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	<title>Liberamente &#187; Attualità</title>
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	<description>La comunità virtuale più libera del web</description>
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		<title>&#8220;Una terza via da suggerire a Monti c&#8217;è&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Edward Luttwak &#8220;Avete tre possibilità, ripudiare il debito e retrocedere al livello dei Paesi del Terzo Mondo, triplicare le tasse e istituire uno Stato poliziesco per combattere l’evasione, oppure far fruttare i vostri beni pubblici affindandone la gestione a chi sa valorizzali. Per fare questo, occorre una leadership molto forte”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAIAKZOE.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7136" title="imagesCAIAKZOE" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAIAKZOE.jpg" alt="" width="241" height="209" /></a></strong></p>
<p><strong>di Edward Luttwak</strong><br />
&#8220;Avete tre possibilità, ripudiare il debito e retrocedere al livello dei Paesi del Terzo Mondo, triplicare le tasse e istituire uno Stato poliziesco per combattere l’evasione, oppure far fruttare i vostri beni pubblici affindandone la gestione a chi sa valorizzali. Per fare questo, occorre una leadership molto forte”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Obbligo di catene sulle strade statali</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 12:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero qui l&#8217;Ordinanza dell&#8217;ANAS: sicilia ordinanza 234 del 26-10-11]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong></p>
<p>qui l&#8217;Ordinanza dell&#8217;ANAS: <a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/sicilia-ordinanza-234-del-26-10-11.pdf">sicilia ordinanza 234 del 26-10-11</a></p>
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		<title>Finalmente qualcosa si muove sul caro benzina</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 07:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[qui l&#8217;articolo:   http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/138502/armao-presenta-esposto-allantitrust-contro-caro-benzina.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>qui l&#8217;articolo:  </p>
<p><a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/138502/armao-presenta-esposto-allantitrust-contro-caro-benzina.htm">http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/138502/armao-presenta-esposto-allantitrust-contro-caro-benzina.htm</a></p>
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		<title>DA RAVENNA A ISNELLO LE ROSE “BELLA CIAO” PER L’EROE PARTIGIANO</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Isnello (Pa) – Giovanni Ortoleva aveva 24 anni quando scelse di morire con i suoi compagni partigiani. Era l’8 marzo 1945, poche settimane prima della fine della guerra. Adesso, al cimitero del suo paese, attorno al cippo-monumento con la sua foto da bel ragazzo biondo siciliano al cimitero del suo paese crescerà un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
Isnello (Pa) – Giovanni Ortoleva aveva 24 anni quando scelse di morire con i suoi compagni partigiani. Era l’8 marzo 1945, poche settimane prima della fine della guerra. Adesso, al cimitero del suo paese, attorno al cippo-monumento con la sua foto da bel ragazzo biondo siciliano al cimitero del suo paese crescerà un aiuola di rose &#8220;Bella ciao&#8221;. <span id="more-7002"></span>E’ la qualità profumata, dal sottile e pur intenso profumo realizzata da un floricultore partigiano romagnolo e arrivata direttamente da Ravenna. E’ la promessa fatta e mantenuta il 3 settembre scorso da Ivano Artioli, presidente dell&#8217;Anpi di Ravenna e dirigente nazionale dell&#8217;Associazione partigiani, davanti alle ceneri di Ortoleva rientrate nel paese natìo, a 66 della morte nell&#8217;eccidio di Salussola nel Vercellese. Una piccola folla al cimitero, presenti familiari di Ortoleva, il sindaco Pino Mogavero, il presidente dell’Anpi Sicilia Ottavio Terranova e il segretario di Palermo Angelo Ficarra, ha assistito questa mattina all&#8217;eco-cerimonia. Artioli, docente di diritto e scrittore, ha messo in correlazione, in un breve discorso, &lt;il profumo delle rose Bella -</p>
