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  • Enna “Città universitaria”. Facoltà di Medicina Dunarea de Jos e Asp siglano una convenzione per i tirocini formativi. Non basta, bisogna fare di più.

    Pubblicato il luglio 9th, 2018 Max Nessun commento

    Dunarea de jos

    Paolo Di Marco

    La notizia è di due settimane fa. Gli studenti della facoltà di Medicina dell’Università Dunarea de Jos di Galati Romania, aula remota di Enna, potranno completare il loro corso di studi con tirocini formativi nella struttura dell’Asp ennese.

    Un altro passo avanti per il riconoscimento di piena residenza di una università in città nata e sviluppata per la forza di volontà, al limite della cocciutaggine, degli organizzatori. Era quanto meno strano che una facoltà con sede in Romania ma che utilizza l’aula remota ad Enna, in piena crescita, dovesse obbligare i propri studenti a frequentare tirocini formativi in strutture fuori della provincia. Se questa non è un’assurdità poco ci manca. Prima della firma della convenzione i tirocini formativi erano stati attivati a Catania con la Fondazione Mediterranea “G.B. Morgagni”, a San Cataldo (Cl) con la Casa di cura “Regina Pacis” e a Gela (Cl) con la Casa di cura “ Santa Barbara Hospital”. Fuori dalla Sicilia a Reggio Calabria con le strutture dell’Azienda sanitaria “Bianchi- Malacrino – Morelli”. L’aula remota ennese conta oggi circa 140 studenti iscritti nei corsi di laurea in Medicina e Professioni sanitarie. Già 19 sono a metà del percorso volto a conseguire la laurea e nel prossimo anno accademico, 2018/2019, saranno celebrate le prime 7 lauree in Scienze infermieristiche. Le iscrizioni per il nuovo anno accademico sono già aperte con la possibilità di sfruttare 75 posti in più. Con la recente stipula della convenzione il percorso universitario si sente quasi ennese. Sembra strano ma per cancellare quel quasi di strada da fare ce n’è ancora tanta. Primo tratto da superare l’offerta di locali adeguati alle esigenze della mission dell’aula remota dell’università rumena. L’individuazione in questo caso è estremamente facile: la struttura dell’ex ospedale Umberto primo di Enna alta potrebbe essere l’ideale. Nei locali sono presenti ancora ambulatori, sale chirurgiche e quant’altro c’è di necessario per la vita di una facoltà di Medicina. Non solo ma una operazione del genere sarebbe salutare anche per l’Asp che potrebbe rivitalizzare locali ormai in disuso da anni ed anni incanalati nella strada della decadenza strutturale. I percorsi legali da seguire per l’affidamento, anche oneroso, della struttura o di una parte sono per altri a noi interessa sottolineare che ad Enna oggi esistono due atenei la Kore e la Dunarea de Jos” di Galati.

    Tutte e due a volte sostenute e a volte contrastate per non dire fors’anche sopportate, contribuiscono in concreto a far si che la città continui un cammino spedito per essere indicata quale “città universitaria”. Da questo assunto necessariamente devono partire le politiche di sviluppo del territorio mettendo da parte le gelosie, se esistono e le prese di posizione. Ecco perché la struttura dell’ex ospedale si presta bene per ospitare aule universitarie dei due atenei. Il cammino su questo tragitto dovrà necessariamente continuare offrendo alle due sedi accademiche strutture di rappresentanza nel salotto buono della città, in centro. Enna deve caratterizzarsi quale città universitaria dentro il suo più profondo nucleo storico. Una prima soluzione per i rettorati potrebbe essere rappresentata dall’attuale scuola media Pascoli adeguatamente ristrutturata o dallo stabile dell’ex Banca d’Italia oppure ancora, ma questa sarebbe una soluzione a più lunga gittata, l’utilizzo del gran palazzo dei Benedettini. In quest’ultimo caso è necessaria un’immensa opera di restauro, attivabile tramite finanziamenti della Comunità europea, attuata di concerto fra Comune, atenei ed altri enti interessati. Un investimento che darebbe alla città e al suo centro storico una nuova fisionomia ben spendibile per il futuro; disinnescando, tra l’altro, una bomba ad orologeria che grava sul cuore della città. Il tetto dell’ampio stabile è a pezzi, la struttura al limite della resistenza e ad ogni pioggia di forte intensità il timore di un crollo si rafforza. Questo è il percorso che attende la classe dirigente cittadina, integrare l’esperienza accademica dentro, quello che fu, il cuore pulsante di Enna ed estendere le sue diramazioni, come invece è già avviene nel perimetro del territorio comunale. Insomma un coinvolgimento atenei /città a 360 gradi; una contaminazione urbana-accademica continua e incessante. Ecco il vero obiettivo che la comunità ennese deve porsi per i prossimi anni. Le università, Kore e Dunarea de Jos, quali agenti di sviluppo, visibilità e comunicazione di un territorio le cui potenzialità fino ad oggi sono state ristrette in visioni che non sanno di futuro.

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