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  • Enna, solo Rosalinda Campanile e Giovanni Contino fanno da scudo al sindaco Dipietro. Gaetana Palermo risponde.

    Pubblicato il marzo 9th, 2017 Max Nessun commento

    Rosalinda Campanile

    Finalmente le prime prese di posizioni a favore del sindaco Maurizio Dipietro dopo il tourbillon di dichiarazioni più o meno negative rispetto all’esperienza amministrativa della sua giunta.

    E a cavalcare la fase targata a favore del primo cittadino sono Rosalinda Campanile, consigliere comunale, e Giovanni Contino assessore. Tutti e due si sono affidati ai social per dare contezza delle loro posizioni; hanno voluto lanciare un messaggio diretto alla gente. E tutte e due forniscono la stessa spiegazione. Dipietro si brucia le mani appena tocca due argomenti: “Acqua e rifiuti”. Contino aggiunge pure il Prg, Piano regolatore generale. La Campanile si sente un po’ una sorta di Cassandra e scrive in un post: “Lo avevo annunciato da tempo che appena il sindaco avrebbe toccato acqua e rifiuti e altro… la mozione di sfiducia sarebbe stata inevitabile”. Chiarisce perché Dipietro subito dopo la rottura con la componente di centrodestra sia sparito da Enna: “Il sindaco è andato a Roma per cercare un eccellente manager che lavori con competenza sul settore dei rifiuti nella nuova società”. E poi ritorna sulle polemiche e sulla possibile mozione di sfiducia: “Lo sapevamo che erano argomenti scottanti, ma siamo andati avanti lo stesso”. E sugli “incontri nelle private stanze per decidere le sorti della città? Non mi meraviglio”. Riguardo poi la sua iscrizione al Pd che non dovrebbe arrivare più dice: “Tanta agitazione per una tessera di un partito che cala a picco… ma!!! Un di’ racconterò”. Stessa musica per Contino: “In questa città basta tentare di cambiare la gestione di acqua e rifiuti nonché pretendere una gestione corretta dell’Urbanistica con un Prg per anni seppellito, per fare crollare tutte le alleanze politiche”.

    Giovanni Contino

    Quella di Contino è una sorta di requisitoria mista a sfogo che si coniuga bene col suo personale carattere: “Mentre il sindaco Dipietro pensa a bloccare le partite pregresse dell’acqua, pensa alla nuova società dei rifiuti con una gestione corretta legittima ed efficace; mentre spinge per raggiungere l’obiettivo di ricostruire viale Caterina Savoca entro l’anno; mentre prosegue il lavoro per progettare il percorso dell’agenda urbana che porterà in città circa 11 milioni di euro; mentre vuole garantire una corretta pianificazione urbanistica; mentre è stato finanziato il progetto delle aree degradate periferiche con 5,5 milioni di euro; mentre si stanno acquistando le case del progetto relativo ai contratti di quartiere, 1.5 milioni di euro; mentre con fatica per fa partire i diversi cantieri edili in città, ristrutturazione auditorium e palestra scuola Neglia chiuso da 15 anni, ristrutturazione scuola infanzia Pergusa, sostituzione infissi Garibaldi, manutenzione copertura De Amicis, manutenzione campi tennis Pisciotto, manutenzione bocciodromo Pisciotto, ristrutturazione Capannicoli, ristrutturazione Cappuccini, lavori di rifacimento strada interna al cimitero, adeguamento antincendio Palatenda, ripavimentazione piazza Mazzini, ripavimentazione piazza Duomo, ripavimentazione via Roma, ristrutturazione piscine comunali di Pergusa, bonifica amianto autoparco; altri cosa fanno? Siedono e siedono in altri tavoli per porre fine a questa esperienza politica. Forse l’efficienza dopo anni fa paura.”

    Gaetana Palermo

    A queste parole esplode la rabbia dell’ex assessore Gaetana Palermo che a dirla con le sue parole si sente: “Cornuta e mazziata”. E grida sui social: “Sono stata buttata fuori dalla giunta dal sindaco Dipietro e il mio ex collega Contino viene a dire che l’esperienza è finita perché si stavano toccando i poteri forti? Credevo di essere stata buttata fuori perché altri importanti esponenti del progetto civico, che rivendico con orgoglio, avevano deciso di fare politica. Pensavo di essere stata buttata fuori perché di centrodestra. Pensavo che il sindaco fosse a Roma per perorare l’ingresso di qualcuno nel Pd e non per cercare manager”. E fra il faceto e il sarcastico continua: “Non mi pare ci siano tenute di manager romane…. Mentre, casualità vuole, che in quelle ore si chiudeva il tesseramento del Pd. Forse i piani del sindaco non sono andati per il verso giusto, altro che poteri forti”. La Palermo sempre più adirata chiude: “Comunque sia, io antepongo sempre gli interessi di Enna ai miei. Il sindaco scusa deve chiedere scusa, non a me, ma ai 3.000 e oltre cittadini che votarono le liste di centro destra. Faccia ammenda”. La rete diventa l’agorà della politica ennese con attacchi e ribattute al vetriolo.

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