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  • Depositata la sentenza del TAR sulle tariffe TIA

    Pubblicato il gennaio 8th, 2008 Max 23 commenti

    La sentenza n. 52/2008 è stata depositata il 4 gennaio. Le parti interessate potranno ora prenderne visione per comprendere le argomentazioni che hanno indotto il Tar di Catania a respingere il ricorso presentato dall’Assoutenti contro l’ATO rifiuti di Enna.

    Scaricate la sentenza

    Sentenza Assoutenti-Ato 2 parte
    Sentenza Assoutenti-Ato 3 parte
    Sentenza Assoutenti-Ato 1 parte

     

    23 responses to “Depositata la sentenza del TAR sulle tariffe TIA” Icona RSS

    • Mi piacerebbe leggerla.
      Qualcuno la pubblichi

    • Una sentenza le cui argomentazioni sono a dir poco discutibilissime, soprattutto su due dei tre motivi di ricorso: la non configurazione della TIA quale tributo e la praticabilità del modello dell’in house anche per la gestione di rifiuti in vigenza del Codice Ambientale….

    • Max, perché non la metti in rete questa sentenza?

    • Perchè non ho lo scanner!!!!

    • Facci sapere di più allora… dal sito del tar di catania non viene fuori nulla.
      Nel frattempo vi invito a leggere La Repubblica edizione di Palermo.

    • Sulla competenza in ordine alla determinazione delle tariffe, il Tar amplifica al massimo il potere normativo delle Ordinanze del Commissario per l’emergenza rifiuti in Sicilia, attribuendogli valore derogatorio rispetto alle norme sugli enti locali in materia di tasse e tariffe. Poi, fa un altro ragionamento: se con la costituzione delle società d’ambito, i Comuni perdono ogni tipo di titolarità in ordine alla gestione del servizio rifiuti, non si comprende perchè dovrebbe mantenere quella di determinare la TIA. Da qui, la legittimità della determinazione a cura dell’ATO delle tariffe.
      Sulla TIA (questa sì che è bellissima…) pur di sfuggire al motivo che invalidava la retroattività per l’anno 2006 di una TIA deliberata solo nel mese di dicembre 2006, il TAR sostiene (udite, udite) che il problema non si pone perchè la TIA non è un tributo ma un corrispettivo.
      Sull’affidamento diretto, sostanzialmente il TAR ritiene legittimo l’affidamento a Sicilia-Ambiente riscontrando i requisiti del controllo analogo e dell’attività prevalente, glissando totalmente, sulla pregiudiziale violazione della normativa del Codice dell’Ambiente che prevede espressamente l’ipotesi della gara pubblica per questo tipo di servizio. Il ricorso, in effetti non ne aveva fatto uno specifico motivo di ricorso, che sarebbe stato invece opportuno, tuttavia ne ha fatto specifica menzione, e il TAR prima di avventurarsi nell’approfondimento del controllo analogo avrebbe dovuto approfondire detta questione.

    • Comunque approfondiremo come si deve gli argomenti che, al di là, di quello che vorrà fare l’Assoutenti, meritano una risposta sul piano della dottrina.

    • Ma questo TAR mi pare contraddittorio: da una parte applica il codice ambientale dall’altra lo nega.

      La natura delle ordinanze poi è la contingibilità e l’urgenza, ed hanno sempre durata limitata: qui si parla di eternità. Inoltre, le ordinanze commissariali non possono derogare a leggi costituzionali, qual’è quella dell’approvazione dello Statuto della regione Sicilia, per il quale ha podestà in materia di ordinamento degli enti locali, cui è attribuita la titolarità delle tariffe dei servizi.

      Sara. anch’io ho provato sul sito del TAR, ma non figura ancora.
      Che cosa ne La Repubblica edizione di Palermo?

      Max. possibile che non si trova uno scanner a Enna?

    • Troveremo una soluzione per pubblicarla.

