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	<title>Liberamente &#187; Ambiente e Natura</title>
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		<title>&#8220;Natura, Storia e Archeologia: il Pollo sultano&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura locale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Si è svolto mercoledì, all’Università di Enna Kore, il convegno “Natura Storia e Archeologia: il Pollo sultano” che, oltre a coinvolgere rappresentanti del mondo accademico siciliano nella sua completezza con la partecipazione delle Università di Enna, Palermo, Catania e Messina, ha anche coinvolto l’Università di Bologna, la Provincia Regionale di Enna, l’Istituto Superiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/ConvegnoMassa.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6860" title="ConvegnoMassa" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/ConvegnoMassa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>di Libero</strong><br />
Si è svolto mercoledì, all’Università di Enna Kore, il convegno “Natura Storia e Archeologia: il Pollo sultano” che, oltre a<br />
coinvolgere rappresentanti del mondo accademico siciliano nella sua completezza con la partecipazione delle Università di Enna, Palermo, Catania e Messina, ha anche coinvolto l’Università di Bologna, la Provincia Regionale di Enna, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, la Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Enna, il Parco Archeologico di Villa Romana del Casale, la LIPU e la Ripartizione Faunistico Venatoria della Regione Siciliana.</p>
<p><span id="more-6859"></span><br />
E’ stato il Preside della facoltà di Ingegneria, Architettura e Scienze Motorie della Kore, il prof. Giovanni Tesoriere, ad introdurre i lavori mentre Sua Eccellenza il Prefetto di Enna, Dr.ssa Clara Minerva, ha salutato i convenuti.<br />
Il tema centrale del convegno è stato il Pollo sultano, uccello che in Sicilia si era estinto e che è tornato a nidificarvi in seguito al progetto di reintroduzione avviato dall’ISPRA nel 1997, con il coinvolgimento della LIPU, e promosso dalla Regione Sicilia. Dai luoghi di rilascio ubicati lungo la costa meridionale e orientale dell’Isola, la specie ha avviato un processo spontaneo di ricolonizzazione di tutti i biotopi idonei presenti in Sicilia, raggiungendo anche zone umide interne come il Lago di Pergusa.<br />
Nel nostro Lago, ormai da alcuni anni, si è costituito un nucleo riproduttivo stabile con 12 coppie rilevate nel 2011 e tuttora in fase di espansione. Tale processo di insediamento è stato attentamente monitorato dall’Università Kore anche con ricerche fortemente volute dalla Provincia Regionale di Enna, che gestisce la Riserva. Da anni, infatti, tale Ente Gestore promuove vari studi sulla riserva pergusina, tra cui il monitoraggio ambientale. Tra gli obiettivi del Convegno c’era quello di far conoscere il Pollo sultano e di sensibilizzare circa la necessità di garantirne la conservazione, legata alla tutela delle zone umide, ma c’era anche quello di mettere in risalto l’interesse storico&#8211;</p>
<div style="float: left;"><script type="text/javascript">// < ![CDATA[
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<p>culturale di questa specie. Infatti, il Pollo sultano nell’antichità fu una specie molto nota e apprezzata, come dimostra anche uno degli splendidi mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina.<br />
Inoltre l’incontro voleva stimolare al lavoro interdisciplinare, evidenziando la necessità di operare una piena integrazione tra la pianificazione ordinaria del territorio, le politiche settoriali e la legislazione a tutela dell’ambiente, evitando la frammentazione della gestione delle risorse. Tale governance dovrebbe essere considerata fondamentale per la gestione sostenibile del nostro territorio.Tutto questo è stato ampiamente sviscerato grazie al contributo dei vari relatori che per la parte naturalistica ha coinvolto gli ornitologi Bruno Massa, Natalino Cuti, Renzo Ientile ed Alessandro Andreotti, referente Nazionale del Progetto di<br />
reintroduzione, e la biologa Rosa Termine. Mentre per la parte storico-archeologica ha coinvolto l’antichista Maura Andreoni (che ha condotto i convenuti alla scoperta del Pollo sultano nell’arte antica mediterranea), l’arch. Roberto Garufi dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali, la Soprintendente ai BB. CC. AA. di Enna Fulvia Caffo, l’archeologa Flavia Zisa. Un interessante contributo dal punto di vista giuridico è stato dato anche dal Giudice, nonché cultore di antichità, Silvio Raffiotta. Infine l’aspetto relativo alla pianificazione territoriale è stata trattato dall’urbanista Fabio Naselli.&#8221;</p>
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		<title>Il Pollo sultano di Pergusa fa parlare di sè</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 17:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Nei giorni scorsi a Cervia (RA) l’Università degli Studi di Enna “Kore”, nella persona della Dr.ssa Rosa Termine, ha presentato lo studio, relativo alla nidificazione del Pollo sultano nella Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa, al XVI Convegno Italiano di Ornitologia, la più importante manifestazione italiana in questo campo, organizzato dal Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/Pollosul_RTermine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6629" title="Pollosul_RTermine" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/Pollosul_RTermine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>di Libero</strong><br />
