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  • E’ nata la band VeMa Unplugged

    Pubblicato il novembre 25th, 2007 Max 12 commenti

    di Lucia Bandinu
    Una nuova band emerge nel panorama musicale ennese. Si tratta dei VeMa Unplugged. La voce calda e profonda della cantante Veronica Sardo si accompagna alla chitarra acustica del già conosciuto Massimo Greca, chitarrista degli Alchimia e del gruppo folkloristico “Da Zera”. Veronica Sardo ha incontrato il canto grazie al coro della chiesa. Da lì prende parte a delle manifestazioni canore, tra cui quella patronale di Piazza Armerina. Massimo Greca invece ha alle spalle un ampio bagaglio di esperienza. Il 1° maggio a Caltanisetta, le giornate G.A.S. e le vari esibizioni, con gli Alchimia e il gruppo folkloristico.
    Come vi siete conosciuti?
    Veronica: “Grazie ad un amico in comune. Volevamo formare un gruppo e Massimo era stato invitato come chitarrista. Da lì la nascita della nostra amicizia. Poi durante il mio compleanno per un imprevisto del batterista non si è suonato più, ma Massimo ha avuto la geniale idea di eseguire i pezzi in acustico e da lì la costituzione di una vera band”.

    Cosa è possibile ascoltare nel vostro repertorio?
    Max: “Suoniamo principalmente canzoni rock, dagli anni 70 ad oggi. Nel nostro repertorio vi sono cover di artisti come gli Extreme, Elisa, i 4 No blondes e i Cranberries”.
    Oltre le cover avete mai pensato di eseguire qualcosa di vostro?
    Max: “Si, abbiamo inciso due canzoni. Una è “Non fa per me”. Il testo è di Veronica, la musica l’ho composta io. L’altra è “La vita non è un film” e sia i testi e la musica sono miei”.
    Come vi trovate insieme?
    Max: “Veronica, oltre ad essere una bella ragazza, è professionale, in gamba e molto brava. Artisticamente lavoriamo bene insieme”.
    Veronica: “Max è un grande, ci siamo trovati sia caratterialmente che stilisticamente anche se lui è molto più legato al rock anni ’70, mentre a me piace quello più moderno”.
    Le canzoni incise, di un rock malinconico, richiamano entrambe esperienze personali. I testi e la musica sono armonici e introspettivi. La voce dolce della Sardo si congiunge perfettamente con gli assoli della chitarra acustica, con dei picchi grintosi, romantici e un po’ nostalgici.

     

    12 responses to “E’ nata la band VeMa Unplugged” Icona RSS

    • complimenti a questi ragazzi. il panorama musicale ennese (dopo anni di numerose band rockeggianti) ha bisogno di freschezza e di idee nuove

    • Auguri alla nova band. A quando il vostro primo concerto gratuito ad ENNA?

    • Sentiti dal vivo. Espressività vocale zero, pronuncia inglese da prima media, repertorio sentito e strasentito, presenza scenica da dimenticare… no, grazie.

    • Ho avuto modo di sentirli dal vivo. Espressività vocale zero, pronuncia inglese da prima media, repertorio sentito e strasentito, presenza scenica da dimenticare… no, grazie.

    • Ciao Trible H sono la diretta interessata e volevo risp in merito a i tuoi commenti.
      Per l’espressività posso darti ragione ma sai era la primissima volta che mi esibivo dopo tanto xciò gioca l’emozione, x la presenza scenica x una gruppo acustico con musica melodica cosa ti aspetti un ballo acrobatico? Per l’inglese ho sempre avuto buoni voti poi sei vuoi farmi lezioni dal momento che sembri in gamba…….?

    • 1. la presenza scenica purtroppo è importante mia cara veronica, non basta muoversi e dimenarsi (cosa che non hai fatto e di cui non ti accuso ovviamente) per farsi notare. Ci vuole quel nonsochè che ti fa tenere gli occhi addosso, chiamalo carisma o magnetismo, e vuoi o non vuoi ancora è troppo presto per averlo.

