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  • Enna: rovi ed erbacce impediscono il percorso nella Via Sacra. A ferragosto due ragazzi rischiano di scivolare in un anfratto

    Pubblicato il Agosto 21st, 2018 Max 1 commento

    La segnaletica della via Sacra, ripulito dalle erbacce

    Paolo Di Marco

    Scriveva Cicerone che il popolo ennese, già prima della venuta di Cristo in terra, si atteggiava come un sommo sacerdote. E i romani amavano affermare che Enna era la città dedicata a Cerere, la dea delle messi. Suo grande e devoto altare la Rocca a lei consacrata che ancora oggi troneggia su un panorama mozzafiato dove la roccia cade a picco ai piedi della vallata.

    Il percorso che collegava e che ancora oggi collega la Rocca di Cerere con la vallata è la cosiddetta via Sacra, un saliscende in terra battuta che s’inerpica fino quasi a toccare il cielo. Un percorso che alimenta un sapore particolare, che avvicina a chi ben oltre 25 secoli fa lo percorreva con devozione e fiducia nel cuore. Un percorso recentemente riscoperto grazie agli Scuot e all’architetto Cecilia Neri, la consorte dell’ex prefetto di Enna Fernando Guida, che ha curato il progetto “Castello e d’intorni”. Ragazzi e meno giovani, sempre e comunque in pantaloncini corti e berrettino, hanno pulito e ripulito quel tratto di terra battuta e ogni sabato, della Settimana santa, sono soliti accompagnare turisti e cittadini alla riscoperta di antichi cammini. L’ultima passeggiata durante la Pasqua di quest’anno.

    La segnaletica della Via Sacra come oggi si trova

    Il richiamo della storia, della cultura, della tradizione, della voglia di stare all’aria aperta è forte anche ad agosto e due ragazzi ennesi hanno avuto l’idea di passare il loro ferragosto in un modo alternativo: una bella passeggiata per la via Sacra, magari procedendo al contrario con partenza dall’arrivo, dalla Rocca di Cerere. Purtroppo per loro una decisione assolutamente sbagliata perchè si sono ritrovati davanti un muro quasi inespugnabile di erbacce, rovi e canne, in alcuni tratti del tutto invalicabile. Anche il cartello che indica la via Sacra (nella foto) offre una testimonianza precisa dei luoghi. È diventato praticamente invisibile, ricoperto dalla vegetazione. I due ragazzi non hanno sofferto gravi pericoli solo grazie al consiglio di un anziano del posto che li ha messi in guardia di non continuare su un percorso appena iniziato. Un po’ più in là la vegetazione copriva un burrone. Gli Scuot, da parte loro, hanno fatto un grande lavoro per ripristinare la via ma oggi sono impossibilitati a continuare nella manutenzione perchè a fine estate 2017 hanno subito un furto. Degli sconosciuti li hanno privati dell’attrezzatura necessaria per continuare con i lavori. Sono stati privati del decespugliatore, del gruppo elettrogeno, del trapano e di tanti altri piccoli attrezzi necessari per la diuturna manutenzione della via. Si sono rivolti all’Amministrazione comunale per un contributo di circa 3-4 mila euro necessario per ricomprare gli attrezzi rubati. Il Comune non si è tirato indietro ma si sa la burocrazia è indolente e si muove con grande lentezza. “Comprendiamo le ragioni dell’amministrazione comunale – dice Peppe La Porta consigliere comunale e anima degli Scuot di Enna – e attendiamo, certi che le somme si sbloccheranno. Fino a Pasqua abbiamo fatto del nostro meglio ma senza attrezzi è davvero dura”. Dal canto suo l’assessore al ramo Francesco Colianni ha assicurato che il contributo verrà erogato.

    Le erbacce nella via Sacra

    Intanto però per i due ragazzi ennesi che intendono rimanere nell’anonimato è stato un ferragosto colmo di delusione.

