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  • Enna. Paghi un posteggio e vuoi esser rimborsato? L’istanza va presentata nel Corpo dei Vigili urbani ad Enna bassa. L’imbarazzo di due turisti inglesi.

    Pubblicato il settembre 1st, 2018 Max Nessun commento

    Paolo Di Marco

    Quanto può essere letale la burocrazia per le sorti di una comunità lo spiegano i piccoli episodi. Quelli comuni, quelli che ti sbattono in faccia quotidianamente e in ogni minuto della giornata. Sono il termometro che segna con inesorabile capacità oggettiva quanto accogliente, quanto comoda, si proprio comoda, possa essere una città. E a proporre una misurazione odierna per Enna è probabile che il mercurio schizzi violentemente in alto posizionandosi nella stecca che segna “febbre da cavallo”.

    E’ successo nei giorni scorsi che due giovanissimi turisti inglesi, poco più che ventenni, hanno posteggiato la loro autovettura in un stallo blu del Centro città. Abbastanza confusi hanno inserito nel pilastrino per il pagamento e la consegna del ticket più soldi di quanto ne occorressero per la sosta. Resisi conto hanno chiesto ed ottenuto un rimborso di 5 euro. Fin qui nulla da eccepire anzi va sottolineata l’immediata soluzione dell’indennizzo. Purtroppo lo hanno ottenuto in breve solo in via teorica, perchè per aver in mano le 5 euro era necessario sottoscrivere una richiesta di rimborso su un modulo prestampato dal Comune, poi consegnarlo al Corpo di guardia dei Vigili urbani e infine attendere che la somma venga restituita. Primo appunto. Immaginate la perplessità del mio amico, al quale si sono rivolti i due turisti che informatosi telefonicamente con un vigile urbano, si è preso la briga di dover spiegare come arrivare ad Enna bassa, fin qui nulla di eccezionale, e poi procedere per il dedalo di vie, disegnate senza alcuna logica urbanistica, per poter bussare alla porta del Corpo di guardia.

    Una delle colonnine per i ticket installate recentemente ad Enna

    Non solo ma questo sventurato ennese avrebbe dovuto spiegare pure che dopo la presentazione dell’istanza, sottoscritta nelle forme dovute, per riavere la somma probabilmente avrebbero dovuto attendere qualche giorno: tutto per 5 euro. Appena i due turisti hanno compreso di trovarsi di fronte un bel rompicapo, decisi hanno svoltato per la soluzione più semplice. Hanno messo in tasca il ticket per il rimborso, sorriso al mio amico per la disponibilità e archiviata la perdita della somma, seppur esigua. Una soluzione quasi del tutto inevitabile che però fa a pugni con una comunità che vuole proporsi come accogliente, comoda. Una soluzione che alla fine avrebbe screditato tutta una città e che il mio amico non poteva accettare. Non gli è rimasto altro da fare che mettere la mano in tasca e rimborsare lui le 5 euro ai turisti. Tutto condito da un sorriso mentre ricordava ai due inglesini che Enna, e soprattutto la sua comunità, sono accoglienti.

    A questo punto una riflessione s’impone. I turisti che arrivano ad Enna sono interessati al Centro e il maledetto dormitorio della parte bassa non li intriga per nulla. Quindi andare a creare uno sportello per i rimborsi giù ad Enna bassa è quasi non volerlo attivare. Basterebbe una scrivania, un computer, un addetto, che si può occupare anche di altro perchè i rimborsi non sono ogni giorno a centinaia. Tutta la struttura però deve necessariamente insistere nel Centro storico e in uno spazio ben visibile con diciture in più lingue. E invece è stato istituito ad Enna bassa dentro il Corpo di guardia dei Vigili urbani. Non solo ma i nostri amministratori si dimostrano campioni dell’ironia. Hanno spostato, da tempo, il Corpo di guardia in via della Resistenza nella parte bassa della città dove non è mai presente né una pattuglia e neppure un semplice Vigile urbano. Neanche quando scatta un’emergenza e la riprova è stata nei giorni scorsi.

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