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  • Dipietro, la mozione di sfiducia arriverebbe a contare 27 consiglieri su 30

    Pubblicato il Marzo 9th, 2017 Max Nessun commento

    Dipietro e la sua giunta a Sala d’Euno

    Sembra proprio che il dado sia stato tratto e per il sindaco Maurizio Dipietro dal prossimo 3 luglio potrebbe scattare il conto alla rovescia per l’arrivo della mozione di sfiducia a Sala d’Euno.

    Ne ha discusso, mercoledì sera, il gruppo consiliare del Pd convocato dal capogruppo Salvatore Cappa. La gran maggioranza dei consiglieri si è espressa per l’immediata sfiducia al primo cittadino. Questo vuol dire che alla scadenza dei due anni, 3 luglio 2017, la mozione di sfiducia è una possibilità concreta. Prima però i consiglieri intendono mettere in sicurezza il Comune e quindi approvare il bilancio di previsione 2017. Subito dopo dovrebbe partire la corsa alla mozione. E’ stata quindi la stragrande maggioranza ad esprimersi in questi termini solo qualche consigliere è sembrato titubante. Ma a questo punto, anche a mettere in conto qualche defezione, il problema non si porrebbe. Infatti sarebbe pronta una cospicua somma di consiglieri pronti a mandare a casa Dipietro: 2 M5S, 2 Mpa, 3 Enna rinasce, 1 Azione popolare, 2 indipendenti e 15 Pd. Somma 25. A questi, secondo gli ultimi rumors, si aggiungerebbero altri 2 voti di Sicilia Futura che rimarrebbe in giunta fino all’approvazione del bilancio e poi toglierebbe il disturbo. Riguardo quest’ultima ipotesi il consigliere Giuseppe La Porta sui social afferma che sono semplicemente fantasticheria. In ogni caso sono indiscrezioni che si stanno susseguendo e che noi le registriamo. Sta ai lettori-elettori osservando i futuri comportamenti di forze politiche e consiglieri giudicare. Lo faranno ad urne aperte, è il primo principio della democrazia alla quale tutti debbono attenersi chi sta nel gioco e chi giudica. Per tornare alla possibile mozione per essere approvata necessita del voto dei due terzi dell’aula, 20 su 30. Tutto il ragionamento politico che oggi sovraintende il Comune si va ad innescare in un accordo complessivo, di più forze, che include e supera la fase comunale proiettandosi verso le Regionali e le Nazionali. Vicino al sindaco rimarrebbero, almeno per il momento, 3 consiglieri. Un vuoto di governo democratico per il Comune che dovrebbe limitarsi a solo pochi mesi per portare gli elettori al voto in autunno in coincidenza con le elezioni regionali. Se così non fosse il voto potrebbe slittare in primavera in coincidenza con il voto nazionale. Questo è il quadro ad oggi ma è chiaro che è mutevole e già domani se ne potrebbe presentare uno assolutamente diverso.

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