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  • Enna. Il Sindaco Di Pietro tra l’incudine, il martello e i rifiuti

    Pubblicato il Febbraio 14th, 2016 Max Nessun commento

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    da ViviEnna.it

    Il Sindaco di Enna è su tutte le furie ed oltre a minacciare di portare i libri della già liquidanda società “EnnaEuno” in Tribunale si prepara a gestire autonomamente il servizio di gestione dei rifiuti. Ne parliamo con Massimo Greco.

    E’ ipotizzabile una gestione diretta del servizio in ambito cittadino?

    Comprendo le ragioni del Sindaco di Enna che, come gli altri, vorrebbe uscire da questo giro infernale degli ATO per la gestione dei servizi pubblici locali, ma l’attuale normativa non lo consente né per i rifiuti né per i servizi idrici.

    Ma se così è i Sindaci sono in un vicolo cieco…

    In parte è vero, ma vero è anche che la via d’uscita non è quella di far ritornare il servizio ai Comuni, soluzione non percorribile sia per ragioni giuridiche che economiche, ma quella di dare corpo alla nuova società di regolamentazione rifiuti partendo col piede giusto. Anche perché la nuova SRR non erediterebbe tutti i rapporti passivi che rimarrebbero nella gestione liquidatoria della società “EnnaEuno”. Quindi anziché pensare alla gestione autonoma del servizio, magari attraverso formule ardite di affidamento in house a società costituite ad hoc, farebbero meglio a sollecitare l’operatività della costituita SRR.

    Ma le gestioni integrate non funzionano, perché fidarsi di una nuova società d’ambito?

    Perché quando non funziona una struttura non si mette in discussione il principio ispiratore ma la governance. Il sistema di gestione per ambiti territoriali ottimali funziona benissimo in tante altre parti d’Italia, perché non dovrebbe funzionare solo in Sicilia? Non si può buttare con l’acqua sporca anche il bambino.

    Ma se con tutta la buona volontà il servizio integrato non si potesse più assicurare?

    In casi di accertata inoperosità, il Sindaco non solo potrà, ma dovrà per motivi emergenziali assicurare il servizio nel rispettivo Comune attraverso mirate e provvisorie ordinanze sindacali, in attesa che la Regione che esercita i poteri sostitutivi ripristini il buon andamento amministrativo e gestionale in capo ai soggetti alla cui cura il legislatore siciliano ha affidato la titolarità del servizio.

    In caso di emergenza il Sindaco come potrà assicurare il servizio?

    Potrà affidare direttamente il servizio ad operatori economici del settore per il tempo strettamente circoscritto nell’ordinanza. Un affidamento ad una società pubblica appositamente costituita è da escludere per almeno tre motivi: a) perché non ha capacità operativa tale da poter motivare un affidamento diretto; b) perché una società pubblica non riuscirebbe ad assorbire facilmente gli operatori già in servizio; c) perché l’eventuale reclutamento di nuovi operatori a tempo determinato provocherebbe, di riflesso, la perdita del posto di lavoro di coloro che operano già nel settore.

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