    Abbiamo provato – dicono – rabbia mista a sconforto nel constatare che la nostra città non riesce a mantenere in vita una via in terra battuta di pochi chilometri che potrebbe essere meta, come in altri posti, di un turismo buono volto a conoscere luoghi e storie del territorio siciliano. Senza tralasciare che è una via che riesce ad offrire tanto piacere anche ai cittadini ennesi”.

    Il percorso della via Sacra

    Cosa vi ha spinti per la via Sacra a ferragosto?

    Volevamo vivere una giornata veramente alternativa nella nostra Enna all’insegna dell’esercizio fisico e della natura. Avevamo forte la voglia di gustare posti incantevoli e mozzafiato. Purtroppo ci siamo dovuti arrendere, anzi ci lecchiamo ancora le ferite”.

    La via Sacra

    In che senso?

    Abbiamo dovuto disinfettare numerose piccole ferite provocate dai tanti rovi nelle gambe e nelle braccia. Per non parlare della paura che abbiamo avuto in quel groviglio di erbacce dove era facile mettere un piede in fallo e andare giù nel precipizio. Le erbacce nascondevano del tutto il terreno”.

    Le erbacce nella via Sacra

    Volete lanciare un appello agli amministratori della città?

    Innanzitutto non è nostra intenzione accusare quei bravi Scuot che hanno rimesso in sesto l’antico percorso. La lamentela – concludono – è rivolta semmai nei confronti di coloro che hanno il compito istituzionale di prendersi cura del patrimonio che abbiamo”.

    Messaggio chiarissimo che non è un dito puntato contro bensì una sollecitazione garbata e non gridata ma sicuramente forte a fare presto e bene.

    Della via Sacra di Enna raccontava Diodoro Siculo negli anni prima della venuta di Cristo. E lo ha fatto nei suoi scritti da cronista raccontando che i pellegrini arrivavano ad Enna dall’intera Sicilia e appena giunti nella valle iniziavano la scalata verso la Rocca di Cerere. Il tragitto proponeva vari sacelli e altari. Una via percorsa da semplici devoti ma anche da re e importanti personaggi. Il cammino procedeva dalla Grotta dei Santi per salire fino al tempio. Lungo il sentiero la roccia che trasudava acqua e i numerosi pozzetti permettevano funzioni votive di purificazione. In cima una valle erbosa con fiori di molte specie tutti dedicati alla Dea.

    Le erbacce nella via Sacra

    La leggenda racconta che nella valle della pianura del Lago di Pergusa Plutone, re degli inferi, rapì Proserpina bellissima figlia di Cerere. La madre cercò disperatamente l’avvenente figliola ma l’invaghito Plutone l’aveva portata e rinchiusa nell’Ade. Avvilita e non potendo fare altro si rivolse a Giove per farla liberare ma ottenne solo che Proserpina trascorresse con lei sei mesi l’anno, primavera ed estate, i rimanenti sei, autunno e inverno, con Plutone. La passione aveva preso i due. Gioia e felicità per la presenza nella valle ennese di Proserpina segnavano la calda e bella stagione; freddo e gelo la cattiva. Un mito utilizzato oltre 2500 anni fa per spiegare il succedersi delle stagioni.

    La via Sacra ennese rappresenta il primo sentiero della Route dei Miti. Complessivamente si sviluppa su un percorso di cinque giorni che attraversa i territori di Enna, Piazza Armerina e Aidone. Un percorso creato dal gruppo Scout Agesci Enna 1 che si è posizionato al secondo posto nel premio regionale “Sentieri: i saggi li percorrono i pazzi li aprono” voluto dall’Agesci Sicilia.

     

    1 responses to “Enna: rovi ed erbacce impediscono il percorso nella Via Sacra. A ferragosto due ragazzi rischiano di scivolare in un anfratto” Icona RSS

    • Sono la dott.ssa Marta potenza consigliere comunale del pd e già ho presentato una mozione che dovrà essere discussa prossimamente ve la giro affinché venga debitamente divulgata!


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