<div style="float: left;"><script type="text/javascript">// < ![CDATA[
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<p>// ]]&gt;</script></div>
<p>ciao – appena piantate, qualità ottenuta in laboratorio &#8211; &#8220;e il profumo che ancora emana l&#8217;impresa di Ortoleva&#8221;. Catturato assieme a 19 partigiani dai nazifascisti, pur potendo salvare la sua vita grazie all&#8217;intercessione del capo delle guardie fasciste, un campaesano ricorda l’unico sopravvissuto, che gli offriva un salvacondotto in cambio di una camicia nera da indossare, scelse consapevolmente di morire con i suoi compagni con un atto di estrema dignità e coraggio. Si abbracciarono piangendo i partigiani prigionieri in quella notte di tregenda, lacrime virili di uomini che seppero affrontare la morte per soddisfare un istinto di libertà e di ribellione alla tirannia.</p>
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		<title>A PALERMO, I FELTRI DEL CARCERE IN MOSTRA NELLA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE LIBERA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pierelisa Rizzo Sarà Don Luigi Ciotti ad inaugurare venerdì prossimo 16 dicembre, ore 16,30/17  presso “I sapori ed i saperi della legalità” dell’associazione Libera , in piazza Castelnuovo 13, la mostra della cooperativa FiloDritto, con sede al carcere di Enna, dal titolo FiloDritto per la Pace. Protagonisti ancora i feltri di Htem Darwhis, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Pierelisa Rizzo</strong><br />
Sarà Don Luigi Ciotti ad inaugurare venerdì prossimo 16 dicembre, ore 16,30/17  presso “I sapori ed i saperi della legalità” dell’associazione Libera , in piazza Castelnuovo 13, la mostra della cooperativa FiloDritto, con sede al carcere di Enna, dal titolo FiloDritto per la Pace.<span id="more-6912"></span><br />
Protagonisti ancora i feltri di Htem Darwhis, un giovane egiziano socio della cooperativa. Collane, gadget natalizi, cieli d’Africa e tramonti tinti di arancio, seducenti bouquet di fiori, i tradizionali cannoli, le impalpabili sciarpe di lana e seta tutte creazioni dell’egiziano ristretto ad Enna. La mostra ripercorre la storia di Filo Dritto, nata all&#8217;’inizio di quest’anno da una costola dell’associazione AManiLibere che da anni si occupa di recupero della tradizione tessile siciliana e non solo. Il feltro è un tessuto straordinario che dà vita ad accessori di moda e complementi d’arredo realizzati con la lana, quella cardata, bagnata da acqua calda e sapone di Marsiglia e rollata a mano o con  bastoni. La presidente Ninni Fussone, oggi a capo di FiloDritto, sociologa con la passione per i tessuti, per anni ha tenuto corsi da volontaria nelle sezioni femminili e maschili del carcere ennese . Sin da subito la magia della lana ha mostrato il proprio prodigio diventando all&#8217;’inizio un impegnativo passatempo e trasformandosi, mano mano, in un vero e proprio “lavoro” per alcuni detenuti. Tra questi Darwhish, 23 anni, già ospite di una mostra che si è tenuta a  Catania lo scorso ottobre potrà rivedere, esposti, i suoi capolavori. “Il nostro è un lavoro di creazione che mescola la tecnica all&#8217;’arte – dice Ninni Fussone – Continuiamo a lavorare ad un progetto che è  imprenditoriale ma a carattere etico. -
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<p>Solo il lavoro, infatti, può costituire un riscatto vero per chi approda in carcere”. Filo Dritto, prima cooperativa sociale tessile delle carceri siciliane fa parte del progetto “Sigillo” del Ministro di Grazie a Giustizia, marchio creato a tutela del lavoro dei detenuti. “Abbiamo subito colto l’invito di Don Ciotti che già qualche anno fa venne ad Enna a visitare il nostro laboratorio e l’abbiamo voluta dedicare alla Pace in un  momento così’ difficile per la nostra nazione e per il mondo tutto” dice la presidente di FiloDritto. Le lane utilizzate dalla Filo Dritto sono da quelle autoctone, quelle siciliane, fino ai preziosi cashmere, cammello, merinos, colorate chimicamente o con piante tintoree. Venerdì 16 dicembre, dunque, l’inaugurazione della mostra mentre  sabato, 17 dicembre, ore 11,15 sarà possibile partecipare al work shop assistendo dal vivo alla creazione di un tessuto in feltro. La mostra rimarrà aperta fino all’Epifania</p>
