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	<title>Liberamente &#187; Affari e Finanza</title>
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		<title>&#8220;Una terza via da suggerire a Monti c&#8217;è&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Edward Luttwak &#8220;Avete tre possibilità, ripudiare il debito e retrocedere al livello dei Paesi del Terzo Mondo, triplicare le tasse e istituire uno Stato poliziesco per combattere l’evasione, oppure far fruttare i vostri beni pubblici affindandone la gestione a chi sa valorizzali. Per fare questo, occorre una leadership molto forte”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAIAKZOE.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7136" title="imagesCAIAKZOE" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAIAKZOE.jpg" alt="" width="241" height="209" /></a></strong></p>
<p><strong>di Edward Luttwak</strong><br />
&#8220;Avete tre possibilità, ripudiare il debito e retrocedere al livello dei Paesi del Terzo Mondo, triplicare le tasse e istituire uno Stato poliziesco per combattere l’evasione, oppure far fruttare i vostri beni pubblici affindandone la gestione a chi sa valorizzali. Per fare questo, occorre una leadership molto forte”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’euro salverà Eurolandia ?</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/leuro-salvera-eurolandia.php</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 08:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Nonostante la buona volontà di molti, non sempre riesce facile descrivere con chiarezza le dinamiche macroeconomiche che hanno dato origine a questa epocale crisi sistemica che ha trovato sfogo in un’ enorme crisi del debito sovrano. Premesso ciò, ci troviamo in una fase estremamente delicata che vede coinvolte da un lato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAZI9RUV.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7034" title="imagesCAZI9RUV" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAZI9RUV.jpg" alt="" width="240" height="172" /></a></strong></p>
<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Nonostante la buona volontà di molti, non sempre riesce facile descrivere con chiarezza le dinamiche macroeconomiche che hanno dato origine a questa epocale crisi sistemica che ha trovato sfogo in un’ enorme crisi del debito sovrano. Premesso ciò, ci troviamo in una fase estremamente delicata che vede coinvolte da un lato una politica europea totalmente scomposta ed estremamente disconnessa; dall’altro la travolgente potenza dei veri attori dei mercati che avendo ben compreso le difficoltà dei paesi dell’Eurozona disinvestono vendendo interi asset con grande velocità e con l’aggravante della possibilità di scommettervi anche contro.</p>
<p><span id="more-7033"></span> Se aggiungiamo, a questo scenario, lo scricchiolio della solvibilità delle nostre banche, dai bilanci sempre meno trasparenti, la frittata è servita. C’è da dire che il tutto viene addolcito, dottamente, dal nostro Governo con manovre strategiche, con promesse, iniezioni di ottimismo e quant’altro possa servire a far ingurgitare la medicina amara di un fallimento preannunciato. Fallimento che vede protagonista una Germania &#8211; le cui aste dei bond cominciano ad andare deserte &#8211;  avversa alla condivisione di un debito europeo diffuso che ha contribuito ad alimentare, avallando sovente, politiche economiche opportunistiche ed altamente speculative. Tuttavia, si prosegue impegnandosi a progettare misure di austerità che non contengono alcuna concreta prospettiva di crescita (vedi liberalizzazioni osteggiate dalle lobby) e che inginocchieranno definitivamente chi è piccolo a cui si prospetta una visione futura a tinte fosche aggravata da un pil estremamente negativo. Per non parlare delle varie “Autorità Monetarie” sovranazionali: BCE,  FMI e, non ultimo, il “Fondo Salva Stati” (EFSF) che anche con i suoi 440 miliardi di euro risulterebbe poco capiente in caso di crollo definitivo dell’Europa del sud. Tutti questi strumenti sono stati predisposti, proclamati, ma, di fatto, non utilizzati. I “risultati” sono sotto gli occhi di tutti e la ricorrente mancanza di liquidità ne è la testimonianza. Sela BCEvuole rispettare il suo mandato sulla stabilità dei prezzi, deve evitare che i prezzi crollino. Questo vuol dire, tagliare ancora i tassi a breve (come è stato, in parte, già fatto) e ricorrere al “quantitative easing”, ossia: all’acquisto di titoli di stato su larga scala dalle banche, rifinanziandole ed obbligandole, contemporaneamente, a concedere credito. Tornando ai mercati, essendo gestiti da analisti e traders affatto sprovveduti, ci danno addosso giornalmente senza alcuna pietà. L’aggravante è costituito dall’indifferenza totale da parte della Germania che sembra essere</p>