Nei giorni scorsi a Cervia (RA) l’Università degli Studi di Enna “Kore”, nella persona della Dr.ssa Rosa Termine, ha presentato lo studio, relativo alla nidificazione del<strong> </strong>Pollo sultano nella Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa<strong>, </strong>al XVI Convegno Italiano di Ornitologia, la più importante manifestazione italiana in questo campo, organizzato dal Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO) e dall’Associazione Ornitologi dell’Emilia Romagna (ASOER).</p>
<p><span id="more-6628"></span></p>
<p>La ricerca della Kore ha portato ad importanti e nuovi risvolti nello studio della biologia riproduttiva del Pollo sultano.</p>
<p>Questo volatile, che in Sicilia si era estinto negli anni ‘50 ed è stato reintrodotto in tre siti storici lontani da Pergusa almeno 55 km, ha colonizzato spontaneamente il Lago di Pergusa e, dal primo avvistamento avvenuto ancora dalla Kore nel 2006, è stato sempre più frequentemente rilevato, con crescente numero di coppie/anno registrate: 1 coppia nel 2007, 2 nel 2008, 5 nel 2009, 5 nel 2010. Nel 2011 c’è stato un deciso incremento; infatti, dai vari censimenti eseguiti sono state registrate 12 coppie su un’estensione del canneto di circa 45 ettari.</p>
<p>Ma la cosa più straordinaria è stata quella di poter seguire quotidianamente, da marzo a luglio, due nidificazioni che sono state riprese con foto e video; si tratta di documentazione di nidi inedita per la Sicilia, mentre solo altre 2 volte in Italia, in Sardegna, sono stati prodotti documenti fotografici di questa specie.</p>
<p>Nel primo nido sono state deposte tre uova e solo due hanno portato alla nascita dei pulcini (foto di R. Termine), mentre nel secondo nido sono state deposte cinque uova di cui solo quattro si sono schiuse.</p>
<p>Le continue osservazioni  hanno permesso di: comprendere, ad esempio, che sono entrambi i partner della coppia a covare; oppure, capire l’interessante modo con cui gli adulti alimentano i pulcini; o ancora, vedere come costruiscono i loro posatoi.</p>
<p>La presenza del Pollo sultano a Pergusa, 667 metri s.l.m., è di notevole interesse poiché esso normalmente vive in fasce altimetriche tra 0 e 370 metri; questa colonizzazione, infatti, rappresenta un’importante acquisizione per la conoscenza della biologia di questa specie nel Mediterraneo, dato che evidenzia la capacità di adattamento a occupare ambienti umidi interni a quote elevate.</p>
<p>La posizione strategica del Lago di Pergusa, inoltre, gli conferisce un importante ruolo nel facilitare gli scambi di esemplari di questa specie che vivono in altri settori della Sicilia; tali scambi rappresentano un aspetto rilevante da un punto di visto genetico e quindi indispensabile per la sopravvivenza nel lungo periodo della popolazione regionale di tale specie. Oltre alla tutela dei nuclei riproduttivi stabili all’interno dell’Area protetta, risulta ancora una volta importante proteggere i corridoi ecologici tra le diverse aree umide siciliane al fine di tutelare gli esemplari in dispersione, che rappresentano la garanzia dei suddetti scambi.</p>
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		<title>La storia di Terry, un cagnolino cieco in cerca di adozione</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Il 10 settembre scorso un cittadino che ha prontamente segnalato la presenza di un giovane randagio completamente cieco in via dei Giardini alla periferia di Caltanissetta, prestandogli le prime cure in attesa dei soccorsi richiesti da parte della ditta convenzionata incaricata dal Comune, si è sentito rispondere dalla sala operativa della Polizia Municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAEIV2KL.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6530" title="imagesCAEIV2KL" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAEIV2KL.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a></span></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">di Libero</span></span></strong><br />
<span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Il 10 settembre scorso un cittadino che ha prontamente segnalato la presenza di un giovane randagio completamente cieco in via dei Giardini alla periferia di Caltanissetta, prestandogli le prime cure in attesa dei soccorsi richiesti da parte della ditta convenzionata incaricata dal Comune, si è sentito rispondere dalla sala operativa della Polizia Municipale la solita filastrocca ripetuta a memoria: “Il canile è pieno e la segnalazione va formalizzata qui in Comando per perfezionare l’affido alla sua persona in attesa che si liberi un posto”. </span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Un’assurdità la risposta dell’addetto della P.M.- il commento del direttivo L.I.D.A.