morale.<br />
Le iscrizioni al Corso di Studi Politici e Culturali dell’ANdP sono aperte.<br />
Per iscriversi o per informazioni ci si può rivolgere venerdì 27 febbraio alla segreteria dell’Accademia aperta per l’occasione presso Sala Cerere, oppure telefonando al 392.9258890 o scrivendo alla e-mail: <a href="mailto:enna@andp.it">enna@andp.it</a>.</p>
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		<title>Famiglie italiane a rischio di default</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/famiglie-italiane-a-rischio-di-default.php</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 10:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[photo credit: Franco Folini  Rapporto Censis 2008]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/78425154@N00/2612765687/"><img border="0" src="http://farm4.static.flickr.com/3259/2612765687_723cc69e08_m.jpg" /></a><br />
<small><a target="_blank" href="http://www.photodropper.com/creative-commons/" title="creative commons"><img border="0" align="absMiddle" width="16" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/plugins/photo_dropper/images/cc.png" alt="Creative Commons License" height="16" /></a> <a target="_blank" href="http://www.photodropper.com/photos/">photo</a> credit: <a target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/78425154@N00/2612765687/" title="Franco Folini">Franco Folini</a></small> </strong></p>
<p><strong>Rapporto Censis 2008</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Seminario ennese sulla crisi finanziaria</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/seminario-ennese-sulla-crisi-finanziaria.php</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 11:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Carissimi lettori di Liberamente, siete invitati domenica giorno 16 c.m. dalle ore 10:00 alle ore 13:00 presso lo studio della Montesano Consulting s.r.l., piazza P. Mattarella complesso Enna due nei pressi del ristorante Brasa Roja, ad assistere all’incontro con due consulenti di EUROFOREX che parleranno: “della crisi finanziaria che i mercati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony La Rocca </strong><br />
Carissimi lettori di Liberamente, siete invitati domenica giorno 16 c.m. dalle ore 10:00 alle ore 13:00 presso lo studio della Montesano Consulting s.r.l., piazza P. Mattarella complesso Enna due nei pressi del ristorante Brasa Roja, ad assistere all’incontro con due consulenti di EUROFOREX che parleranno: “della crisi finanziaria che i mercati stanno attraversando e delle oppurtunità di guadagno che il mercato del FOREX (mercato sulla valute) potrebbe offrire in questo momento.” Visto il numero limitato di posti max 25 Vi preghiamo di prenotarvi quanto prima o inviando una mail all’indirizzo alarocca66@gmail.com o telefonando al n. di cell. 3488019999 fornendo i vostri dati anagrafici con un vostro recapito telefonico.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Fallito il tentativo di sviluppare il Sud</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/fallito-il-tentativo-di-sviluppare-il-sud.php</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 15:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[src=" http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> di Enzo Conte Parte da lontano e ha radici profonde il sottosviluppo della nostra terra. Avendo avuto modo di riflettere su alcuni ottimi spunti di livello universitario voglio riproporli a Voi, Lettori, nella speranza che una consapevolezza nuova ci spinga fin dove non siamo mai arrivati, sebbene mi renda conto dello sforzo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: left"> <script type="text/javascript"><!-- google_ad_client = "pub-3856776347879585"; google_ad_width = 300; google_ad_height = 250; google_ad_format = "300x250_as"; google_ad_type = "text_image"; google_ad_channel = ""; //--></script> <script type="text/javascript">   src=" http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"> </script></p>
<p><strong>di Enzo Conte</strong><br />
<span style="font-size: 10pt">Parte da lontano e ha radici profonde il sottosviluppo della nostra terra. Avendo avuto modo di riflettere su alcuni ottimi spunti di livello universitario voglio riproporli a Voi, Lettori, nella speranza che una consapevolezza nuova ci spinga fin dove non siamo mai arrivati, sebbene</span><span>  </span>mi renda conto dello sforzo che vi chiedo. <span id="more-459"></span>Correva l’anno 1957: l’Italia firma il trattato di Roma che istituisce<span>  </span><st1 productid="la Comunità Europea" w:st="on">la Comunità Europea</st1>, e si assume una grande sfida, svilupparsi fino a raggiungere i due stati motori d’Europa, <st1 productid="la Germania" w:st="on">la Germania</st1> e <st1 productid="la Francia" w:st="on">la Francia</st1>, per non farsi fagocitare da essi. Per raggiungere questi ultimi sul piano industriale, il governo concentra le proprie risorse sul centro-nord, accettando implicitamente anche l’apporto di forza lavoro a basso costo dal mezzogiorno d’Italia. Sono gli anni in cui Torino diviene “la 3° città del mezzogiorno” con i suoi seicentomila lavoratori originari del Sud. L’Italia