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<p>// ]]&gt;</script></div>
<p>sorda all’emissione di eurobond: unico mezzo di contrasto immediato alla speculazione. L’utilizzo di questo strumento finanziario, pur non in maniera indiscriminata, emetterebbe immediatamente un segnale di coesione e condivisione del debito tra i Paesi di Eurolandia e consentirebbe un immediato rifinanziamento dello stesso da parte di fondi sovrani esteri  &#8211; quali quelli cinesi o arabi &#8211; munendoci di una grossa chance soprattutto temporale e abbassando notevolmente gli interessi con cui paghiamo il nostro attuale debito. Concludo, per non farla lunga, con una riflessione: “L’Euro, non è la causa di tutti i mali. Anche esso ha apportato i suoi benefici regalandoci in questi anni forse un, non meritato, dividendo. Il vero male risiede nell’inerzia, della gran parte di politici miopi, che ha dato origine alla mancanza di progetti di sviluppo economico sostenibile a favore della classe produttiva. Fomentando, di contro, innumerevoli sprechi in ogni singolo fattore della spesa pubblica, soprattutto in quella sociale”. Uno spreco infame che, in momenti di scarsa liquidità come questo, sta contribuendo notevolmente ad assestare un durissimo colpo alla nostra economia reale retta, fondamentalmente, dai consumi e dai pochi risparmi delle famiglie. In un prossimo articolo &#8211; pur non essendo un sostenitore dell’accentramento monetario &#8211; proverò ad accennare a qualche opportunità che l’euro ci aveva dato e che i nostri politici non ci hanno messo nelle condizioni di cavalcare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Italia aumentano i nostalgici della lira</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Sarà ancora l’euro la nostra moneta? Questo è un dilemma del tipo “essere o non essere” di remota reminiscenza shakespiriana. Il ragionamento che richiede tale interrogativo non è di facile risoluzione. Vanno valutate attentamente alcune dinamiche che ci mettono di fronte a fatti compiuti. L’Italia possiede delle criticità che non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAEPGHD3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6867" title="imagesCAEPGHD3" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/imagesCAEPGHD3.jpg" alt="" width="140" height="100" /></a></strong><br />
<strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Sarà ancora l’euro la nostra moneta? Questo è un dilemma del tipo “essere o non essere” di remota reminiscenza shakespiriana. Il ragionamento che richiede tale interrogativo non è di facile risoluzione. Vanno valutate attentamente alcune dinamiche che ci mettono di fronte a fatti compiuti. L’Italia possiede delle criticità che non sono di secondo ordine, ma destano delle preoccupazioni che, per come è determinata la politica monetaria della BCE, sembrano non trovare alcuna soluzione. Già, proprio la politica monetaria della BCE non ci aiuta per niente, considerato l’esiguo spazio di manovra che questa possiede circa l’emissione di moneta, contrariamente a ciò che fa la FED in America.</p>
<p><span id="more-6866"></span>Lì questo ha determinato la differenza &#8211; almeno per ora &#8211; optando per il rifinanziamento delle banche che sono state trasformate da banche d’investimento a banche commerciali, per salvare la faccia ai protagonisti di una deregolamentazione selvaggia. Quella deregolamentazione che ha aggravato ciò di cui si temeva anni prima: lo scoppio della bolla immobiliare. Ma lo scopo di questo articolo non è quello di ricostruire quei momenti, ma è quello di comprendere che ne sarà della nostra moneta. L’euro per l’Italia è una moneta troppo forte e pesante da sostenere, poiché presuppone dei punti sani che l’Italia rifugia quali: una strategia di crescita sostenuta che ci permetta di reggere un supereuro aggressivo e statico, attualmente più quotato del dollaro USA che, ahimè, riesce ad inchiodarlo a livelli troppo alti.