-  La L.R.15/2000 stabilisce precise competenze in materia, ed il ricovero di cuccioli abbandonati  presso adeguata struttura o l’intervento in soccorso di un cane o un gatto ferito spetta al 100% al Comune e non certo al malcapitato (e sensibile) cittadino. <span id="more-6528"></span>Gravi affermazioni come quella fornita in questo caso al cittadino segnalante, che fra l’altro ha l’obbligo di segnalare un animale ferito secondo le recenti modifiche al codice della strada, oltre che generare moltissima confusione nelle persone, producono due gravissimi effetti: che l’animale non riceva le urgenti cure di cui necessita da un lato, dall’altro che nessuno in futuro si azzardi a segnalare un’emergenza veterinaria o di denunciare un reato penale come l’abbandono di animali per paura di ricevere in affidamento coatto l’animale.” </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ancora più grave la situazione dei gatti che abitano la nostra città. Per gli ultimi due casi di pronto soccorso veterinario segnalati all’ufficio sanità del Comune di Caltanissetta infatti, non è stato autorizzato il ricovero presso un ambulatorio veterinario privato. Se in passato infatti  il Comune si faceva carico delle spese sostenute per la cura ed il ricovero dei gatti incidentati dal momento che a Caltanissetta non esiste alcun gattile convenzionato, oggi un micio che viene investito da un’auto, può contare solo sul buon cuore di cittadini sensibili o delle Associazioni di volontariato. </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Uffici legali delle Associazioni animaliste a lavoro dunque per denunciare all’Autorità Giudiziaria tutti i più recenti casi di omissione perpetuati ai danni degli animali d’affezione nel Comune di Caltanissetta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Terry intanto, il cagnetto cieco non soccorso che per diverse ore ha rischiato di restare vittima di un incidente stradale costituendo un pericolo per se stesso e la circolazione stradale, è stato recuperato dai volontari L.I.D.A. che ne hanno disposto l’urgente ricovero (a proprie spese) presso un ambulatorio veterinario cittadino. Chi volesse aiutare Terry e tutti gli animali di cui l’Associazione si occupa giornalmente, può visitare il sito </span><a href="http://www.lidacaltanissetta.it/"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;">www.lidacaltanissetta.it</span></a><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> o contattare il numero telefonico 334.2332583. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><strong>Video:</strong> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8RL-okdffAs">http://www.youtube.com/watch?v=8RL-okdffAs</a> </span></p>
<p><!--more-->Una prassi del genere non è contemplata da alcuna Legge a tutela degli animali d’affezione, di totale pertinenza del Sindaco secondo la L.R. 15/2000. Come già accaduto a coloro che abbiano denunciato in passato il ritrovamento di cucciolate abbandonate insomma, anche per i casi di pronto soccorso veterinario nei confronti di randagi, si crea un nuovo pericoloso precedente. Il cittadino che malauguratamente si trovi a dover segnalare la presenza di un animale in difficoltà o crudelmente abbandonato, rischierà a Caltanissetta di doversi occupare a tempo pieno di un’intera cucciolata, magari in età neonatale, o di dover spendere fior di quattrini per prestare le necessarie cure veterinarie ad un animale malato o incidentato.</p>
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		<title>Morìa di carpe a Pergusa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 17:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Riapriranno l’8 settembre i cancelli di accesso alla Riserva Naturale Speciale del lago di Pergusa e all’Autodromo, chiusi da domenica pomeriggio 4 settembre, per un’intensa moria di Carpe manifestatasi nelle acque del lago. L’Ente gestore, la Provincia Regionale di Enna, ha predisposto la chiusura dei cancelli per tutelare la salute dei cittadini in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/Moria-pesci.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6456" title="Moria pesci" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/Moria-pesci-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><br />
<strong>di Libero</strong><br />
Riapriranno l’8 settembre i cancelli di accesso alla Riserva Naturale Speciale del lago di Pergusa e all’Autodromo, chiusi da domenica pomeriggio 4 settembre, per un’intensa moria di Carpe manifestatasi nelle acque del lago. L’Ente gestore, la Provincia Regionale di Enna, ha predisposto la chiusura dei cancelli per tutelare la salute dei cittadini in attesa dei risultati delle analisi per capirne la ragione.</p>
<p><span id="more-6455"></span></p>
<p>L’intervento dell’Università di Enna Kore che, per conto dell&#8217;Ente gestore, da diversi anni svolge il monitoraggio ambientale del lago di Pergusa, è stato tempestivo; infatti nella stessa giornata di sabato, quando la suddetta moria si è manifestata eccessiva, la Dr.ssa Rosa Termine, biologa della Kore, ha effettuato i primi campionamenti che sono proseguiti anche la domenica e il lunedì. La moria è stata causata dalla microalga PRYMNESIUM PARVUM che produce esotossine (primnesine) che provocano la moria di organismi dotati di branchie (pesci e larve di anfibi) quando la sua concentrazione cellulare supera i 50 milioni di cellule per litro di acqua. Si tratta di una specie cosmopolita sia in laghi e stagni di acque salmastre che in località costiere a bassa salinità. Il campione di acqua era ricco sia di zooplancton che di fitoplancton, positivo segno comunque di una grande biodiversità.</p>
