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  • Diritto allo studio solo per pochi

    Pubblicato il ottobre 23rd, 2007 Max Nessun commento

    di Ferdinando Scillia
    Con l’inizio dell’anno scolastico, puntualmente si è riproposto il problema del caro libri. Un problema socio-culturale sottovalutato dalle componenti sociali interessate, che avrebbero dovuto evitare, già da tempo, tale fenomeno, ma che invece le famiglie italiane – quelle della gente normale – cercano di risolvere, con enorme sacrificio, per senso civico e adesione democratica ai diritti di cittadinanza, al fine di garantire il diritto allo studio ai propri figli.
    Le associazioni dei consumatori hanno reso noto che i prezzi dei libri di testo delle scuole medie hanno subito un incremento medio del 15%, mentre quelli delle scuole secondarie superiori un rincaro del 12%. Aumenti che colpiscono soprattutto le famiglie mono reddito medio-basso, le quali sono costrette, anno dopo anno, pur di garantire l’istruzione ai propri figli, a rinunciare al consumo di altri beni di prima necessità, con il conseguente abbassamento dei livelli di qualità della vita; ciò è preoccupante e particolarmente grave poiché dipende dalla spesa riguardante un diritto fondante della persona, quello all’istruzione nella scuola dell’obbligo. Un decreto del ministro Fioroni del 22 maggio scorso aveva fissato il tetto massimo di spesa nella scuola media per l’anno scolastico appena iniziato in: 280 euro per la prima classe, 108 per la seconda e 124 per la terza.


    Da un’indagine svolta dalle associazioni dei consumatori, su un campione di 55 scuole pari a 355 classi distribuite in diverse città, è emerso che le famiglie italiane hanno sostenuto una spesa nettamente superiore a quella stabilita nel decreto Fioroni (fino ad un massimo di 394 euro) a seguito dei rincari dei prezzi dei libri, arbitrari e ingiustificati, praticati dalle case editrici. Per di più, nella spesa dei testi scolastici sono stati esclusi dal conteggio i dizionari e i testi consigliati. Finalmente la denuncia delle associazioni dei consumatori ha trovato ascolto nell’Antitrust che ha dato mandato alle forze di polizia preposte di verificare e monitorare i prezzi dei libri presso le librerie. Per cercare di arginare tale fenomeno, al fine di garantire il diritto allo studio a tutti i cittadini italiani, è necessario, a mio avviso, anche il buon senso della classe docente e dei dirigenti scolastici che devono andare incontro alle famiglie cercando, nel momento della scelta dei libri scolastici per l’anno seguente, di non proporre nuove edizioni – più care – spesso rivedute nei contenuti in maniera irrilevante.
    E’ necessario, pertanto, l’intervento concreto di tutti gli addetti ai lavori, classe politica compresa, soprattutto quella governante, poiché garantire i diritti essenziali e pari dignità alle fasce più deboli è prioritario; infatti, quando l’azione di un governo si limita a garantire privilegi solo ad alcuni, allora l’azione stessa si rivela iniqua e antidemocratica. Quindi, nella fattispecie, occorrono misure urgenti atte a scongiurare la possibilità che il diritto allo studio si possa trasformare in un lusso.

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