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<p>Una buona quotazione che ci desse un buon assist, vedrebbe l’euro contro dollaro in area 1,10 o al massimo 1,20. Una valutazione EUR/USD di questo tipo aiuterebbe la nostra esportazione che, attualmente, indugia a livelli debolissimi. Quindi, se non si procede a risollevare la competitività delle nostre aziende con l’aiuto delle esportazioni, precedute da una svalutazione della moneta euro, la sola opzione che ci resta è quella di uscire dall’unione monetaria riservandoci l’utilizzo del “seuro”, “euro due” o della nostra vecchia lira prima che i mercati ci facciano naufragare irreversibilmente. Un ritorno alle monete deboli non sarebbe una passeggiata, anzi, tutt’altro; ma, a mio modesto avviso, sradicherebbe, come ha già fatto con altri paesi, il male alla radice. Intanto, nell’immediato, necessita un abbondante flusso di denaro che rifinanziando i nostri istituti bancari, stracolmi di debito pubblico (che difficilmente riusciranno a pagare), allarghi le maglie del credito. In ogni caso, va detto che, ad un rifinanziamento delle banche, dovrebbe corrispondere un acquisto di azioni da parte della BCE che dovrebbe “nazionalizzarle” in parte &#8211; così come la FED &#8211; reimpostando delle regole ferree in tema di: retribuzione e distribuzione degli utili ai top managers, obbligo di finanziare il credito alle imprese ed alle famiglie e riduzione, se non solo ai fini di ricopertura, dell’utilizzo dei derivati quali opzioni, futures e swap. Questa potrebbe essere una delle opportunità che rigenera un sistema marcio che, così come è impostato, presto, ci condurrà verso un default annunciato e certo.</p>
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		<title>La polizza fideiussoria mette d’accordo proprietari ed affittuari</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/la-polizza-fideiussoria-mette-d%e2%80%99accordo-proprietari-ed-affittuari.php</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 07:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Ultimamente, una tipologia di fideiussioni assicurative molto richiesta è quella a garanzia dei contratti di locazione ad uso abitativo o commerciale, considerata dell’estrema precarietà reddituale dei lavoratori che usufruiscono di contratti di locazione per immobili. Questa copertura viene rilasciata in favore del proprietario a garanzia del pagamento dei canoni di locazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/foto-per-giornale1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6856" title="foto per giornale" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/foto-per-giornale1.jpg" alt="" width="156" height="166" /></a></strong></p>
<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Ultimamente, una tipologia di fideiussioni assicurative molto richiesta è quella a garanzia dei contratti di locazione ad uso abitativo o commerciale, considerata dell’estrema precarietà reddituale dei lavoratori che usufruiscono di contratti di locazione per immobili. Questa copertura viene rilasciata in favore del proprietario a garanzia del pagamento dei canoni di locazione da parte dell’affittuario. La fideiussione assicurativa per locazioni viene rilasciata sulla durata dello stesso contratto di locazione. E’ importante comprendere che al termine del contratto di locazione, di solito, la garanzia assicurativa non gode del tacito rinnovo, come le polizze danni tradizionali. Pertanto, si dovrà provvedere all’emissione di una nuova fideiussione assicurativa.</p>
<p><span id="more-6854"></span>Di fatto, questi contratti assicurativi, garantiscono il rimborso dei canoni d’affitto non pagati per un massimo di 12 mensilità, sapendo che la compagnia di assicurazione indica un importo massimo indennizzabile oltre il quale non si risarcisce il sinistro. Tuttavia i vantaggi sono notevoli: sia per il proprietario sia per l’affittuario. Il proprietario ha la certezza di recuperare i canoni di affitto eventualmente non pagati, riuscendo così ad affittare più facilmente anche a persone con dubbie capacità economiche; l’affittuario avrà il vantaggio di non dovere sborsare interamente di tasca cifre spesso importanti come la vecchia cauzione, in cambio della promessa scritta di pagamento.</p>