<p>Si è trattato dello stesso fenomeno del febbraio 2008, quando il bloom algale portò alla morte migliaia di Carpe; da allora la popolazione di tale pesce si era gradualmente ristabilita, tanto che dalla scorsa primavera se ne rilevavano enormi banchi, anche di diverse centinaia di esemplari. La Carpa, specie alloctona originaria dell’Est europeo ed Asia Orientale ma ormai ampiamente diffusa in Europa,<strong> </strong><em>ingerisce fosfati dal substrato durante l’attività di foraggiamento, che poi espelle in una forma solubile, facilmente assorbita dalle alghe, provocando in certe condizioni “blooms” (rapido sviluppo numerico) algali. Ciò, dal punto di vista ecologico, rappresenta un’autoregolazione dell’ecosistema lacustre nei confronti della popolazione ittica rispetto al suo territorio disponibile.</em><em> </em><br />
-</p>
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<p>Sono stati prontamente avvisati tutti gli Enti preposti e stamani sono anche intervenuti l’ARPA e l’ASP di Enna, per prelevare sia campioni di acqua che di pesci da analizzare in laboratorio.</p>
<p>Adesso è in fase di pianificazione, da parte della Provincia Regionale di Enna, la bonifica delle acque per evitare che i prodotti derivanti dalla putrefazione dei pesci possano arrecare danno alla flora e al resto della fauna presente; ovviamente si tratterà di un’operazione delicata per l’ecosistema pergusino dato che siamo in zona A di una Riserva Naturale, oltre che in un Sito di Importanza Comunitaria e in una Zona di Protezione Speciale, per cui non si possono utilizzare prodotti chimici per abbattere la presenza delle putrescine in acqua. </p>
<p>E’ auspicabile continuare la collaborazione fra i vari Enti il cui contributo, ognuno per la propria competenza, risulta indispensabile.</p>
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		<title>Anche l&#8217;Airone nidifica a Pergusa</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 16:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Nelle scorse settimane sono state aperte presso la R.N.S. Lago di Pergusa le speciali reti “nebbia” per l’espletamento dell’inanellamento dei volatili, attività effettuata dal prof. Natalino Cuti, della Stazione di Inanellamento dell’Università di Palermo, e dalla dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna. Sono stati inanellati 127 individui appartenenti a diverse specie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/AironiCeneNido_RTermine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6433" title="AironiCeneNido_RTermine" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/AironiCeneNido_RTermine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><br />
<strong>di Libero</strong><br />
Nelle scorse settimane sono state aperte presso la R.N.S. Lago di Pergusa le speciali reti “nebbia” per l’espletamento dell’inanellamento dei volatili, attività effettuata dal prof. Natalino Cuti, della Stazione di Inanellamento dell’Università di Palermo, e dalla dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna. Sono stati inanellati 127 individui appartenenti a diverse specie quali la Cannaiola, il Cardellino, la Cinciallegra, il Merlo, la Passera mattugia, la Passera sarda, il Pendolino, la Sterpazzolina, l’Usignolo di Fiume, il Verdone e il Verzellino; la Cannaiola è stata la specie più numerosa, seguita dai Passeri.</p>
<p><span id="more-6432"></span><br />
-
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<p>A livello nazionale, tutte le operazioni di inanellamento sono coordinate dall’ISPRA (del Ministero dell’Ambiente), che rappresenta l’omologo degli Enti che in ogni Stato Europeo coordinano gli studi sulle migrazioni degli uccelli. Tali Enti riversano le informazioni da loro raccolte nella banca dati europea EURING che ha sede in Olanda. E’ così possibile tracciare le rotte percorse dagli uccelli nelle loro migrazioni ed individuare le zone nelle quali sostano per cibarsi e riposare durante il loro viaggio. Altre indicazioni che scaturiscono dalle ricatture (uccelli già inanellati) sono rappresentate dai <strong>parametri di popolazione</strong> (ad esempio stime di sopravvivenza, successo riproduttivo, etc.), che risultano essenziali per determinare i motivi delle variazioni numeriche all&#8217;interno delle popolazioni stesse. Diversi uccelli inanellati a Pergusa sono stati ricatturati in altre parti del mondo, come una Capinera<strong> </strong>(inanellata nel 2004 e ricatturata in Belgio nel 2008 a 1.700 km) o una Cannaiola<strong> </strong>(inanellata nel 2005 e ricatturata nella Repubblica Centrafricana nel 2007 a 3.700 km).</p>
<p>La Cannaiola è uno di quegli uccelli che dall’Africa in primavera raggiunge il lago di Pergusa per la nidificazione; ma non è l’unica specie, infatti nel periodo primavera-estate, oltre agli uccelli stanziali come la Folaga, il Pollo sultano, la Gallinella d’acqua, etc., sono diverse le specie che scelgono Pergusa per nidificare. Quest’anno ospiti di eccezione sono stati gli Aironi cenerini che normalmente sono di passo durante gli spostamenti primaverili dall’Africa verso il Nord Europa, zona di elezione per la nidificazione, e viceversa in autunno.</p>
