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  • Enna bassa, crollo del muro. Le probabili cause nei lavori fatti qualche anno fa. Parla un tecnico. Liberamente-enna.it invita amministrazione e consiglieri a promuovere una commissione d’inchiesta sulle cause.

    Pubblicato il marzo 20th, 2017 Max Nessun commento

    la frana di Enna bassa

    L’assessore all’Urbanistica Giovanni Contino sa bene che deve intervenire con urgenza nella frana di Enna bassa che ha portato via un muro che mette in pericolo la stabilità della delegazione comunale. Tanto è vero che la struttura è stata chiusa.

    Il Comune per procedere ai lavori attende la relazione geologica, solo dopo si potrà completare la progettazione e intervenire. Le prime stime dicono che per ricostruire il muro e mettere in sicurezza tutta l’area occorrerebbero circa 300 mila euro. Con la progettazione definitiva tra le mani l’Ufficio tecnico comunale potrà finalmente mettere su carta il costo definitivo e abbandonare le ipotesi più o meno credibili.  “Insomma – dice Contino – non stiamo a guardare e lavoriamo per la città”. Le intenzioni sono buone verificheremo col tempo se le stesse si trasformano o meno in fatti concreti. Ma c’è una domanda che attanaglia gran parte della cittadinanza. E’ mai possibile che tutte le opere pubbliche sembrano fatte di ricotta mista a panna e appena piove o tira vento qualcosa viene giù? Sono lavori fatti con perizia o così tanto per…….. intascare somme dal Comune? E chi le ha collaudate come lo ha fatto? L’esempio classico è piazza Garibaldi ogni anno necessita di un intervento con la pavimentazione sempre saltata, mai nessuno ha chiesto conto e ragione alla ditta che ha fatto i lavori o al collaudatore che ha dato il via libera al pagamento. E’ un danno che ogni anno la comunità continua a pagare. Quindi abbiamo voluto capire meglio cosa è successo al muro di Enna bassa e lo abbiamo fatto accompagnati da un tecnico che rimane anonimo. Ecco la sua analisi.

    Preliminarmente va detto che il muro esiste fin da quando sono state costruite le case popolari nell’area, quindi circa 35 anni fa o forse più ancora.

    “In precedenza il muro non ha mai dato segni di pericolo – afferma il tecnico – anche se è stato costruito in muratura, perché la regimentazione delle acque piovane all’origine era stata fatta bene. Quindi le stesse acque non penetravano nella parte interna dell’area bloccata dal muro, non bagnavano il terreno che come si nota è un tipo argilloso”.

    Promosso chi costruì all’origine il muro. Il nostro tecnico è certo che in precedenza la regimentazione ha funzionato.

    “Adesso invece no. Con le piogge la natura argillosa del terreno lo porta ad aumentare di volume esercitando una spinta verso il muro ed è questa la causa del disastro”.

    Ma perché prima la regimentazione ha funzionato e negli ultimi anni no?

    “Non molti anni fa nell’area sono stati effettuati lavori nella parte superiore, così com’è evidente dalle foto. E’ stata fatta una nuova pavimentazione, banchine e marciapiedi in cemento armato, che però di armato hanno ben poco. Con i nuovi lavori la buona regimentazione di prima è saltata e quella nuova non è stata per nulla fatta a regola d’arte. Di conseguenza le acque piovane hanno prodotto il danno che tutti hanno visto. Devo dire che l’ultima regimentazione è stata inadeguata e fatta senza un criterio altrimenti il muro non avrebbe avuto motivo di andare giù”.

    Per essere più chiaro il nostro tecnico propone delle foto.

    “Nella foto è visibile l’inferriata in alto nella trave appesa, non ci sono ferri adeguati e sufficienti per un collegamento a regola d’arte con la trave a terra. La stessa cosa con la seconda trave di terra. Guardando bene nello spigolo si incontrano le due travi in modo ortogonale e quasi non esistono ferri e quelli che ci sono mi sembrano assolutamente insufficienti”.

    Andiamo alla regimentazione delle acque piovane.

    “Il tubo nero di raccolta delle acque piovane, visibile nella foto n. 4, doveva essere collegato con un pozzetto di raccolta, di adeguate dimensioni, posizionato più o meno nell’angolo tra le due travi e a sua volta doveva essere collegato un tubo a scendere in basso ai piedi del muro e poi congiunto nella cunetta della strada dove c’è il parcheggio dell’Ufficio postale e del mercato settimanale. Invece niente”.

    Per tirare le somme, cosa è successo al muro?

    “Credo proprio – conclude il tecnico – che la causa del crollo del muro è stata la cattiva ed inadeguata esecuzione dei lavori di manutenzione realizzati poco tempo fa nell’area degli uffici comunali”.

    Un giudizio duro che squarcia la fitta coltre che ha coperto per anni e anni gli interventi pubblici. Un giudizio che dovrebbe far pensare chi di competenza e agire invece chi oggi ha avuto assegnato un mandato popolare di controllare e programmare la vita della comunità. Crediamo che assessori e consiglieri devono impegnarsi per ricostruire il muro ma ancora di più per fare luce sulle cause del disastro magari promuovendo una commissione d’inchiesta. Vale la pena ricordare che il crollo del muro non è stata una tragedia solo perché in quel momento in basso non c’erano macchine posteggiate e nessuno passava nei pressi come invece succede di solito. E pochi anni fa abbiamo avuto altre tremende notizie dove la debolezza della struttura della scuola elementare Neglia era data dallo scarso utilizzo del cemento. E lì ogni giorno lavorano e studiamo maestre e bambini.

    Per fare le cose bene è necessario che la tragedia si verifichi? La risposta agli amministratori e consiglieri comunali.

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