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		<title>Depositi bancari in tempo di crisi</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/depositi-bancari-in-tempo-di-crisi.php</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 19:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Inchieste & Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Cari lettori, scusate se mi dilungherò durante la stesura di questo articolo, ma il momento che stiamo attraversando, assieme alla mia modesta conoscenza sull’argomento, mi impongono di essere quanto più esaustivo e completo possibile. Ciò detto, inizierei subito temperando le eventuali crisi di panico a cui ciascuno potrebbe incorrere assistendo alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://liberamente-enna.it/wp-content/images101.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6758" title="images" src="http://liberamente-enna.it/wp-content/images101.jpg" alt="" width="162" height="168" /></a></strong></p>
<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Cari lettori, scusate se mi dilungherò durante la stesura di questo articolo, ma il momento che stiamo attraversando, assieme alla mia modesta conoscenza sull’argomento, mi impongono di essere quanto più esaustivo e completo possibile. Ciò detto, inizierei subito temperando le eventuali crisi di panico a cui ciascuno potrebbe incorrere assistendo alle notizie deleterie dei media che trattano continuamente di spread, di tassi di interesse sui BTP, di debito pubblico e di scarsa crescita dell’Italia.</p>
<p><span id="more-6757"></span>Fuori da tecnicismi ingombranti, che ognuno può approfondire sul sito dedicato (<strong>www.fitd.it</strong>) del <strong>Fondo Interbancario di Tutela dei Deposi</strong> (<strong>FITD</strong>), chi detiene denaro in deposito su un semplice conto corrente sottoposto alle leggi interbancarie è assolutamente tutelato da questo Fondo fino a 100.000,00 euro per depositante. Va precisato che questa garanzia esula dalle obbligazioni di stato e da altre categorie di obbligazione. Vale solo per il denaro depositato su conti correnti e non vincolato. Per accedere ad ulteriori dettagli si può visionare un mio precedente articolo scritto già il 26 ottobre del 2008 sullo stesso blog di “Liberamente Enna”. <a href="http://liberamente-enna.it/sono-sicuiri-i-nostri-soldi-in-banca.php">http://liberamente-enna.it/sono-sicuiri-i-nostri-soldi-in-banca.php</a></p>
<p>Il suggerimento che posso offrire, in questo momento storico, è quello di rimanere, per chi ha la possibilità, liquidi. L’ipotesi remota di vedere dimezzato il vostro capitale del 50%, vede un’ Italia in default ed un fallimento sistemico e contemporaneo delle banche private italiane. La nostra Nazione sta attraversando una crisi dovuta ad un’eredità che arriva da lontano. Il nostro debito pubblico è stratosferico &#8211; circa 1.900 miliardi di euro &#8211; che abbiamo accumulato “grazie” a politiche dissennate che hanno guardato essenzialmente ad interessi elettorali ed a nient’altro, aumentando smodatamente la spesa pubblica. Adesso il problema è: “Come ripaghiamo questo debito?” Gli stessi italiani non credono più nella solvibilità di quest’ ultimo. Solo il 14% dei risparmiatori italiani hanno acquistato le ultime tranche di obbligazioni statali: un dato deprimente. Allora vi chiederete: “Chi ha comprato, ultimamente, questa montagna di titoli?” La risposta è: “Se ogni settimana la Banca Centrale Europea non aprisse il suo portafoglio e non facesse incetta di BTP sul mercato secondario, la bancarotta italiana si sarebbe già abbondantemente consumata.” Comunque sia, non voglio dilungarmi su queste notizie di carattere tecnico che troveranno apposita trattazione in altri articoli che pubblicherò successivamente in questo ed in altri blog. Per il momento, ciò di cui sopra mi sembra che rinvii a risposte più che esaustive. Se doveste avere perplessità o dubbi particolari, potrete scrivere alla mail della redazione o alla mia mail (<strong>alarocca66@gmail.com</strong>) da dove cercherò, tempo e competenza permettendo, di rispondervi.</p>
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		<title>ISC: amico o brutta bestia ?</title>