<p>A Pergusa c’era stata la prima nidificazione straordinaria di Airone cenerino nel 2008; questa estate, invece, sono stati 4 i nidi osservati. Le nidificazioni sono state seguite dalla dott.ssa Termine dalla deposizione delle uova fino all’involo dei giovani; l’ultimo si è involato proprio in questi giorni. Gli Aironi (nella foto di R. Termine), sicuramente nati a Pergusa, che sono riusciti a prendere il volo sono stati 8; ma, dato che da parecchie settimane sono in 20 gli Aironi che volano a Pergusa, molto probabilmente c’è stato qualche altro nido, che nascosto tra la fitta vegetazione ripariale, è sfuggito al censimento.</p>
<p>L’Airone cenerino è il più grande tra gli aironi europei (fino a 175 cm di apertura alare); ha becco massiccio e appuntito con mandibola inferiore gialla, corpo grande e compatto; la colorazione è grigio-cenerina nelle parti superiori e bianca in quelle inferiori; i lati della testa sono neri con vertice bianco; gli occhi sono gialli. É un cacciatore solitario; preferisce il pesce, ma cattura anche anfibi, piccoli rettili, piccoli mammiferi, insetti e altri invertebrati.</p>
<p>É una specie protetta (Convenzione di Berna, Lista rossa IUCN), in quanto è condizionata dalla crescente sparizione degli ambienti acquatici e dall’inquinamento delle acque.</p>
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		<title>Soddisfazioni ornitologiche al Lago di Pergusa</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 14:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sono involati i tre pulcini di Tarabusino (nella foto di R. Termine) nati al lago di Pergusa e che da diverse settimane la dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore, segue fin dalla deposizione delle uova. “E’ stata una grande soddisfazione seguire la crescita di questi pulcini e vederli già pronti a lasciare il nido [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/TarabusinoPulli_RTermine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6272" title="TarabusinoPulli_RTermine" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/TarabusinoPulli_RTermine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Si sono involati i tre pulcini di Tarabusino (nella foto di R. Termine) nati al lago di Pergusa e che da diverse settimane la dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore, segue fin dalla deposizione delle uova. “E’ stata una grande soddisfazione seguire la crescita di questi pulcini e vederli già pronti a lasciare il nido quando immobili assumevano la tipica postura eretta con il becco puntato verso l’alto per mimetizzarsi tra le canne, proprio come fa l’adulto” spiega la Termine.<span id="more-6271"></span></p>
<p>Il Tarabusino è il più piccolo Ardeide europeo, ha una lunghezza di 35 cm ed un’apertura alare di 58 cm. Il maschio presenta la sommità del capo, il dorso, la coda e la superficie superiore delle ali nero lucido, mentre il collo, il petto e le parti inferiori sono bianco crema; la femmina ha il piumaggio con le parti superiori macchiettate di marrone, risultando meno contrastata e più mimetica. Le zampe sono verdi e il becco è giallastro che nel periodo riproduttivo diventa più arancione o rosso alla base.</p>
<p>In Italia questa specie, frequentatrice delle zone umide, è migratrice, nidificante estiva; verso la fine di aprile, nelle zone di riproduzione arrivano, dall’Africa, prima i maschi; ognuno di essi si stabilizza in un’area del canneto che delimita facendo sentire il suo caratteristico verso territoriale somigliante al gracchiare di un rospo. E’ il maschio che costruisce il nido, in mezzo al fitto canneto poco elevato rispetto al livello dell’acqua sottostante, dove attrae la femmina che arriva qualche giorno più tardi durante la migrazione primaverile. La cova delle uova viene svolta da entrambi i sessi.<br />
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<p>In Sicilia la popolazione di Tarabusino ha subito consistenti fluttuazioni a causa di eventi naturali o indotti dall’uomo. Fino agli anni ottanta il lago di Pergusa vantava una popolazione tra le più numerose dell’isola, che poi era regredita fino alla scomparsa negli anni ‘90 a causa delle crisi idriche del lago. Dal 2003 la popolazione di Tarabusino si sta ricostituendo e quest’anno si è stati in grado di dimostrarne la nidificazione.</p>
<p>A Pergusa la fauna viene controllata quasi giornalmente e periodicamente viene effettuata l’attività di inanellamento dell’ornitofauna; proprio nei giorni scorsi ne sono stati inanellati 92, appartenenti a varie specie tra le quali: Tarabusino, Cannaiola, Capinera, Cinciallegra, Cinciarella, Occhiocotto, Passera sarda, Passera mattugia, Pendolino,  Usignolo di Fiume, Sterpazzolina, Usignolo, Tortora e, per la gioia dei bambini presenti che hanno assistito alle attività, il Gruccione, bellissimo volatile dal piumaggio variopinto con l’azzurro dominante, che in estate viene a nidificare nella conca pergusina.</p>
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		<title>“Mineral Park Endurance&#8221; al Parco Minerario Floristella &#8211; Grottacalda</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 15:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Il 24-25 e 26 Giugno 2011 si svolgerà il trofeo “Mineral Park Endurance Event”, IV tappa della gara di fondo equestre valevole per il Circuito Nazionale e Regionale UNIRE (Unione per l&#8217;Incremento delle Razze Equine). La manifestazione si svolgerà all’interno dell’area protetta del Parco Minerario Floristella &#8211; Grottacalda, su un circuito sterrato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAG9V7A9.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-6074" title="imagesCAG9V7A9" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAG9V7A9-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong><br />
