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  • Enna: La giunta entro martedì?

    Pubblicato il agosto 6th, 2017 Max Nessun commento

    Il sindaco Maurizio Dipietro

    Il sindaco Maurizio Dipietro si è posto una “stacca temporale” per nominare la nuova giunta comunale: martedì.

    Quindi due giorni e poi l’esecutivo cittadino sarà di nuovo al completo dopo mesi e mesi di tentennamenti. Ma quarantott’ore non potrebbero bastare considerato le numerose questioni aperte. Ma andiamo con ordine la terza giunta Dipietro nasce, o dovrebbe nascere, con una fortissima connotazione politica. Centrosinistra e centrodestra insieme per governare la città. Chi condivide parla di accordi che guardano al futuro chi non condivide sottolinea il tutto con un solo termine: inciucio. Per entrare nel dettaglio stanno assieme i soggetti che nel centrosinistra si rivedono nell’esperienza Renzi nel centrodestra ciò che esprime Sala d’Euno, gli eletti di Amare Enna ed Enna rinasce. Dentro la compagine renziana i problemi sembrerebbero risolti con Sicilia Futura che manterrebbe i due assessori ma verrebbe privata della delega del vicesindaco. Un sacrificio che pesa. Tanto è vero che l’attuale vicesindaco Angelo Girasole è quasi deciso a lasciare. Di certo non ha gradito e sarà interessante ascoltare il suo punto di vista. Per la seconda delega si aprirebbero le porte per Paolo Gargaglione o Paolo Buscemi. Ancora aperta anche l’ipotesi di un’azzeramento totale dentrpo Sicilia Futura e quindi niente riconferma per Giusi Macaluso. Le critiche che non t’aspetti stanno dentro il Patto per Enna la lista del sindaco che conferma l’assessore Giovanni Contino. I due consiglieri Cesare Fussone e Maurizio Bruno avrebbero chiarito a Dipietro che lo sosterranno solo per rispettare il patto allacciato con l’elettorato. Insomma il termometro della fiducia sarebbe sceso ai livelli minimi. Toni da maldipancia per l’accordo politico stilato e per un azzeramento che non c’è stato se non nella sola persona dell’assessore Paolo Di Venti, l’unico a pagare il pegno al nuovo corso, la vittima sacrificale chiesta ed ottenuta dal centrodestra. La new entry è rappresentata dal Pd di Renzi che per non creare altri problemi avrebbe chiuso in un cassetto eventuali richieste aspettando tempi migliori. Capitolo centrodestra. La battaglia campale si gioca sulla figura del vicesindaco. Due le liste, Amare Enna ed Enna rinasce, per tre posti. Quindi l’accordo sarebbe stato trovato su una formula, dicono di buon senso. Ad una lista va il vicensindaco all’altra due assessori. In pole position per la casella n. 2 del Comune ci sarebbe Dante Ferrari ma se la scelta si spostasse di lista sarebbe pronto Francesco Colianni. Insomma la nuova giunta Dipietro starebbe per nascere senza sparare fuochi d’artificio ma con l’intenzione di essere in linea con le strategie politiche-elettorali che si concretizzeranno entro ottobre. E’ stato detto e confermato che l’accordo politico è stato chiuso anticipando il livello regionale e nazionale. Se così è aspettiamoci il Pd di Renzi abbracciato con Fi di Berlusconi, con ciò che resta dell’Mpa di Raffaele Lombardo e con gli Alfaniani, ma questa non è una novità. A Palermo la stessa logica ha prodotto lo strappo, per ora, di Miccichè Fi sulla candidatura di Musumeci alla presidenza della Regione. A tavolino i leader hanno deciso che questa è la strategia migliore per battere il M5S. E’ una fissa che fa mancare il sonno. Hanno però dimenticato che la politica è programmazione nella coerenza. Di programmazione non se ne vede da anni di coerenza….. beh lasciamo perdere. E di elettori-caproni se ne contano sempre meno. I campanelli d’allarme suonano forti e spietati dentro lo stesso accordo ennese dove i comparenti stentano a ritrovarsi dentro lo stesso afflato amministrativo e politico, si guardano in cagnesco e chi dovrebbe sostenerli non è per nulla convinto di ciò che sta facendo. Un primato comunque il Pd lo sta tagliando, si avvia a mettere il bollino su Enna, da poco Dipietro ha ottenuto la tessera n.1 del partito, avendo all’opposizione 12 consiglieri su 16. E’ possibile che i due consiglieri comunali renziani, Lo Giudice e De Rose, che hanno già messo la firma nella richiesta di mozione di sfiducia riflettano. Ma resta il fatto che due terzi del gruppo Pd nega il sostegno al sindaco Pd e alla sua giunta. Insomma è come stare in paradiso alla faccia dei santi.

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