		<link>http://liberamente-enna.it/isc-amico-o-brutta-bestia.php</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 04:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Adesso sarà sempre più facile venire a conoscenza dei costi che ci riserva un conto corrente bancario. Questo da giorno 26 maggio sarà possibile grazie all’ Isc (indicatore sintetico di costo).  Ricordatevi questa sigla. Segnala il costo indicativo annuo di un conto corrente, secondo i parametri stabiliti dalla Banca d’Italia: una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Adesso sarà sempre più facile venire a conoscenza dei costi che ci riserva un conto corrente bancario. Questo da giorno 26 maggio sarà possibile grazie all’ Isc (indicatore sintetico di costo).  Ricordatevi questa sigla. <span id="more-3374"></span>Segnala il costo indicativo annuo di un conto corrente, secondo i parametri stabiliti dalla Banca d’Italia: una formula precisa che rende, finalmente, confrontabili tra loro i depositi bancari. Si saprà chi fa pagare di più e chi meno, a parità di condizioni.  Questo indicatore è stato raccomandato a gran voce dal nostro governatore della Banca d’Italia Mario Draghi cosciente che va ripristinata quella fiducia tra banche e cittadini che più volte è stata messa in discussione da una trasparenza bancaria pressoché  inesistente. Ciò detto, non vuol dire che da oggi tutto sarà terso e trasparente come non mai. Però è corretto evidenziare che questa ulteriore informativa è un passo avanti verso un sistema che vuole far conoscere all’utente -
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<p>finale il costo di un servizio diffusissimo di cui godiamo tutti, volendolo concretizzare in maniera chiara e comprensibile. Non voglio addentrarmi in tecnicismi che non è il caso di richiamare, però il suggerimento che mi sento di dare ai lettori è quello di chiedere alla propria banca il costo Isc informandosi su quanto pagano ogni anno. Sono convinto che la stessa Banca di appartenenza saprà dare il dato richiesto e lo farà di buon grado. Ciò che anticipo volentieri è: “Gran parte delle banche online per i più esperti e fiduciosi avranno un Isc pari a zero, sicuramente, per il primo anno. Successivamente, se ci sarà un costo, sarà un sacrificio di gran lunga inferiore a quello che le filiali bancarie tradizionali ci inducono a sopportare.” Ad ogni buon conto, per chi volesse informazioni più dettagliate,  secondo le mie conoscenze e possibilità,  risponderò nello stesso sito di Liberamente o via mail all’indirizzo: <a href="mailto:alarocca66@gmail">alarocca66@gmail</a> .com</p>
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		<title>OBAMA E L’ALFABETIZZAZIONE FINANZIARIA</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Gentili amici di Liberamente volevo dirigere la vostra attenzione su un estratto di un articolo scritto da Annamaria Lusardi, già  Professore di Economia alla Dartmouth College il 23-6-2009 in un sito specializzato sulle news economiche di estrazione Bocconiana. Questa qualificatissima scrittrice scrive: “L&#8217;amministrazione Obama ha appena presentato un piano di riforma della regolamentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Gentili amici di Liberamente volevo dirigere la vostra attenzione su un estratto di un articolo scritto da Annamaria Lusardi, già  Professore di Economia alla Dartmouth College il 23-6-2009 in un sito specializzato sulle news economiche di estrazione Bocconiana. Questa qualificatissima scrittrice scrive: <span id="more-1652"></span>“L&#8217;amministrazione Obama ha appena presentato un piano di riforma della regolamentazione del sistema finanziario. Una novità importante della riforma e&#8217; la creazione di una agenzia per la protezione del consumatore. Un passo avanti, ma quello che serve davvero è un programma di alfabetizzazione finanziaria dei cittadini. Perché la semplice informazione corretta spesso non aiuta a prendere le decisioni migliori su risparmio e fondi pensione, per gestire i debiti della carta di credito o per ottenere un mutuo. Così come l&#8217;iscrizione automatica a piani pensionistici non garantisce una pensione adeguata in età avanzata.<br />
L&#8217;alfabetizzazione finanziaria è uno strumento indispensabile per i consumatori che operano nei mercati finanziari, dove sono impegnati in una miriade di transazioni sempre più complesse. I consumatori hanno bisogno dell&#8217;alfabetizzazione finanziaria per prendere decisioni relative al risparmio, ai fondi pensione, per gestire i debiti su carta di credito, per ottenere un mutuo. Negli ultimi anni, la transizione dal modello a ripartizione al modello a capitalizzazione nel sistema pensionistico ha significato che la responsabilità di assicurarsi una pensione adeguata nell&#8217;età avanzata ricade ora sulle spalle dei consumatori. Proprio come è fondamentale saper leggere e scrivere, l&#8217;alfabetizzazione finanziaria è un elemento chiave del successo economico.