<strong>di Libero</strong><br />
Il 24-25 e 26 Giugno 2011 si svolgerà il trofeo “Mineral Park Endurance<br />
Event”, IV tappa della gara di fondo equestre valevole per il Circuito Nazionale e Regionale UNIRE (Unione per l&#8217;Incremento delle Razze Equine). La manifestazione si svolgerà all’interno dell’area protetta del Parco Minerario Floristella &#8211; Grottacalda, su un circuito sterrato di 30 km e vedrà la partecipazione di 15 team per un totale di circa 50 cavalli provenienti da tutta Italia. <span id="more-6073"></span>Sarà una tre giorni ricca di eventi che comprenderà, oltre la competizione sportiva, occasioni di carattere culturale, degustazioni di prodotti tipici, e un’area merceologica. Tra gli appuntamenti da non perdere, la conferenza “Endurance for Life – L’ippoterapia per la sclerosi multipla” che si svolgerà sabato 25 alle ore 10.30, e le gare di domenica 26<br />
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<p>che si disputeranno a partire dalle ore 6,30 del mattino, suddivise secondo le diverse categorie d’appartenenza: velocità e regolarità.<br />
L’evento è organizzato dall’Associazione “Idea di Fondo”, dal Circolo Ippico &#8220;Il Sileno&#8221;, insieme all’Associazione “Philos Ippos”, sotto l’alto patrocinio della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) e del CONI, in collaborazione con la Provincia Regionale di Enna, con l’Ente Parco Minerario Floristella – Grottacalda e l’Azienda Regionale Foreste<br />
Demaniali Uff. Prov.le di Enna, con il Corpo Forestale Ispettorato Ripartimentale delle Foreste ed il Reparto Ippomontato di Enna, con il Distretto Rocca di Cerere Geopark e la Società Consortile GAL-Rocca di Cerere.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Monitorati 100 uccellini a Pergusa</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/monitorati-100-uccellini-a-pergusa.php</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 04:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Nei giorni scorsi, presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa, si sono svolte le operazioni di inanellamento. L’anello è stato apposto a poco più di 100 volatili appartenenti a varie specie, mentre altri 16 uccellini, già inanellati, sono stati ricatturati e semplicemente controllati. Tra gli uccelli inanellati tanti Passeri e Cannaiole, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/Cinciallegra_AnelloZampetta_RTermine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6051" title="Cinciallegra_AnelloZampetta_RTermine" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/Cinciallegra_AnelloZampetta_RTermine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><br />
<strong>di Libero</strong><br />
Nei giorni scorsi, presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa, si sono svolte le operazioni di inanellamento. L’anello è stato apposto a poco più di 100 volatili appartenenti a varie specie, mentre altri 16 uccellini, già inanellati, sono stati ricatturati e semplicemente controllati. <span id="more-6050"></span>Tra gli uccelli inanellati tanti Passeri e Cannaiole, queste ultime sono uccelli tipici del canneto; esse sono specie migratrici transahariane che raggiungono i siti di nidificazione, tra cui Pergusa, tra la fine di aprile e i primi di maggio dove costruiscono il nido ancorato alle canne e ben mimetizzato nel folto di questo ambiente. Essi ripartono da Pergusa a fine estate per raggiungere l’Africa.</p>
<p>Altre specie inanellate sono state l’Usignolo di Fiume, la Cinciallegra (nella foto di R. Termine), la Sterpazzolina, il Cardellino, il Verdone, la Rondine, la Tortora e il Tarabusino. Di quest’ultimo, che negli anni ottanta contava la colonia più grande dell’Isola, è stata documentata, già da qualche settimana, la nidificazione con il rilevamento di uova nel -</p>
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<p>nido. Tra l’altro ai tre nidi di Airone cenerino, già presenti, se ne è aggiunto un quarto, facendo ben sperare nella costituzione della Garzaia ovvero il luogo dove gli Ardeidi, la famiglia a cui appartiene l’Airone cenerino, nidificano collettivamente, raggruppandosi in colonie con nidi molto vicini fra di loro.</p>
<p>Diversi sono gli uccelli, come Folaghe, Gallinelle d’acqua, Polli sultani, Svassi maggiore, Moriglioni, etc., che continuano a nidificare al Lago, di cui spesso è possibile osservare i pulli al seguito della madre.</p>
<p>L’attività di inanellamento presso la Riserva è promossa sin dal 2003 dall’Ente Gestore, la Provincia Regionale di Enna, ed è inquadrata nell’ambito dello studio sull’ornitofauna di Pergusa coordinata dal prof. Bruno Massa, ornitologo di chiara fama dell’Università di Palermo. Le operazioni sono state svolte dall’inanellatore Giovanni Cumbo (autorizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente), coadiuvato dalla Dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna.</p>
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		<title>Continua lo spettacolo della natura a Pergusa</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/continua-lo-spettacolo-della-natura-a-pergusa.php</link>