<p>Per informazioni visita il sito <a href="http://www.amanilibere.it/">www.amanilibere.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rischia la qualifica chi si affida a formatori non riconosciuti</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/rischia-la-qualifica-chi-si-affida-a-formatori-non-riconosciuti.php</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste & Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero In data 29 novembre 2011 si è riunito il tavolo di lavoro ministero e regioni sull’oss. Il gruppo di lavoro, composto dai sindacati, dall’Ipasvi, dal Migep, dal Ministero della Salute e dalla Conferenza Stato Regioni, ha analizzato le varie situazioni in cui le Regioni si trovano nell’attuare la formazione di oss. Dall’analisi svolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong><br />
In data 29 novembre 2011 si è riunito il tavolo di lavoro ministero e regioni sull’oss. Il gruppo di lavoro, composto dai sindacati, dall’Ipasvi, dal Migep, dal Ministero della Salute e dalla Conferenza Stato Regioni, ha analizzato le varie situazioni in cui le Regioni si trovano nell’attuare la formazione di oss. Dall’analisi svolta è emerso che, al momento, la formazione viene effettuata da numerosi enti formativi accreditati e non accreditati. <span id="more-6863"></span>Inoltre è stato constatato il basso livello della formazione svolta.<br />
E’ stato rilevato poi che nelle Regioni, ove sono state adottate delibere relative alla istituzione ed avvio dei corsi di formazione, di fatto la formazione viene avviata in violazione delle stesse delibere. Inoltre nei casi in cui la formazione è stata delegata alle Province è emersa una programmazione inadeguata e sganciata dal reale fabbisogno determinato in ambito regionale.<br />
Il Coordinamento ha rilevato che in alcune Regioni la formazione è avviata senza che esista un quadro normativo regionale, delibere o linee guida. In molti casi la formazione è avviata utilizzando fondi europei.<br />
In altre Regioni la formazione è demandata all’assessorato al lavoro e formazione senza alcun coordinamento con l’assessorato alla Salute.<br />
Le stesse Regioni quindi hanno chiesto al Ministero della Salute l’apertura di un tavolo tecnico che dovrà rivedere le competenze del medico e, soprattutto, di tutte le professioni sanitarie.<br />
Nonostante il tavolo tecnico sia impegnato a riorganizzare la formazione dell’oss, in alcune Regioni è stato dato avvio alla formazione dell’oss con formazione complementare. Riteniamo che la formazione dell’oss complementare – figura non prevista nel CCNL – in un momento in cui si sta provvedendo a rideterminare la figura dell’oss di base e delle relative competenze sia inopportuna oltre che prematura. Si auspica quindi che venga sospesa la formazione dell’oss complementare.<br />
Altro aspetto della vicenda concerne la formazione promossa dalle numerose agenzie formative, le quali provvedono a formare numerosi operatori, previo pagamento di somme spropositate, determinando una forte distorsione tra offerta e domanda di lavoro. Senza contare poi che alcune Regioni consentono di spendere il titolo di oss solo se il diploma sia stato acquisito all’interno della stessa regione che necessita di personale sanitario.<br />
Basti pensare alla Regione Sicilia, la quale non riconosce i titoli acquisiti in altre Regioni.<br />
Altro tema emerso dal tavolo tecnico riguarda gli infermieri stranieri, ai quali molto spesso viene precluso il riconoscimento dell’attestato rilasciato dal Paese di origine. Questi infermieri quindi trovano occupazione nel nostro Paese, presso delle RSA, come oss per poi espletare le mansioni proprie del personale infermieristico.<br />
Il tavolo inoltre ha analizzato la proposta dell’Ipasvi volta a far si che vengano unificati i due attuali livelli formativi dell’OSS, attraverso un unico ed omogeneo percorso formativo sull’intero territorio nazionale.<br />
Questa proposta, si ricorda, coincide con l’iniziativa legislativa sollecitata dal Migep nel 2004 (Legge 81)<br />