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<p>Promuovere “trasparenza, semplicità, equità, responsabilità e accesso” come sollecita a fare il documento della Casa Bianca è certamente un obiettivo essenziale per un efficace sistema di regolamentazione. Tuttavia, la semplice offerta di informazioni chiare e accurate spesso non basta a far sì che il consumatore prenda decisioni corrette. Per esempio, il Truth in Lending Act del 1968 mirava a proteggere chi richiedeva un prestito imponendo la piena informazione su termini critici del prestito, come il tasso annuale di interesse. Purtroppo, molti cittadini non sanno come funzionano i tassi di interesse: senza consumatori con un minimo di conoscenza finanziaria, la trasparenza non è sufficiente.<br />
Solo un terzo degli intervistati ha familiarità con il tasso di interesse composto e sa come funzionano le carte di credito. Molte famiglie americane usano regolarmente le carte di credito e post-pongono spesso il pagamento del saldo, ma solo una minoranza degli intervistati sa che prendere un prestito a un tasso di interesse del 20 per cento, composto per l&#8217;intero anno, comporta il raddoppio del debito in meno di cinque anni. L&#8217;assenza di alfabetizzazione finanziaria è particolarmente grave nei gruppi che sono già finanziariamente vulnerabili: le donne, gli anziani, le minoranze, i divorziati o separati. E coloro che sono meno informati pagano a caro prezzo la loro ignoranza: il costo dell’uso della carta di credito per un individuo con bassa conoscenza finanziaria è del 50 per cento più alta del costo per un consumatore medio che usa le carte di credito.<br />
Il Credit Card Act del 2009 fa grandi passi avanti su questo perché impone alle società di carte di credito di indicare nell&#8217;estratto conto il numero di mesi necessari al consumatore per ripagare il debito accumulato, se sceglie di effettuare solo il pagamento minimo mensile. E rendere più semplici le informazioni per il consumatore è un modo utile per aiutarlo a prendere decisioni in materia finanziaria”. Come vedete, il vento sta cambiando. Non ci sarà posto per l’ignoranza in questa nuova società del terzo millennio. Svegliamoci ! Seguiamo quanto di più propositivo ci arriva dal mondo in termini di idee istruttive, cercando di carpire metodi e procedure che possano farci uscire tutti quanti dal pantano in cui siamo immobilizzati.</p>
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		<title>RIPRESA DEI MERCATI ? CHI CI CREDE ?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 20:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony La Rocca Mi domando come ci possa essere ripresa economica in Europa e in America con un petrolio a 73 dollari, con disoccupati in crescita, con le aziende che faticano nelle vendite e che hanno capacità produttiva in eccesso. Plus 24 ore, nel solito bel commento di Schiavetti (pag 27), ci ricorda che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony La Rocca</strong><br />
Mi domando come ci possa essere ripresa economica in Europa e in America con un petrolio a 73 dollari, con disoccupati in crescita, con le aziende che faticano nelle vendite e che hanno capacità produttiva in eccesso. <span id="more-1561"></span>Plus 24 ore, nel solito bel commento di Schiavetti (pag 27), ci ricorda che il prezzo del petrolio è arrivato al doppio rispetto a Natale, che tale aumento porterà nei prossimi mesi ad un&#8217;impennata dell&#8217;inflazione (grazie al ritardo temporale con cui l&#8217;aumento del costo delle materie prime si traduce in inflazione per il parco buoi), in realtà il meccanismo dovrebbe essere immediato, ma la statistica manipolata, calcola in maniera sbagliata l&#8217;inflazione in modo da spaventare il parco buoi appositamente in ritardo e quando oramai le imprese hanno goduto di maggiori profitti.<br />
