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  • Enna, privilegi e ritardi. Una novantenne richiede all’Asp visita pneumologica urgente. Ripassi a novembre 2018

    Pubblicato il dicembre 14th, 2017 Max Nessun commento

    Paolo Di Marco

    Non sono gli ostacoli o le difficoltà ad allargare gli spazi fra i cittadini e le istituzioni, ma le prese in giro. Le affermazioni di politici e di vertici di amministrazioni che nel breve o lungo periodo non trovano riscontro.

    Ad Enna siamo fin troppo abituati, forse rassegnati a questo stato di cose. Un esempio? Troppo facile, i parcheggi più o meno gialli di piazza Garibaldi. A parole tutti contro i “privilegi del posto macchina” ma chi sa perchè quando chi di competenza deve passare dalle parole ai fatti delle sue azioni si perdono le tracce. Tanto è vero che dopo due mesi di roboanti dichiarazioni i “fortunati”, li definiamo così, continuano a posteggiare indisturbati; gli altri continuano a collezionare verbali. Se Enna potesse incassellare nel suo taccuino solo questa criticità sarebbe ben poca roba ma non è così, purtroppo.

    Dal Comune passiamo alla Sanità.

    Giorni fa abbiamo pubblicato lo sfogo di un nostro lettore, Giovanni Lunardo, sulle condizioni che i degenti sono obbligati a sopportare al Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I°. Lo stesso lettore con una nuova nota prima torna sull’argomento: “Gli ammalati vengono “parcheggiati” anche per più giorni, all’interno di uno stanzone senza luce naturale, su scomode barelle senza cuscini, (quando va bene), o più spesso in poltrone, in attesa che si liberi un posto in reparto. Un locale che ho definito un carnaio, non solo per l’eccessivo affollamento, ma anche perché non c’è il minimo rispetto per la privacy”. Purtroppo i mali della Sanità ennese non si fermano al Pronto Soccorso. Continuano nei vari reparti e per i vari servizi. Lo testimonia ancora una volta Lunardo che sottolinea: “Il male dei mali che affligge da anni la nostra sanità sono le lunghissime liste di attesa per potere accedere ad una visita specialistica”. Ma i vertici dell’Asp non avevano giurato e spergiurato di inaugurare una battaglia senza tregua contro le “superattese”? E invece continua la testimonianza di Giovanni Lunardo che fotografa tutt’altro: “Proprio stamattina, giovedì 14 dicembre, dalle risposte ricevute dal CUP (Centro unico prenotazioni), ho avuto l’ennesima conferma. Dopo avere chiamato per prenotare una visita pneumologica urgente, per mia madre, una novantenne molto sofferente, mi sono sentito rispondere che potevo ottenerla “al Poliambulatorio di Enna alta, non prima di novembre del 2018, mentre all’ospedale di Enna Bassa, se ne parla a dicembre dello stesso anno”. Non so se è da guinness dei primati, ma definire indecente una tempistica del genere, considerata l’età e lo stato di salute della paziente, è dire poco. Alle mie legittime rimostranze però, tirano fuori dal cilindro una data ravvicinata, ma al poliambulatorio di Piazza Armerina. Ho accettato, mio malgrado. Anche se questo comporterà un aggravio di spese, visto che dovrò fare ricorso ad un’ambulanza privata”. Ma c’era una terza via che in Italia spunta sempre alla faccia della Sanità pubblica. “Ovviamente – conclude Lunardo – se avessi optato per una visita a pagamento, i tempi si sarebbero notevolmente accorciati. Insomma: se hai denari a sufficienza puoi garantirti trattamenti dignitosi, diversamente puoi crepare. Non a caso sempre più cittadini rinunciano a curarsi. E in tutto questo la politica cosa fa? Parole, parole parole…. cantava Mina qualche anno fa “. Questi sono due casi di come le rassicurazioni non coincidano con quanto avviene. Vogliamo sperare però in un cambio di marcia. Saremo veramente lieti di darne notizia.

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