      2. Guarda, sull’inglese è una mia fissa, ho sempre odiato le pronunce approssimative della lingua inglese, e se ti hanno sempre dato buoni voti magari lo avranno fatto per lo studio ed il modo di scrivere. Per la pronuncia è importante riascoltarsi per capire come e dove si sbaglia.

      Io non voglio fare il professore, ma dietro il mio nick c’è una persona che suona e fa concerti da 16 anni. So cosa vuol dire l’emozione, so cosa vuol dire sentirsi criticati (ed essere presi LETTERALMENTE a pomodori in faccia) e so che fa male. Però aiuta, e tanto.

      Te lo dico da musicista, nessuna lezione di inglese nè tantomeno di musica, ma accettate un paio di consigli:

      1. gli arrangiamenti: un si, un la ed un re minore non bastano per accompagnare una canzone… neanche in chiesa.

      2. la sicurezza: sentirsi gli occhi addosso è difficile, ma è ancora più difficile far si che la gente non te li tolga di dosso gli occhi, e se vedono che un cantante o un chitarrista sul palco è nervoso, perdono interesse… come è successo a me purtroppo guardando voi.

      3. il repertorio: Se decidete di fare certe canzoni (vedi What’s Up) o le interpretate come vanno interpretate (cioè con grinta), oppure le fate vostre e le stravolgete, dandogli un nuovo senso. Così era semplicemente scialba e noiosa.

      4. In generale: Credeteci. Lo so che da dire è facile, ma dovete stare sul palco credendo in quello che state facendo, non avendone paura.

      …ammetto di essere stato un pò duro nel mio primo intervento e me ne scuso Veronica, ma la prima impressione fa tanto. E’ quella che ti fa andare a riascoltare nuovamente una persona, o un duo, o un gruppo, se ti ha colpito la prima volta. E’ quella che non mi farebbe venire nuovamente ad un vostro spettacolo.

      Ed invece ci verrò, perchè so che canterai meglio della volta scorsa, e non perchè te l’ho chiesto io… ma perchè lo sai anche tu che canterai meglio.

      Detto ciò, per le lezioni di inglese a me va bene, ho necessità (come tutti) di arrotondare 😛

    • Ehm, chiedo scusa per il mio obbrobrioso italiano, ma sto lavorando e non ho tempo di rileggere e controllare ciò che scrivo.

    • Beh trible devo dire che x non aver avuto tanto tempo ne hai scritto di roba cmq a parte gli skerzi apprezzo molto i tuoi consigli io amo la musica il canto ce la metterò tutta sopratutto x me stessa !

    • vedo che in questo periodo c’è poca animazione politica. Ieri sera, il solito Santoro ha data una nuova immagine di faziosità vergognosa, e si entusiasmava vedendo prendere in giro il solito Berlusconi . . . Non vedo l’ora che finiscano le elezioni e poi si vedrà come sarà ridotto questo paese da quarto mondo, visto che Warter non va più nel terzo . . . .

    • Ciao Triple H Sono Massimo l’altro interessato e volevo dirti alcune cose:

      1) Intanto Accettiamo le critiche sia in positivo che in negativo;

