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  • Enna. La gestione dei rifiuti ritorna ai Comuni?

    Pubblicato il Agosto 4th, 2016 Max Nessun commento

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    da ViviEnna.it

    La questione rifiuti continua ad essere al centro dell’attenzione e, com’è noto, non solo in provincia di Enna. Alcuni Comuni dell’ennese, pur di sganciarsi dalla trappola dell’ambito territoriale provinciale e dalla sua gestione hanno avviato processi autonomi attraverso l’approvazione associata di mirati piani d’intervento in ambiti di raccolta ottimali (ARO). E poiché in una delle tante Ordinanze del Presidente della Regione Siciliana Crocetta è previsto che i Comuni (in forma singola o associata) che hanno avuto approvato dalla Regione il rispettivo piano d’intervento devono appaltare il relativo servizio di gestione entro il 15 luglio 2016, l’occasione viene vista come un “treno da non perdere”. Non tutti sembrano però condividere questa frammentazione degli affidamenti del servizio. Ne parliamo con Massimo Greco.

    In attesa che la Regione partorisca l’ennesima riforma del sistema, i Comuni stanno cercando di assicurare il servizio in tutti i modi….

    Nel caso d’interruzione del servizio da parte della società d’ambito “EnnaEuno” e in attesa che la nuova società di regolamentazione dei rifiuti entri a regime, i Comuni possono sempre utilizzare lo strumento emergenziale per scongiurare problemi igienico-sanitari nel rispettivo territorio cittadino.

    Ma Centuripe e Regalbuto hanno affidato ordinariamente il servizio in house ad una società pubblica costituita ad hoc e così sembra voler fare anche il Comune di Enna…

    E’ una diavoleria prevista nel 2013 dal legislatore regionale nel tentativo disperato di “fare retromarcia” rispetto alla gestione del servizio rifiuti per ambiti territoriali ottimali, su cui pende la spasa di Damocle dell’incostituzionalità. La Presidenza del Consiglio dei Ministro ha più volte diffidato la Regione ad eliminare ogni strumento normativo che miri a frammentare gli ambiti territoriali ottimali. Gli ARO sono infatti palesemente dei mini ambiti in cui è scientificamente impossibile raggiungere economie di scala e quindi riduzioni del costo del servizio nel lungo periodo.

    Ma se la legge regionale che abilita gli ARO non è stata impugnata deve considerarsi vigente o no?

    Certo, ma questo non significa che sia costituzionale, anche perché la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha già affermato che: a) l’attribuzione delle funzioni inerenti lo smaltimento dei rifiuti ai Comuni viola il principio dell’unicità orizzontale della gestione, consentendo l’organizzazione e lo svolgimento di più servizi all’interno del medesimo ambito; b) l’affidamento (sia pure in via suppletiva) ai comuni delle sole funzioni inerenti lo smaltimento, violano il principio di unitarietà verticale del servizio, approfondendo la frammentazione del ciclo integrato dei rifiuti che la legislazione regionale siciliana già realizza; c) l’attribuzione della funzione in via sussidiaria ai Comuni viola anche il principio di unicità orizzontale della gestione nella misura in cui gli ambiti potrebbero in concreto essere dimensionati in modo ultra provinciale, determinandosi in tal modo la possibilità di una molteplicità di gestioni nel singolo ambito.

    A questo si aggiunge il modello di gestione del servizio?

    Sì, c’è una tendenza a non affidarsi al mercato concorrenziale ed a ripescare strumenti come quello dell’in housing che, ancorchè ammissibile a certe condizioni, non mi sembra il più adeguato per assicurare il servizio in questione.

    Per quali ragioni?

    Per almeno due ragioni. La prima perché essendo la società di nuova costituzione, e quindi un contenitore vuoto, difficilmente può garantire quell’esperienza e quella capacità operativa da preferire ad operatori privati che nel settore operano da anni. Una società vuota di risorse mezzi e uomini cosa può offrire se non ha mai svolto il servizio? La seconda ragione perché gestire oggi una società pubblica comporta le medesime difficoltà di gestione di un ente pubblico. Tanto varrebbe utilizzare lo strumento dell’azienda speciale ovvero, come abbiamo già suggerito, ricorrere alla società mista pubblico-privata.

    Ma i Sindaci continuano a sostenere che questo strumento consente di mantenere i livelli occupazionali…

    E come, se il reclutamento delle risorse umane nelle società pubbliche può avvenire solo con procedure ad evidenza pubblica. Mi pare che la recente sentenza del Tribunale di Enna sul passaggio dei dipendenti da Sicilia Ambiente all’ATO confermi proprio questo problema.

    Il Commissario straordinario Cocina si è dimesso lanciando pesanti accuse…

    Accuse che non costituiscono una novità. Il sistema ATO ennese è ingovernabile e la questione dei crediti vantati dalla società EnnaEuno nei confronti dei Comuni va affrontata nel contesto della fase liquidatoria a condizione però che si metta un punto facendo partire col piede giusto la nuova SRR che, ovviamente, non subentrerà nei rapporti attivi e passivi.

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