vince la sfida e si affianca a Francia e Germania negli anni del boom economico. Raggiunto questo traguardo, la conseguenza logica sarebbe quella concentrare le risorse al Sud nello stesso modo, invece succede un fenomeno strano… Mentre i fondi inviati al nord nel ventennio precedente servivano d’impulso all’industria ed al commercio, ponendo le basi per uno sviluppo autonomo, la stessa cosa non avviene al Sud che diviene invece “feudo elettorale” della politica romana. Il sud conosce uno sviluppo quantificabile anche in termini empirici, ma consta di una crescita della ricchezza pro-capite controllata dalla politica tramite denaro pubblico per trarne vantaggio elettorale, niente di più… Col passare degli anni diviene sempre più evidente il fenomeno: i fondi destinati al Sud hanno effetti macroeconomici sempre inferiori alle aspettative perché dirottati dalla Politica verso spese improduttive(leggi sovradimensionamento degli enti pubblici in termini di personale). Intanto gli anni passano e non cambia nulla fino ai primi anni ’90. Gli abitanti delle regioni del nord sono stufi di vedere le loro risorse inviate alle regioni del Sud e impiegate per mantenere il feudo <a href="http://www.flickr.com/photos/73864070@N00/2297962580/" target="_blank"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3276/2297962580_0de5b0b0ee_m.jpg" border="0" height="241" width="208" /></a><br />
<small><a href="http://www.photodropper.com/creative-commons/" title="creative commons" target="_blank"><img src="http://liberamente-enna.it/wp-content/plugins/photo_dropper/images/cc.png" alt="Creative Commons License" align="absmiddle" border="0" height="16" width="16" /></a> <a href="http://www.photodropper.com/photos/" target="_blank">photo</a> credit: <a href="http://www.flickr.com/photos/73864070@N00/2297962580/" title="kurtxio" target="_blank">kurtxio</a></small></p>
<p><small><a href="http://www.flickr.com/photos/73864070@N00/2297962580/" title="kurtxio" target="_blank"></a></small>elettorale da parte della politica romana (da qui il detto “Roma ladrona”), e nasce il movimento Lega Nord che porta, tramite alcuni passaggi indiretti,<span>  </span>all’abolizione delle leggi per l’intervento straordinario dello Stato nel mezzogiorno. Questo periodo è lo stesso in cui <st1 productid="la Comunità Europea" w:st="on">la Comunità Europea</st1> inizia a stanziare i fondi Strutturali per lo sviluppo delle c.d. Aree obiettivo 1. <st1 productid="La Spagna" w:st="on">La Spagna</st1>, con un livello di reddito precedentemente simile a quello della Sicilia, in 15 anni cresce a dismisura, staccando in termini percentuali di circa 30 punti il Sud d’Italia. <st1 productid="La Sicilia" w:st="on">La Sicilia</st1>, con gli stessi fondi stenta a decollare, anche se fa qualche timido passo avanti. Perché? Perché in questa nostra regione continua a radicarsi con sempre più forza, lo stesso modello di economia improduttiva e dannosa controllata palmo per palmo dalla politica da molti decenni, che non ha altro obiettivo se non la propria “eternità elettorale”. Gli enti provinciali ennesi ne sono un esempio paradigmatico e non mi riferisco solamente all’Ato rifiuti. Mi riferisco a quel sistema per cui a Enna un giovane, se vale 3 ed è di un partito di governo, fa il dirigente generale di un grosso ente, se vale 10 va al Nord, perché lì esiste un mercato del lavoro, cosa che qui non c’è. Ebbene, da dati scientifici formulati da alcuni sociologi dell’economia, risulta che ogni posto di lavoro improduttivo in questi enti pubblici, togliendo risorse per lo sviluppo del territorio, produce l’impossibilità di creazione di 3-4 posti di lavoro da sviluppo autonomo. Impressionante, vero?<span>   </span>A voi la scelta quindi, fra una terra povera dove ci si accontenta della mancia di un grosso politico (o di un politico grosso), magari in termini di lavoro ultraprecario e umanamente umiliante , lasciata dai giovani laureati per trovare dignità, oppure una terra libera, che sappia mettere le proprie risorse a disposizione dello sviluppo autonomo, industriale, commerciale, turistico, agroalimentare. Sembra banale ma la scelta è nostra. <o></o></p>
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		<title>Nuovi bisogni e felicità</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Aug 2007 15:29:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Libero Nella prima Prima Lettera di S. Paolo Apostolo a Timoteo si legge: “…Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portare via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo. Al contrario, coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
