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  • Elio Galvagno: “La tessera del Pd non l’ho presa. Il partito continua ad essere preda del gattopardismo più deteriore”.

    Pubblicato il Marzo 12th, 2017 Max Nessun commento

    Elio Galvagno

    Fra chi ha contribuito a creare il Pd e negli anni con grande amarezza si è posto ai margini ed oggi non ha fatto la fila per richiedere la tessera c’è Elio Galvagno, ex deputato regionale e attuale sindaco di Centuripe.

    Ha sempre creduto nella ventata di rinnovamento che il Pd aveva il compito di dare alla politica italiana con la sua nascita. Uno spirito di rinnovamento che però è rimasto scritto nella carta di partito in bella mostra ma che fino ad oggi è stato confinato in un ghetto per dare spazio agli scontri, ai posizionamenti, ai conteggi di corrente. Ecco quindi che all’indomani della chiusura del tesseramento Galvagno annuncia con chiarezza ed amarezza: “Dopo avere a lungo meditato, ho deciso di non prendere la tessera del Partito democratico”. Una decisione che non è stata presa a cuor leggero e che anzi è stata comunicata, con la morte nel cuore, poche ore fà agli amici insieme ai quali ha combattuto mille battaglie: “Lo dico con grande amarezza ma con altrettanta determinazione, perché mi pare che, nonostante gli sforzi e il lavoro di tanti, nulla sia cambiato”. L’ex deputato non si limita a giustificare una presa di posizione, ma attacca, punta il dito e boccia anche chi era arrivato in provincia con l’ardore di dover cambiare tutto: “Questi quasi due anni di commissariamento, che molti di noi avevano salutato come un’occasione di ripartenza e di rilancio, sono serviti solo a cristallizzare lo stato delle cose, consolidando posizioni già acquisite e indebolendone altre”. Il riferimento chiaramente è tutto rivolto verso il commissario provinciale Ernesto Carbone che in pratica ad Enna non è mai venuto. Si è limitato a dare direttive e ad operare da Roma. Questa sua assenza a parere di Galvagno ha “lasciato un vuoto profondo di politica e di proposta” in questa “nostra martoriata provincia”. Insomma due anni che non sono serviti a dare un volto nuovo al Pd e quindi: “Scelgo di non prendere la tessera, che mi sarebbe stata probabilmente perfino negata, perché non vedo in questo partito, ancora, il coraggio che una grande forza riformatrice dovrebbe avere”. Al contrario “continuano a prevalere le conte interne, i tatticismi, il galleggiamento, che giustificano scelte altrimenti incomprensibili, degne del gattopardismo più deteriore”. Ai suoi amici che invece la tessera l’hanno presa Galvagno augura “buon lavoro e buona strada, certo che il vostro impegno si muoverà nel solco degli ideali comuni, condivisi in tante occasioni”.

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