    • assoutenti: RICOERREREMO IN APPELLO PER VEDERE RIAFFERMATE LE RAGIONI DEL DIRITTO, CALPESTATO , E I DIRITTI DEI CITTADINI, MORTIFICATI

    • La Procura di Palermo indaga sulle assunzioni clientelari dell’ATO 2.
      Inoltre l’emergenza in Campania risveglia l’interesse per i termovalorizzatori in Sicilia (4 MEGAINCENERITORI!!!).
      Le dichiarazioni di Cuffaro sulla realizzazione degli impianti (di fatto non ancora avvenuta e limitata a pochissime realtà) e una raccolta differenziata che non decolla perchè nessuno ha interesse a farla funzionare…
      Vigilate e meditate gente, ci sono troppi interessi legati ai rifiuti e non dobbiamo permettere che la Sicilia diventi una Campania bis.

    • Si Sara, sono riuscito a leggere delle assunzioni clientelari dall’ATO di Palermo. Quando leggeremo quelli di ENNA? E non solo all’ATO rifiuti.
      Come sono stati assunti i figli dei figli alla Kore? e a Sicilia ambiente? e nella società Multiservizi?

      I termovalorizzatori sono cosa diversa dagli inceneritori. Non possono incenerire la spazzatura non trattata ed opportunamente differenziata. Una volta trattate e stoccate in ecoballe, queste vengono trasfomate in CDR in combustibile per i Termovalorizzatori che, a loro volta, produrranno energia.
      Questo è quello che mi pare di capire.

    • Ilaria,
      è il minimo che si può fare. Anche perchè, dal poco che si sà in attesa della sentenza pubblicata, le argomentazioni del TAR Catania appaiono deboli e financo in contrasto con le pronuncie della Suprema Corte in materia di tasse e/o tariffe.
      Ci sono a mio avviso altre elementi conducenti a profili d’incostituizionalità, ma preferisco venire in possesso della sentenza, prima d’azzardare altre ipotesi.

    • Sentenza pubblicata sul Blog come da voi richiesto.

    • Fatto Max grazie.

    • Grazie per avere pubblicato la sentenza. La leggerò con molta attenzione, anche se avrò qualche difficoltà a capirci qualcosa. La giurisprudenza è imbattibile ad ingarbugliare anche le cose più semplici ed in presenza di vuoti normativi tutto è interpretabile come si vuole o come più conviene!

      Sal,
      i termovalorizzatori sono moderni inceneritori che sfruttano l’energia della combustione e la convertono in altre forme, proprio come un impianto di produzione di energia da biomasse brucia legna e converte il calore in energia elettrica.
      Pensi che un forno, dove avvengono le combustioni, sia in grado di distinguere tra legna, rifiuti differenziati e rifiuti non differenziati?
      I 4 termovalorizzatori previsti nel piano della regione Sicilia sono sovradimensionati rispetto alle reali esigenze di smaltimento della frazione residuale dei rifiuti (ovvero di quello che resta del nostro sacchetto di spazzatura se togliamo tutti quei componenti che possono e devono, perché ce lo impongono anche direttive europee oltre che il buon senso civico, andare a riciclo).
      La loro presenza nel ciclo integrato dei rifiuti è giustificata in vista di una definitiva chiusura delle discariche che sicuramente hanno un carico inquinante maggiore, ma non dovrebbero, almeno in teoria, bruciare tutto. Ciò non esclude che possono farlo!

    • confidiamo nella giustizia! l’Assoutenti merita tutta la nostra fiducia, molto meno il TAR catania!

    • Sara, se così è allora l’altra sera, a Porta a Porta, Matteoli, Bassolino, Damiano, ecc. hanno detto delle madornali ECOBALLE.

      Sulla sentenza “lunga e lungamente ingarbugliata”, sulla regolarità dell’affidamento in ordine al cosidetto “controllo analogo” non avevo molti dubbi. Del resto era più di un anno che si stavano preparando a detta operazione, solo gli stolti e i poveri di spirito non se ne sono accorti. E, però, ci apre altre prospettive: il tar è illuminante sotto questo aspetto (controllo analogo) con la sua disamina delle modifiche statutarie apportate per l’occasione allo statuto di Sicilia Ambiente, in materia di controllo da degli enti pubblici che detengono quote autonome da quelle già possedute nella società d’ambito ATO.