Nella prima Prima Lettera di S. Paolo Apostolo a Timoteo si legge: “…Non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portare via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo. Al contrario, coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste, che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione. <span id="more-30"></span>L’attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori. Ma tu, uomo di Dio, fuggi queste cose; tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza”. La globalizzazione ci sta consegnando una nuova categoria di istanze sociali, non riscontrabili nelle rivendicazioni delle diverse rivoluzioni moderne (politiche, sociali, tecnologiche ecc). “Con il termine &lt;&lt;nuove istanze&gt;&gt;, intendo riferirmi ad una serie di &lt;&lt;rivendicazioni sociali&gt;&gt; (che possono essere collegate a movimenti sociali o meno) emergenti nella società complessa come novità storica: un’accresciuta sensibilità per le violazioni di fondamentali diritti umani e l’esigenza di salvaguardare beni comuni che non possono essere trattati secondo la semantica dei diritti individuali o pubblico-collettivi” (Pierpaolo Donati, “La cultura della vita. Dalla società tradizionale a quella postmoderna”, FrancoAngeli, 1989). “Le società occidentali, con il mito del progresso, ipotizzano il raggiungimento di sempre maggiori soddisfacimenti dei bisogni (reali o indotti) come se questo fosse automaticamente il raggiungimento della maggiore felicità possibile. In virtù di questa logica si compiono misfatti sugli altri uomini, che non godono di questa possibilità, e sulla natura. La presunta felicità dell’uomo occidentale è pagata direttamente dalle popolazioni del terzo mondo e indirettamente da tutti, attraverso i micidiali danni provocati alla natura e all’ambiente. Il progresso porta innovazioni finalizzate per gran parte al lucro; non richieste dalla collettività esse non rispondono alle necessità né ai desideri diretti, insinuano invece nuovi desideri e necessità. Il ritmo dell’evoluzione risponde all’evoluzione del capitale, e non a quello degli uomini, alla ragione di dover guadagnare di più, alla ragione di dover muovere sempre più le merci e questa frenesia definisce un tempo che, anch’esso non risponde al tempo degli individui. Una società che progredisca in questo modo è una società infelice” (Trascrizione del testo in italiano dal volantino bilingue (italiano/inglese) apparso su &#8220;A &#8211; rivista anarchica&#8221; n. 274, estate 2001, a cura di Adriano Paolella e Zelinda Carloni).</p>
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		<title>Un nuovo modello per una nuova società</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Aug 2007 16:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Libero “Moltissimi tra i principali studiosi dell’assetto del rapporto società-stato (Hirst, Wagner, Anheier) sono concordi nel ritenere il ruolo dell’impresa non a fini di lucro come fondamentale in questi settori. Essa garantisce uno scopo che non è la semplice massimizzazione dei profitti pur reinvestiti, ma l’erogazione di servizi che siano il più possibile utili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
“Moltissimi tra i principali studiosi dell’assetto del rapporto società-stato (Hirst, Wagner, Anheier) sono concordi nel ritenere il ruolo dell’impresa non a fini di lucro come fondamentale in questi settori. Essa garantisce uno scopo che non è la semplice massimizzazione dei profitti pur reinvestiti, ma l’erogazione di servizi che siano il più possibile utili al benessere della persona e della società” (Giorgio Cittadini, “Welfare, i due volti della riforma”, Il Sole 24 Ore, 30/12/2001).<span id="more-23"></span> Una prospettiva che va in questa direzione è la costruzione in sede locale del cosiddetto Welfare community. Non si tratta di una nuova logica procedurale, tanto meno dell’ennesima istituzione; è invece la ricerca di una cooperazione efficace e stabile tra soggetti pubblici e privati che fanno del territorio locale la piattaforma dei loro interventi e dei loro interessi. “Vi sono tracce e voglia di mutualismo nei tanti che cercano di ragionare sul come abbassare il rischio dell’essere senza pensioni, senza maternità accompagnata, senza possibilità, di fermarsi per malattia. Sul come scambiarsi la conoscenza che è diventata sempre più la merce attraverso cui qualificarsi nel mercato. Così come proliferano gruppi di acquisto solidale che si mettono assieme nei condomini per comprare merci di cui si conosce la provenienza saltando la grande distribuzione”(Aldo Bonomi, “Un modello ipermoderno”, Il Sole 24 Ore, 24/04/2006). Ma, come ha sostenuto Pierpaolo Donati a Norcia (15-16 ottobre 2005) in occasione del seminario su “Welfare, famiglia e sussidiarietà: verso nuove politiche sociali che possono generare benessere comunitario”, le antiche mete del moderno welfare state (come la lotta contro la povertà, la ridistribuzione del reddito e delle opportunità di vita, ecc.), e le nuove sfide (come la de-umanizzazione dei servizi sociali e sanitari, l&#8217;insufficiente difesa degli interessi deboli e delle minoranze, la crescita delle cosiddette patologie della modernità, ecc.) debbono essere affrontate con nuovi stili di policy che aiutino le politiche sociali ad essere family friendly. Questi stili si caratterizzano per due grandi insiemi di fattori. Da un lato le nuove condizioni della società, cioè la sua crescente complessità in termini di strutture e compiti familiari. Dall&#8217;altro l&#8217;allargamento delle finalità, che portano verso una nuova concezione e pratica sussidiaria della cittadinanza della famiglia.</p>
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