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  • Due statue per i lavoratori dell’agricoltura e delle miniere

    Pubblicato il maggio 18th, 2017 Max Nessun commento

    Il Comitato promotore dei diritti dei cittadini è certo: “I capisaldi dell’economia ennese nel passato – dice il presidente Gaetano Vicari – erano l’agricoltura e le miniere di zolfo.

    Questi pilastri oggi sono stati cancellati dalla memoria. Ma è giusto ricordarli”. E il Comitato non l’ha mai dimenticato. Infatti grazie alla collaborazione del Provveditorato agli Studi e dei Dirigenti scolastici nel 2001 realizzò delle lezioni con la proiezione di diapositive in tutte e scuole con la presenza di qualche testimonianza anziana di minatori. Questi hanno raccontato la loro vita da “caruso”, il “soccorso morto”, i luoghi dove lavoravano nudi a 400 o 500 metri sottoterra ad altissima temperatura. Il perenne rischio di crollo delle gallerie e lo sprigionarsi dei gas tossici che si attaccavano agli occhi ed ai polmoni, ed i topi pronti a dare l’allarme ed evitare rischi per la salute. Inoltre il Comitato, un bozzetto preparato anni fa dal prof. Giuseppe Marzilla che rappresenta il “caruso”, dall’età di 6 o 7 anni, mentre sale dalla discenderia con la cesta (stirraturi) sulle spalle, pesava più di 25 chilogrammi, fu presentato all’allora Presidente della Provincia Elio Galvagno. Questi prese a cuore il problema di realizzare la statua e fece stanziare per l’opera le somme necessarie. Realizzata l’opera era compito del Comune la scelta della posizione dove collocare la statua. Scelta talmente difficile che passarono alcuni anni senza alcun risultato. Appena la scelta venne fatta si scoprì che la Provincia dopo tanta attesa aveva tagliato le somme. Inm seguito fortunatamente con il sostegno finanziario di un club service e con l’opera realizzata dal concittadino scultore Gesualdo Prestipino fu realizzata la statua artistica con lo stesso soggetto. Il Comitato ritiene possibile realizzare il bozzetto del prof, Giuseppe Marzilla, qualora l’amministrazione comunale lo ritenesse ancora valido. Riguardo l’altro pilastro dell’economia ennese, l’agricoltura, Vicari e i suoi ritengono che bisognerebbe predisporre un bozzetto con il contadino mentre ara la terra. “I due simboli anche con pannelli adatti da mettere insieme, bisognerebbe collocarli in un punto importante della città, perché questi possono essere ricordati. Così si potrebbe rendere omaggio alle due grandi tipologie di lavoratori che hanno assicurato sostegno a tantissime famiglie”.

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