Si segnala che la Regione Veneto sta proponendo una formazione di base dell’operatore socio sanitario con previsione di moduli aggiuntivi tematici di duecento (200) ore. In tal modo l’oss formato, da non confondere con l’oss con formazione complementare, verrà inserito nell’organizzazione del lavoro in considerazione anche del modulo aggiuntivo tematico espletato.<br />
-
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<p>E’ stato affrontato anche il tema “scottante” della formazione oss nella Regione Emilia Romagna. Come noto questa Regione ha avviato un percorso formativo denominato “certificazione delle competenze” attraverso il quale, tuttavia, la formazione viene svolta attraverso strutture formative dislocate in tutto il territorio nazionale. Il diploma rilasciato peraltro costituisce una certificato e non un attestato, come richiesto dall’Accordo Stato Regioni del 2001.<br />
Sono state esaminate anche le questioni relative ai falsi diplomi rilasciati da alcune associazioni, con attestazione del Ministero della Salute, e dell’attribuzione all’oss di mansioni non corrispondenti al profilo proprio ed alle competenze normativamente attribuite.<br />
Alla luce di quanto sopra è di fondamentale importanza che il tavolo tecnico detti delle linee guida che dovranno essere recepite dalle Regioni, in modo che possano essere uniformati i percorsi formativi ed eliminate le disomogeneità esistenti sul territorio.<br />
Inoltre, il tavolo tecnico ha preso atto della richiesta della Regione Piemonte di convocare il coordinamento delle regioni sulla formazione dell’operatore socio sanitario con formazione complementare.</p>
<p>Il tavolo, a questo punto, invierà una nota ufficiale al coordinamento delle regioni chiedendo a tutte le Regioni:</p>
<p>1. l’esatta quantificazioni degli oss formati, con indicazione anche di quelli occupati;</p>
<p>2. la modalità formativa (tipologia della formazione espletata);</p>
<p>3. fabbisogno reale di oss ( criteri di determinazione del fabbisogno di oss).</p>
<p>I dati che saranno forniti consentiranno di avere una mappa completa della situazione e proporre un modello formativo unico.<br />
Riteniamo che il lavoro svolto in questi anni e l’iniziativa avviata da questa Federazione nel 2010, volta alla ricognizione degli oss formati e dei criteri adottati dalle Regioni nella programmazione del fabbisogno del personale oss, abbia dato buoni frutti.<br />
Il coordinamento delle regioni presente al tavolo, entro il 30 gennaio 2012 si impegna a fornire i dati che sono al punto 1 &#8211; 2 – 3.<br />
Il Ministero elaborerà un testo integrato, con i vari punti pervenuti, che verrà inviato al gruppo di lavoro. Detto testo sarà valutato al prossimo incontro che si terrà il mese di febbraio 2012.<br />
Ci auguriamo che al termine dei lavori vengano adottate delle linee guida nazionali.<br />
La Federazione Migep invita tutti gli oss a continuare supportare il Migep, divulgando le informazioni e partecipando attivamente segnalandoci problemi, inviandoci quesiti, chiarimenti ecc.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&#8220;La Cina è vicina&#8230;.alla mafia&#8221;</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/la-cina-e-vicina-alla-mafia.php</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 18:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità locale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero qui l&#8217;articolo: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/135507/laeroporto-cinese-cuore-della-sicilia-progetto-dalle-mille-incognite.htm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Libero</strong></p>