		<comments>http://liberamente-enna.it/continua-lo-spettacolo-della-natura-a-pergusa.php#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 18:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Aumentano le nidificazioni al lago di Pergusa e, dopo quella del Pollo sultano, adesso è la volta dell’Airone cenerino (Ardea cinerea). Sono tre le coppie con nidificazione in corso; infatti sono stati ritrovati due nidi con i pulcini (nella foto di R. Termine) e un nido con 5 uova color azzurro-verdastro, molto suggestive. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/AironeCenerinoPullo_RosaTermine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5959" title="AironeCenerinoPullo_RosaTermine" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/AironeCenerinoPullo_RosaTermine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong><br />
<strong>di Libero</strong><br />
Aumentano le nidificazioni al lago di Pergusa e, dopo quella del Pollo sultano, adesso è la volta dell’Airone cenerino (<em>Ardea cinerea</em>). Sono tre le coppie con nidificazione in corso; infatti sono stati ritrovati due nidi con i pulcini (nella foto di R. Termine) e un nido con 5 uova color azzurro-verdastro, molto suggestive.</p>
<p><span id="more-5958"></span>Una delle coppie ha occupato lo stesso nido che era stato costruito nel 2008, quasi sicuramente si tratta della stessa coppia dato che la specie mostra fedeltà nei confronti del partner e del nido. Già nel 2008 era stato un evento straordinario poiché si trattava della prima volta (da quanto riportato in letteratura) che l’Airone cenerino si fermava a nidificare a Pergusa, fino ad allora segnalato solo di passaggio. Il fatto che ci siano almeno tre nidi potrebbe far sperare nella costituzione di una “garzaia”, ovvero il luogo dove gli Ardeidi, la famiglia a cui appartiene l’Airone cenerino, nidificano collettivamente, raggruppandosi in colonie con nidi molto vicini fra di loro; la garzaia presenta vantaggi per il successo riproduttivo, anche per la difesa dai predatori come Gazze,  Cornacchie grigie e Falchi di palude. E’ da questo inverno che la dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna, tiene sotto costante osservazione due di queste coppie di Aironi cenerini che da allora non si sono mai allontanate da Pergusa; ciò lasciava già sperare in una probabile nidificazione.</p>
<p>L’Airone cenerino è il più grande tra gli aironi europei (fino a 175 cm di apertura alare); ha becco massiccio e appuntito con mandibola inferiore gialla, corpo grande e compatto; la colorazione è grigio-cenerina nelle parti superiori e bianca in quelle inferiori; i lati della testa sono neri con vertice bianco; gli occhi sono gialli. É un cacciatore solitario; preferisce il pesce, ma cattura anche anfibi, piccoli rettili, piccoli mammiferi, insetti e altri invertebrati. Il nido, costruito da entrambi i partners, è un voluminoso ammasso di rami posizionato su alberi, arbusti di tamerice e di rovo, e vegetazione palustre. La deposizione avviene tra fine febbraio e luglio (al massimo); le uova (in genere 4-5) vengono covate da entrambi i genitori per 25&#8211;
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<p>28 giorni e i giovani si involano a circa 50 giorni. Dopo l&#8217;involo, i giovani diventano concorrenti per la colonia e devono partire per cercarsi nuovi spazi. All&#8217;arrivo dell&#8217;autunno, comunque, molti aironi riprendono il volo per l&#8217;Africa, solo una piccola parte si ferma in Sicilia.</p>
<p>In Europa le zone di riproduzione si estendono a Nord oltre il 65° parallelo in Norvegia, con maggiore diffusione e  abbondanza nell’Europa centrale. Le diverse popolazioni sono totalmente o parzialmente migratrici. Gli aironi cenerini che si riproducono in Irlanda e Gran Bretagna costituiscono le sole popolazioni europee che non migrano e che presentano solo movimenti nomadici. Le popolazioni europee migrano secondo direzioni diverse: Senegal, Guinea, Togo, Nigeria,  Egitto, Sudan e Kenya.</p>
<p>In Italia l’Airone cenerino è nidificante sedentario parziale, migratore regolare e svernante. Dal 1980 la popolazione nidificante in Italia è cresciuta da 700 sino a circa 10.000 coppie. Fino agli anni ‘80 le colonie di nidificazione erano ristrette all’Italia nord-occidentale e ad alcune paludi toscane. Parallelamente al notevole incremento delle popolazioni, l’areale di nidificazione si è espanso a tutta l’Italia nord-orientale e a parte dell’Italia centrale. Mentre è nidificante scarso nelle zone costiere dell&#8217;Italia meridionale e nelle isole minori. In Sicilia, dagli anni ’80 ha anche iniziato a nidificare, ma sempre con poche coppie sparse in limitati ambienti della costa siciliana.</p>
<p>É una specie protetta (Convenzione di Berna, Lista rossa IUCN), in quanto è condizionata dalla crescente sparizione degli ambienti acquatici e dall’inquinamento delle acque.</p>
<p>Ma non è la sola specie che al momento ha scelto Pergusa per la nidificazione; oltre a Gallinella d’acqua, Folaga, Svasso maggiore, Tuffetto, Tarabusino, etc., anche il Moriglione, anatra presente a Pergusa con almeno 25 coppie, è già in giro con i suoi pulcini. Così Pergusa ha festeggiato la Giornata Mondiale dell’Ambiente.</p>
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		<item>
