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  • Di Maio come Trump

    Pubblicato il Ott 12th, 2018 Max Nessun commento

    Angiolo Alerci

    L’8 febbraio 2017 commentando l’elezione di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti, in una mia nota pubblicata su diversi giornali on line inserita alle pagg. 9 e 10 del mio terzo libro di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana, scrivevo:

    E’ stata seguita da miliardi di persone la campagna elettorale per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, che sono rimaste perplesse del risultato che ha determinato l’elezione a Presidente di Donald Trump. Perplesse non tanto per il modo usato da Trump nel corso della competizione, definito dalla maggioranza della pubblica opinione statunitense come il peggiore scontro elettorale che la storia ricordi, ma per i contenuti del suo programma che molti ritenevano la classica “americanata”,Oggi assistiamo ai pesanti commenti che la stampa ed i media di tutto il mondo stanno riservando al Presidente Trump che ha iniziato il suo mandato incominciando, con molta disinvoltura, a realizzare il programma elettorale ampiamente illustrato nel corso delle competizione elettorale: innalzare un muro al confine con il Messico, blocco degli immigranti di religione musulmana provenienti da paesi che, direttamente o indirettamente, appoggiano l’ISIS, l’annullamento dell’accodo economico- commerciale con i paesi dell’America Latina e con Cuba. Con questo suo programma ha convinto la maggioranza degli elettori che ne hanno decretato l’ elezione. Trump: un politico che mantiene gli impegni assunti nel corso di una campagna elettorale ! Non entriamo, in questa sede, nel merito delle decisioni assunte da Trump ,che non condividiamo.”

    Chi come me ha vissuto gli ultimi settant’anni della nostra vita politica non può non ricordare il progressivo allontanamento tra eletti ed elettori, a causa del mancato rispetto degli impegni sempre sonoramente assunti nel corso delle competizioni elettorali a tutti i livelli, quasi sempre non rispettati.

    Causa prima del fenomeno dell’astensionismo: dal 1946 al 1979 la percentuale dei votanti oscillava intorno al 90%, abbassandosi continuamente fino a raggiungere il 72% nell’ultima tornata elettorale.

    Oggi si assiste alle continue critiche nei confronti dell’on. Di Maio, il quale insegue, con molto impegno, l’approvazione di norme direttamente collegate al programma elettorale presentato dal Movimento Cinque Stelle.

    Anche in questa occasioni evito di entrare nel merito del programma che, in diverse parti, condivido.

    Mentre non voglio fare delle considerazioni sul modo in cui la gestione del programma concordato viene fatta dall’On.Salvini, vecchio lupo, non posso non sottolineare l’errore principale che è stato commesso.

    Il programma elettorale è un impegno da realizzarsi nel corso della legislatura, il cui costo spalmare in cinque esercizi.

    Avere messo tutta la carne sul fuoco ,in un momento particolarmente difficile, è stato un grossolano errore. Far finta di sottovalutare gli effetti negativi dell’andamento dello spread è un altro errore, perché ogni punto del suo aumento comporta un aumento degli interessi sul nostro debito pubblico, già incontrollabile.

    Speriamo nell’interesse di tutti che i toni vengano abbassati, specie da coloro i quali hanno lasciato questa pesante eredità.

    Io personalmente avrei pagato la “cambiale” firmata da Berlusconi del 2011, sapendo di non doverla pagare lui, concernente la clausola di salvaguardia per non applicare l’aumento dell’IVA. Clausola che ad oggi, il suo continuo rinnovo è costato circa 100/miliardi di euro. Decisione che avrebbe ridotto l’importo della manovra di ben 12,5 miliardi di euro.

    Gli errori, in parte, sono stati solo politicamente pagati da coloro i quali li hanno commessi: Berlusconi passato dal 40% al 7% e Renzi dal 44% al 17%,.

    Angiolo Alerci

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