<p>qui l&#8217;articolo: <a href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/135507/laeroporto-cinese-cuore-della-sicilia-progetto-dalle-mille-incognite.htm">http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/135507/laeroporto-cinese-cuore-della-sicilia-progetto-dalle-mille-incognite.htm</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Depositi bancari in tempo di crisi</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/depositi-bancari-in-tempo-di-crisi.php</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 19:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste & Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Cari lettori, scusate se mi dilungherò durante la stesura di questo articolo, ma il momento che stiamo attraversando, assieme alla mia modesta conoscenza sull’argomento, mi impongono di essere quanto più esaustivo e completo possibile. Ciò detto, inizierei subito temperando le eventuali crisi di panico a cui ciascuno potrebbe incorrere assistendo alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/images101.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6758" title="images" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/images101.jpg" alt="" width="162" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Cari lettori, scusate se mi dilungherò durante la stesura di questo articolo, ma il momento che stiamo attraversando, assieme alla mia modesta conoscenza sull’argomento, mi impongono di essere quanto più esaustivo e completo possibile. Ciò detto, inizierei subito temperando le eventuali crisi di panico a cui ciascuno potrebbe incorrere assistendo alle notizie deleterie dei media che trattano continuamente di spread, di tassi di interesse sui BTP, di debito pubblico e di scarsa crescita dell’Italia.</p>
<p><span id="more-6757"></span>Fuori da tecnicismi ingombranti, che ognuno può approfondire sul sito dedicato (<strong>www.fitd.it</strong>) del <strong>Fondo Interbancario di Tutela dei Deposi</strong> (<strong>FITD</strong>), chi detiene denaro in deposito su un semplice conto corrente sottoposto alle leggi interbancarie è assolutamente tutelato da questo Fondo fino a 100.000,00 euro per depositante. Va precisato che questa garanzia esula dalle obbligazioni di stato e da altre categorie di obbligazione. Vale solo per il denaro depositato su conti correnti e non vincolato. Per accedere ad ulteriori dettagli si può visionare un mio precedente articolo scritto già il 26 ottobre del 2008 sullo stesso blog di “Liberamente Enna”. <a href="http://liberamente-enna.it/sono-sicuiri-i-nostri-soldi-in-banca.php">http://liberamente-enna.it/sono-sicuiri-i-nostri-soldi-in-banca.php</a></p>
<p>Il suggerimento che posso offrire, in questo momento storico, è quello di rimanere, per chi ha la possibilità, liquidi. L’ipotesi remota di vedere dimezzato il vostro capitale del 50%, vede un’ Italia in default ed un fallimento sistemico e contemporaneo delle banche private italiane. La nostra Nazione sta attraversando una crisi dovuta ad un’eredità che arriva da lontano. Il nostro debito pubblico è stratosferico &#8211; circa 1.900 miliardi di euro &#8211; che abbiamo accumulato “grazie” a politiche dissennate che hanno guardato essenzialmente ad interessi elettorali ed a nient’altro, aumentando smodatamente la spesa pubblica. Adesso il problema è: “Come ripaghiamo questo debito?” Gli stessi italiani non credono più nella solvibilità di quest’ ultimo. Solo il 14% dei risparmiatori italiani hanno acquistato le ultime tranche di obbligazioni statali: un dato deprimente. Allora vi chiederete: “Chi ha comprato, ultimamente, questa montagna di titoli?” La risposta è: “Se ogni settimana la Banca Centrale Europea non aprisse il suo portafoglio e non facesse incetta di BTP sul mercato secondario, la bancarotta italiana si sarebbe già abbondantemente consumata.” Comunque sia, non voglio dilungarmi su queste notizie di carattere tecnico che troveranno apposita trattazione in altri articoli che pubblicherò successivamente in questo ed in altri blog. Per il momento, ciò di cui sopra mi sembra che rinvii a risposte più che esaustive. Se doveste avere perplessità o dubbi particolari, potrete scrivere alla mail della redazione o alla mia mail (<strong>alarocca66@gmail.com</strong>) da dove cercherò, tempo e competenza permettendo, di rispondervi.</p>