		<title>Accesi i motori di Pergusa&#8230;ma quelli della natura</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/accesi-i-motori-di-pergusa-ma-quelli-della-natura.php</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2011 13:19:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Natura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Libero Dopo 29 giorni di cova si sono schiuse le uova che un Pollo sultano (Porphyrio porphyrio) aveva deposto all’inizio del mese di marzo in mezzo al canneto della R. N. S. del lago di Pergusa. L’evento è stato documentato con foto e video dalla dr.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/PolloSultanoUovaPergusa_RosaTermine.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5651" title="PolloSultanoUovaPergusa_RosaTermine" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/PolloSultanoUovaPergusa_RosaTermine-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p><strong>di Libero</strong><br />
Dopo 29 giorni di cova si sono schiuse le uova che un Pollo sultano (<em>Porphyrio porphyrio</em>) aveva deposto all’inizio del mese di marzo in mezzo al canneto della R. N. S. del lago di Pergusa. L’evento è stato documentato con foto e video dalla dr.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna, che da diversi anni segue l’evoluzione della popolazione di questo rallide, insediatosi spontaneamente nel 2006 presso la Riserva. Dai censimenti che l’Università Kore periodicamente effettua, era già nota la crescita numerica del Pollo sultano, facendo pensare alla sua nidificazione; infatti erano state censite 2 coppie nell’estate del 2008, 4 coppie nel 2009 e 5 coppie nel 2010, anno durante il quale erano stati anche osservati dei giovani.</p>
<p><span id="more-5650"></span> La documentata nidificazione rappresenta un evento di estremo interesse scientifico, tanto che la Kore farà una comunicazione al XVI Congresso Italiano di Ornitologia, poiché questa specie, la cui biologia è tuttora poco studiata per le sue abitudini elusive, <strong>in Sicilia non era mai stata ripresa in nidificazione </strong>(dalla cova alla schiusa delle uova). Inoltre, normalmente occupa le fasce altimetriche comprese tra 0 e 370 metri s.l.m., lungo le aree umide costiere. La sua colonizzazione e addirittura nidificazione a Pergusa, che ha un’altimetria di circa 700 metri, <strong>stabilisce un primato altimetrico europeo</strong> che si sta studiando nel dettaglio.</p>
<p>Questo uccello, dal piumaggio blu metallico, lunghe zampe rosso corallo e un becco triangolare robusto con placca, anch’essi rosso brillante, ha un profilo singolare; pesa da 700 grammi a 1 kg ed ha un’apertura alare di quasi 1 metro. Esso è protetto dalla Legge 157/92, dalla Direttiva “Uccelli” 409/79/CEE e dalla Convenzione Internazionale di Berna del 1979.<br />
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<p>Il Pollo sultano, rappresentato in uno dei mosaici di Piazza Armerina, in Sicilia si estinse negli anni ’50 a causa della caccia sfrenata (le fonti storiche dei primi del ‘900 riportano di 1.500 esemplari cacciati ogni anno solo nel Biviere di Lentini) e delle bonifiche di molte zone umide.</p>
<p>Data la sua indole sedentaria, era difficile che dalla Sardegna o dal Nord Africa potesse arrivare autonomamente per ricolonizzare la Sicilia; pertanto nel 1997 l’ex Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), oggi Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) del Ministero dell’Ambiente, e la Lega per la Protezione degli Uccelli (LIPU) avviarono in Sicilia un progetto di “Reintroduzione del Pollo sultano”, finanziato dall’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, dopo uno studio di fattibilità del progetto stesso. La reintroduzione fu avviata nell’ottobre del 2000 con l’immissione, presso l’Oasi del Simeto, il Biviere di Gela e le saline di Siracusa e fiume Ciane, di 120 Polli sultani, tutti provenienti dalla Spagna e tutti inanellati. Lo scopo del progetto era quello di permettere alla specie di insediarsi in tutti gli altri ambienti umidi della Sicilia. I risultati ad oggi conseguiti sono soddisfacenti; la maggior parte delle coppie nidificanti (circa il 90%) si trova in provincia di Catania, all’interno delle zone umide della Riserva Naturale Oasi del Simeto, nell’invaso di Ponte Barca e in altre zone umide minori. Riproduzioni sono state rilevate anche in corrispondenza degli altri siti di rilascio e lungo la costa sud-orientale della Sicilia. Nel 2009, altre osservazioni sono state effettuate lungo la costa centro-meridionale e occidentale della Sicilia, come ad esempio a Mazara del Vallo (TP); segno che la specie si sta progressivamente espandendo in altre aree dell’Isola, seguendo la fascia costiera e i principali corsi d’acqua.</p>
<p>Oggi il suo areale comprende le coste del Mediterraneo occidentale: Tunisia, Algeria, Marocco settentrionale, Spagna meridionale, Sardegna occidentale e Sicilia.</p>
<p>La presenza della specie e la sua nidificazione a Pergusa è indice del benessere di cui oggi gode l’Area Protetta e dimostra ancora una volta che la Provincia Regionale di Enna, Ente Gestore della Riserva, con la collaborazione della Stazione Siciliana di Inanellamento diretta dal prof. Bruno Massa dell’Università di Palermo, assolve in pieno ai compiti istituzionali di tutela degli uccelli.</p>
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