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  • “È stolto colui che si ostina ad occupare un posto che sa di non meritare”

    Pubblicato il maggio 27th, 2009 Max 2 commenti

    di Libero

     

    2 responses to ““È stolto colui che si ostina ad occupare un posto che sa di non meritare”” Icona RSS

    • Colui che riceve qualcosa che non merita lo toglie a chi questa meritava

    • RACCOMANDATO NO GRAZIE
      Concordo con le idee espresse dai più riguardo all’ignobile e purtroppo consueta abitudine della raccomandazione o, nei casi migliori, della costrizione al servilismo, come biglietto di ingresso in vari albi professionali.

      Io vorrei allargare il discorso al lavoro professionale nel suo insieme, esponendo una riflessione che vuole essere da stimolo ad altre, sui veri danni dei sistemi intrisi di clientelarismo, nepotismo e raccomandazione in genere.

      Solitamente si punta il dito sull’aspetto più immediato e visibile: quel meccanismo perverso per cui queste forme di ingresso nel mondo professionale tolgono spazio e possibilità a persone seriamente preparate. Rendono inoltre inutili oltreché oltraggiosi, concorsi e graduatorie varie. Il tanto acclamato sistema meritocratico, che fin dai tempi della scuola ci viene propinato come bene primario e assoluto, rimane azzoppato e talvolta ucciso da questo cancro.

      I danni di queste abitudini vanno ben oltre a quelli citati sopra. A mio avviso anche il raccomandato è coscientemente o a sua insaputa, infelice. E’ vero che lui mangia e il non raccomandato no, ma tende a masticare amaro, se così possiamo dire, non solo perché deve scendere a compromessi o accettare situazioni di vassallaggio di varia natura.

      Pensiamo a quanti giovani sono costretti a intraprendere carriere professionali a loro inadatte o addirittura invise, solo perché lo zio o il padre l’hanno intrapresa a loro volta. Il figlio del dentista spesso è obbligato a studiare e poi esercitare la stessa professione solo perché il padre può lasciargli lo studio o fargli superare facilmente un esame.

      Questa forma di nepotismo toglie così un posto di lavoro ad un altro giovane che sente propria quella professione e che la svolgerebbe con passione. Abbiamo così creato un dentista infelice e con tutta probabilità non molto bravo e un disoccupato molto infelice. Quel ragazzo dentista suo malgrado magari sarebbe potuto diventare un ottimo manager.

      Ecco che con un singolo atto di nepotismo abbiamo creato un solo dentista incapace e infelice a scapito di due professionisti, uno dentista e uno manager. Moltiplichiamo il tutto per le molte migliaia di casi e ci rendiamo conto della situazione.

      Tutto questo non fa altro che abbassare il livello qualitativo generale dei professionisti nel nostro paese, costringendo a precipitare anche la qualità dei servizi offerti, con tutta un’altra serie di inconvenienti.

      La scelta della categoria dei medici dentisti per questa disamina è puramente casuale. Non me ne vogliano gli appartenenti alle altre decine di categorie professionali esistenti in Italia che non sono state citate.


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