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		<title>Irriducibili “Indignati”</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 05:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Gli ultimi episodi violenti avvenuti a Roma in occasione della giornata promossa dagli “Indignati” spingono a fare dei ragionamenti che provengono da considerazioni che nulla hanno a che vedere con collocazioni a destra o a sinistra, ma, piuttosto, sono figlie di un’insoddisfazione che è destinata ad aumentare così come più volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Gli ultimi episodi violenti avvenuti a Roma in occasione della giornata promossa dagli “Indignati” spingono a fare dei ragionamenti che provengono da considerazioni che nulla hanno a che vedere con collocazioni a destra o a sinistra, ma, piuttosto, sono figlie di un’insoddisfazione che è destinata ad aumentare così come più volte esternata in occasione di discorsi infuocati provenienti da movimenti politici che spesso vengono sottovalutati e derisi: vedi (Movimento a Cinque Stelle).<span id="more-6659"></span> Sono riprovevoli quelle false idee che associano le manifestazioni ad un coacervo di considerazioni scomposte e fuori luogo tentando di associare i movimenti pacifisti a quelli anarco-insurrezionalisti rivoluzionari, violenti e sovente di dubbia provenienza. Purtroppo stiamo assistendo increduli ad un degrado politico, sociale, etico ed economico, talmente veloce che rischia di travolgere ed annientare quel poco di sano che viene costruito giornalmente. Ma, cosa molto più grave, è che ha già travolto le nuove generazioni. Per fortuna, qualche “buona stella” lo sta gridando a gran voce nelle piazze di tutto il mondo. Credo, ricordandolo in primis al sottoscritto, che è comodo rifugiarsi nel caldo “nido” casalingo pensando che non è un problema nostro, e dire: “Io cosa c’entro?” Certo, pensare ad una nostra responsabilità, seppur indiretta, non fa bene alla coscienza: fa star male! Tuttavia il male proviene da lontano, e il nostro governo assieme a tutta la classe politica di destra, di sinistra, di centro non sta percorrendo quel cammino irreprensibile ed onesto capace di dare dei segnali forti ai mercati. Infatti sono proprio questi che, constatata la nostra incapacità politica, non smettono di -
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<p>punirci giornalmente deprezzando le nostre aziende top ed avvantaggiando il passaggio di una grossa fetta di azioni a capitani d’industria o fondi sovrani rapaci e ben capitalizzati che possono acquisire, in maniera soft, quote rilevanti di impresa sana italiana e di Italia grazie anche al connubio deviato di banchieri e pseudo politici compiacenti che impediscono quelle azioni oramai indispensabili capaci di prospettare soluzioni “invasive ed impopolari” che intaccando parzialmente i grandi patrimoni diano respiro alla collettività produttiva e diffusa. Soluzioni, neanche a dirsi, che andrebbero contro gli interessi dei potentissimi banchieri, delle grosse lobby industriali e delle caste, ma che andrebbero applicate se non vogliamo patire conseguenze, talmente catastrofiche, da pentircene a vita. Tornando al movimento degli “Indignati”. Sono loro che, in maniera audace, sfidando boicottaggi di triste memoria ed ultimamente spesso ricorrenti, cercano di fare passare quel messaggio forte che possa coinvolgere ed infiammare i cuori di quanti credono che il sistema delle banche di investimento e delle multinazionali basato sul profitto “tout court”, sta distruggendo i sogni di tanti giovani che trovano fondamento in quei valori costruiti sull’etica e sul senso del dovere, capaci di salvare chi ancora crede di cavalcare un futuro che vuole concretizzare ad ogni costo.</p>
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		<title>La storia di Terry, un cagnolino cieco in cerca di adozione</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Il 10 settembre scorso un cittadino che ha prontamente segnalato la presenza di un giovane randagio completamente cieco in via dei Giardini alla periferia di Caltanissetta, prestandogli le prime cure in attesa dei soccorsi richiesti da parte della ditta convenzionata incaricata dal Comune, si è sentito rispondere dalla sala operativa della Polizia Municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAEIV2KL.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6530" title="imagesCAEIV2KL" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAEIV2KL.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">di Libero</span></span></strong><br />
