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  • Enna. Altro KO per il Comune dalla giustizia amministrativa

    Pubblicato il Gennaio 3rd, 2017 Max Nessun commento

    di Massimo Greco

    Batosta di fine anno per il Comune di Enna, recentemente condannato dal Tribunale Amministrativo di Catania al pagamento di 4 mila euro più accessori per non avere rilasciato, peraltro a seguito di un precedente giudicato, la richiesta autorizzazione in sanatoria per opere realizzate nel Ristorante Garden di Pergusa. La questione concerne la realizzazione di una vasca adibita a giochi d’acqua quale pertinenza del complesso immobiliare senza le preventive autorizzazioni previste in un’area ricadente all’interno della Riserva Naturale di Pergusa.

    La società, riusciva infatti ad acquisire in sanatoria le autorizzazioni ed i pareri di tutti gli Enti che hanno giurisdizione per la cura dei diversi interessi pubblici coinvolti (Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, Soprintendenza Beni Culturali, Genio Civile) ad eccezione del parere dell’ex Provincia regionale di Enna che, nella qualità di Ente gestore della Riserva, ne dichiarava l’incompatibilità. Seguiva quindi l’ordinanza di demolizione del Comune di Enna che veniva poi annullata dal Presidente della Regione su mirato ricorso straordinario, per avere il Comune inteso sanzionare l’abuso edilizio con un provvedimento sproporzionato rispetto alla consistenza e alla tipologia dell’intervento edilizio. Infatti la realizzazione di detta vasca – sprovvista di volumetria, superficie e carico urbanistico – doveva, semmai, essere sanzionata con l’irrogazione di una sanzione amministrativa e non certo con la demolizione.

    Ma vi è di più, pur in presenza di un pronunciamento inappellabile, il Comune ha manifestato un inopinato silenzio sull’istanza di sanatoria edilizia appositamente presentata dalla società, così costringendo la medesima Società a rivolgersi nuovamente al Giudice amministrativo per far valere le proprie ragioni. Con sentenza, depositata lo scorso ottobre 2016, il TAR di Catania, ha accolto il ricorso della ricorrente, annullando il silenzio rigetto tacitamente formatosi sull’istanza di autorizzazione in sanatoria presentata e ordinando al Comune l’emissione del richiesto provvedimento.

    Anche questa volta bisognerà chiedersi chi dovrà pagare le spese di condanna del Comune……i cittadini ennesi?

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