CONTINUA SCHIAVETTI: “IL RISCHIO DI UNA FIAMMATA INFLAZIONISTICA NON E&#8217; QUINDI SOLO PIU&#8217; GRAVE E CONCRETO DI QUANTO NON RICONOSCANO LE BANCHE CENTRALI. E&#8217; ANCHE PIU&#8217; VICINO DI QUANTE ESSE CREDANO O VOGLIANO FAR CREDERE. L&#8217;AMERICA DEVE RIDURRE I DEBITI, ALTRIMENTI SARANNO DOLORI”.<br />
Basta vedere quello che sta accadendo ai tassi d&#8217;interesse:<br />
1) Tassi sulle obbligazioni a 10 anni hanno toccato il 3,75% (un rialzo incredibile in tre mesi che ha fatto crollare i prezzi delle obbligazioni americane a tasso fisso, proprio quelle di cui i cinesi si sono liberati nei mesi precedenti)-
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<p>2) Aumento dei tassi sulle obbligazioni legate ai mutui (segno che i tassi sui mutui sono saliti,  mettendo a repentaglio la fine della crisi immobiliare)<br />
3) Le obbligazioni legate alle aspettative inflattive, hanno visto i rendimenti salire a livello pre Lehman e sopra il livello target FED. Segno che scontano forti aspettative inflattive.</p>
<p>Non dimentichiamo le conseguenze che ha il DOLLARO DEBOLE:<br />
a) Riduce il peso del debito americano<br />
b) Porta inflazione da materie prime<br />
c) Riduce i consumi interni, riducendo il potere d&#8217;acquisto degli americani<br />
d) Favorisce le esportazioni di merci<br />
e) Mantiene controllate le importazioni (ma no quelle di petrolio e materie prime)<br />
f) Favorisce il carry trade (con investitori che si indebitano in dollari, li vendono e comprano altre valute e assets in altre valute (azionario compreso).</p>
<p>Quest&#8217;ultimo “meccanismo” è stato l&#8217;unico propulsore per i mercati azionari negli ultimi due mesi.</p>
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		<title>Trimestrali americane</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 12:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony la Rocca Secondo i report del trader dott. M. Intropidio, arrivano e sono migliori del previsto le prime trimestrali americane, appena pubblicate. Le 6 società del Dow Jones che hanno comunicato i risultati, hanno battuto le stime di ben il 53%, pur se i loro risultati sono calati del 4,75%. Sull’S&#38;P500 hanno riportato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony la Rocca</strong><br />
Secondo i report del trader dott. M. Intropidio, arrivano e sono migliori del previsto le prime trimestrali americane, appena pubblicate. <span id="more-1370"></span>Le 6 società del Dow Jones che hanno comunicato i risultati, hanno battuto le stime di ben il 53%, pur se i loro risultati sono calati del 4,75%. Sull’S&amp;P500 hanno riportato i risultati 35 società, le quali battono le stime in misura pari al 30,7%.<br />
Goldman Sachs ha dichiarato un utile netto in crescita del 20% a 1,81 miliardi di Dollari (il doppio rispetto alle aspettative). Su questo risultato ha comunque avuto un ruolo importante il cambio di anno fiscale di riferimento, che ha visto computare a parte il mese di Dicembre, il quale ha registrato perdite per 780 milioni di Dollari. La banca ha anche annunciato un aumento di capitale da 5 miliardi di Dollari per restituire una parte dei 10 ricevuti dal Tesoro.<br />
JP Morgan ha comunicato un utile di 2,1 miliardi, meglio delle aspettative, anche se in discesa del 10% rispetto al 2008. Non avrà bisogno del nuovo piano di acquisto degli asset tossici ed anzi restituirà i 25 miliardi di Dollari avuti in prestito lo scorso Dicembre nell’ambito del piano Tarp.