<span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il 10 settembre scorso un cittadino che ha prontamente segnalato la presenza di un giovane randagio completamente cieco in via dei Giardini alla periferia di Caltanissetta, prestandogli le prime cure in attesa dei soccorsi richiesti da parte della ditta convenzionata incaricata dal Comune, si è sentito rispondere dalla sala operativa della Polizia Municipale la solita filastrocca ripetuta a memoria: “Il canile è pieno e la segnalazione va formalizzata qui in Comando per perfezionare l’affido alla sua persona in attesa che si liberi un posto”. </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Un’assurdità la risposta dell’addetto della P.M.- il commento del direttivo L.I.D.A.-  La L.R.15/2000 stabilisce precise competenze in materia, ed il ricovero di cuccioli abbandonati  presso adeguata struttura o l’intervento in soccorso di un cane o un gatto ferito spetta al 100% al Comune e non certo al malcapitato (e sensibile) cittadino. <span id="more-6528"></span>Gravi affermazioni come quella fornita in questo caso al cittadino segnalante, che fra l’altro ha l’obbligo di segnalare un animale ferito secondo le recenti modifiche al codice della strada, oltre che generare moltissima confusione nelle persone, producono due gravissimi effetti: che l’animale non riceva le urgenti cure di cui necessita da un lato, dall’altro che nessuno in futuro si azzardi a segnalare un’emergenza veterinaria o di denunciare un reato penale come l’abbandono di animali per paura di ricevere in affidamento coatto l’animale.” </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ancora più grave la situazione dei gatti che abitano la nostra città. Per gli ultimi due casi di pronto soccorso veterinario segnalati all’ufficio sanità del Comune di Caltanissetta infatti, non è stato autorizzato il ricovero presso un ambulatorio veterinario privato. Se in passato infatti  il Comune si faceva carico delle spese sostenute per la cura ed il ricovero dei gatti incidentati dal momento che a Caltanissetta non esiste alcun gattile convenzionato, oggi un micio che viene investito da un’auto, può contare solo sul buon cuore di cittadini sensibili o delle Associazioni di volontariato. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Uffici legali delle Associazioni animaliste a lavoro dunque per denunciare all’Autorità Giudiziaria tutti i più recenti casi di omissione perpetuati ai danni degli animali d’affezione nel Comune di Caltanissetta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Terry intanto, il cagnetto cieco non soccorso che per diverse ore ha rischiato di restare vittima di un incidente stradale costituendo un pericolo per se stesso e la circolazione stradale, è stato recuperato dai volontari L.I.D.A. che ne hanno disposto l’urgente ricovero (a proprie spese) presso un ambulatorio veterinario cittadino. Chi volesse aiutare Terry e tutti gli animali di cui l’Associazione si occupa giornalmente, può visitare il sito </span><a href="http://www.lidacaltanissetta.it/"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;">www.lidacaltanissetta.it</span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> o contattare il numero telefonico 334.2332583. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Video:</strong> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8RL-okdffAs">http://www.youtube.com/watch?v=8RL-okdffAs</a> </span></p>
<p><!--more-->Una prassi del genere non è contemplata da alcuna Legge a tutela degli animali d’affezione, di totale pertinenza del Sindaco secondo la L.R. 15/2000. Come già accaduto a coloro che abbiano denunciato in passato il ritrovamento di cucciolate abbandonate insomma, anche per i casi di pronto soccorso veterinario nei confronti di randagi, si crea un nuovo pericoloso precedente. Il cittadino che malauguratamente si trovi a dover segnalare la presenza di un animale in difficoltà o crudelmente abbandonato, rischierà a Caltanissetta di doversi occupare a tempo pieno di un’intera cucciolata, magari in età neonatale, o di dover spendere fior di quattrini per prestare le necessarie cure veterinarie ad un animale malato o incidentato.</p>
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