      2) Premetto che anch’io sono un musicista e’ suono da 15 anni non sono un professionista e neanche laureato o diplomato al conservatorio, come magari sarai tu non saprei, suono in altre band oltre a questa solo per fare musica, per divertirmi, per hobby e soprattutto per passione sfegatata e inevitabile che ho per la chitarra;
      3)Per quanto riguarda gli arrangiamenti non sono d’accordo su questo che dici in quanto anch’io suono in chiesa e quindi devi suonare i soliti quattro accordi, alternandoli con arpeggio e ritmica cosa che posso fare qui in questo duo in quando il nostro e’ un progetto acustico quindi molto soft e’ non posso muovermi o suonare come si suona o si canta nelle band e’ bisogna per forza utilizzare i “quattro accordi” hai ragione sul fatto che dobbiamo vincere l’emozione l’approccio con il pubblico e ‘ soprattutto sicuri su quello che si deve fare, perche’ per me non e’ la prima volta che suono in pubblico ma in questo caso da solo come musicista si quindi dobbiamo lavorare molto su questo e’ poi la prima volta c’e’ sempre l’emozione ed tutto il resto e penso che lo sai meglio di me;
      4) per quanto riguarda il repertorio c’e’ a chi puo’ piacere e a chi no ognuno ha i propri gusti musicali ed soprattutto ognuno e’ libero di suonare come vuole il bello della musica e’ proprio questo esprimere i propri sentimenti come si vuole sena limiti;
      5) Hai ragione sulla sicurezza e’ vero dobbiamo essere piu’ sicuri ma questo verra’ con il tempo;
      6)Dici anche sul fatto di crederci vero e’ bisogna credere sul quello che si fa ma non solo nella musica ma anche nella vita quotidiana e noi ci crediamo perche’ vero e’ al momento non siamo nessuno ma nn ci importa perche’ noi suoniamo solo per fare musica, divertirci, per hobby per passione e soprattutto per dare vita ad Enna ormai morta “un momento per suonare con le Band ci vuole la richiesta scritta al predsidente del consiglio”, poi non dobbiamo dimostrare niente a nessuno il bello della musica essere liberi e fare cio’ che si vuole senza limiti, quindi accettiamo e ti ringraziamo per i consigli e poi come dicevo le critiche sia in senso negativo che in poisitivo ti aiutano a crescere mentalmente, musicalmente ecc.. io devo andare se vuoi conttatami (se vuoi poi ti do i miei indirizzi dove puoi scrivermi o conttatarmi non qui ovviamente o magari possibilmente ci conosciamo se sei di Enna se non e’ l’occassione per conoscerci e’ scanìmbiarci qualche consiglio personalmente) ciao!

    • Scua triple H se in alcune frasi sono stato ripetitivo o alune parole non sono scritte chiaramente in italiano ma ho avuto problemi con il pc

      Grazie ancora per i consigli e poi ricordati Era la nostra prima esibizione con questo Duo. Da sottolineare il fatto che suoniamo da poco insieme e non abbialmo l’attrezzaura per la voce mixer casse ecc. ci arrangiamo come possiamo al momento in quanto non abbiamo i mezzi necessari per poterli acquistare ache se io da “musicista” sn messo discretamente per gli strumenti e l’amplificatore cmq contattami se vuoi saperne di piu’ ciao! E grazie ancora a presto !!!!!

    • Caro Massimo, sono contento che rispondiate entrambi. Sono contento di come difendiate le vostre posizioni, è segno che si è convinti di quello che si fa e va bene così.

      La questione dei quattro accordi purtroppo però non è così semplice. Vedi, il bello delle canzoni semplici è che si può si suonmarle con i 4 accordi. Ma è vero anche che è il modo di arrangiarle che le rende magiche. “hallelujah” di Jeff Buckley è un perfetto esempio di questo: 4 accordi (VERAMENTE 4 accordi), ma suonati in una maniera che ti fa venire la pelle d’oca.

      Ora, è vero che Jeff Bcukley ne nasce uno ogni 20 anni, ma l’esempio che porto dimostra come la musica ha bisogno del cuore, e di essere vissuta, non suonata e basta.

      Canto in un musical, e quello che cerco di far capire agli altri che cantano con me è che non devono limitarsi a cantare le parti, ma devono CAPIRE cosa cantano e VIVERLO. Con questo non voglio dire che bisogna strapparsi i capelli per ogni canzone triste che fate, ma sentire dentro quello che vuol dire l’autore del pezzo, e portare fuori il suo messaggio, con voce, corde e soprattutto cuore.

      Sono convinto che alla prossima esibizione andrà tutto molto meglio cari Massimo e Veronica, e fatemi sapere quando sarà, questa prossima volta, che mi fa sempre piacere vedere qualcuno che non va in giro a suonare soo per soldi.


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