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<p>A proposito di maquillage, dall’estetista è passato anche il bilancio di Deutsche Bank la quale ha cambiato i criteri contabili ed ha adottato quelli americani, il che ha comportato un calo della leva finanziaria (rapporto tra gli investimenti ed il capitale proprio) da 69 a 28.<br />
Nei prossimi giorni arriveranno i dati di 3M, Amazon, America Express , Bank of America, Apple, AT&amp;T, Boeing, Caterpillar, Delta Airlines, Ford, Loocked-Martin, McDonald’s , Merck, Microsoft , Pepsi, United Airlines, United Technologies, Yahoo!, solo per citare le più famose. C’è dunque molta carne al fuoco e le Borse nei prossimi giorni andranno seguite attentamente.</p>
<p>E&#8217; MIA OPINIONE PERSONALE, CHE QUESTE BANCHE STANNO VENENDO SALVATE CON DOLLARI STAMPATI FRESCHI DI GIORNATA, CHE PRIMA O POI INGENERERANNO UNA SPINTA INFLATTIVA NON INDIFFERENTE CHE CREERA&#8217;, OVVIAMENTE, SVALUTAZIONE DEL DOLLARO E IRA DA PARTE DI CHI NE DETIENE UNA GRANDE QUANTITA&#8217; TRA LE PROPRIE RISERVE (IN PRIMIS I CINESI). PREPARIAMOCI !!&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Forse la soluzione c’è per chi perde in borsa?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 06:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari e Finanza]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tony la Rocca Questa settimana tenterò di spiegare come il dott. Intropido trader esperto e riferimento dei traders come me, fa in modo che il trading abbassi il prezzo di carico dei titoli su cui si stanno soffrendo grosse perdite. Va detto subito, che il prezzo di carico rimane lo stesso. Tuttavia i guadagni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Tony la Rocca</strong><br />
Questa settimana tenterò di spiegare come il dott. Intropido trader esperto e riferimento dei traders come me, fa in modo che il trading abbassi il prezzo di carico dei titoli su cui si stanno soffrendo grosse perdite.<span id="more-1285"></span><br />
Va detto subito, che il prezzo di carico rimane lo stesso. Tuttavia i guadagni via via conseguiti, riducono la perdita e vanno correttamente conteggiati per capire quando effettivamente si smetterà di perdere. Questa volta voglio proporre un esempio semplice. Supponiamo di avere acquistato un titolo azionario a 50 e di non aver fatto nulla mentre il suo prezzo è sceso fino a 10. Supponiamo che per i prossimi 10 anni il prezzo di quel titolo non superi mai i 20, ma oscilli continuamente tra 10-11 e 19-20. Se noi effettuassimo il trading, -
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<p>la nostra perdita continuerebbe ad oscillare tra 30 e 40. Se invece riuscissimo a conseguire 5 punti su ogni oscillazione di 10 punti (cioè su ogni movimento tra 10 e 20), dopo 6-8 operazioni del genere, raggiungeremmo il pareggio (guadagnando 5 punti per 6-8 volte) anche se il titolo non crescesse mai oltre i 20. Ecco perchè vado ripetendo continuamente: &#8220;la gestione attiva del portafoglio&#8221; proprio perchè la gestione attiva consente di recuperare in altri modi che non la semplice e speranzosa attesa di un recupero totale del suo valore da parte del titolo che ci sta facendo soffrire.</p>
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