      Non sono d’accordo invece sulla manifestata certezza, sic et sempliciter, che si tratti di tariffa e non di tassa sol perché lo dice il codice ambientale, che fa riferimento alle Autorità d’Ambito e non le società d’Ambito, qual’è tuttora EnnaEuno spa. E poi per la nota differenza semantico-giuridica tra tassa e tariffa.
      C’è che, se è vero che i Consigli hanno delegato i propri poteri amministrativi e fiscali (termini che meritano un’analisi approfondita a parte) ciò in forza delle ripetute ordinanze DPCM fino al 31.12.2006, dopo tale data, in Sicilia, non può risultare valido ed efficata la formulazione delle tariffe in capo all’Assemblea dei Soci, essendo la norma parte dell’ordinamento degli enti locali, di esclusiva competenza regionale (Statuto regione Sicilia approvato con legge costituzionale) non può essere modificata dal Decreto legislativo (norma gerarchicamente di rango inferiore).

    • Non ho visto il programma a cui fai riferimento, dunque non so dire se si è trattato di ECOBALLE o solo di scuse per giustificare un mancato impegno nella realizzazione della raccolta differenziata.
      Lo stesso sta avvenendo anche in Sicilia e la provincia di Enna ne è un esempio. A quattro anni dall’istituzione dell’ATO siamo ancora sulla linea di partenza e con oltre sessanta milioni di euro di debito alle spalle.
      Chissà perché non sono mai dei tecnici a discutere del problema, ma solo dei turisti dei rifiuti (così li chiama un mio carissimo amico!).

      La sentenza è veramente da fare paura. Sono d’accordo, la disamina del Tar la dice lunga… Sembra sia stata preparata ancora prima della presentazione del ricorso, anche perché fondamentalmente se lo aspettavano. Se ci pensiamo un attimo, coloro che hanno determinato tutto questo non sono certo sprovveduti, forse siamo stati noi a sottovalutarli…
      Se posso commentare in parole povere, dalla sentenza sembrerebbe proprio che i comuni abbiano delegato in tutto e per tutto la società d’ambito che a sua volta affida “in house” la gestione del servizio ad una società pubblica (…) e ne decide anche i costi.
      Risultato: un servizio che prima veniva gestito con 100, adesso può essere gestito anche con 100.000.

      Alla faccia della EFFICIENZA, EFFICACIA ed ECONOMICITA’!

      Questa, in un paese civile si chiamerebbe “truffa aggravata ai danni dello stato”, ma siamo in Italia, anzi no, in Sicilia, anzi no, a Enna…

      Confidiamo comunque nella giustizia, se non altro potremo appellarci alla Corte Europea.
      Sarebbe possibile? (Lo chiedo agli esperti naturalmente)

    • Oggi mi è capitato di assistere alla raccolta diferenziata, e ne sono rimasto allibito. Perchè mi chiederete Voi? Ed ecco il motivo: verso le ore sedici del pomeriggio mentre ero intento a leggere il giornale, ho sentito degli strani rumori sotto il mio balcone, ed incuriosito mi sono affacciato. Stavano facendo la raccolta differenziata, ma il compattatore addetto allo scopo veniva riempito contemporaneamente da cassonetti gialli e cassonetti verdi. I verdi dovrebbero contenere solo il vetro, mentre quelli gialli la carta e la plastica. Ma allora, cribbio, perchè ci fanno perdere tempo a differenziare questi rifiuti, se poi vanno a finire entrambi nello stesso compattatore? Non sarà che poi il trasporto finale è lo stessso di quello fatto la mattina? vuol dire che differenziato è solo l’orario del prelievo!!!! Chi controlla? sarei curioso di avere una spiegazione, ma da chi? La prossima volta che mi capita di vedere una cosa del genere tirerò fuori la macchina fotografica. E la foto a Striscia La Notizia.

    • Non la macchina fotografica, ma la telecamera, Nonno Libero.

    • Vi chiedo se sia legittimo richiedere un conguaglio della tia per gli anni 2004 e 2005, sulla base di una delibera dell’ato catania3 del febb. 2006, poi confermata nell’ottobre 2007!

    • Bisogna verificare un pò di cose per rispondere adeguatamente.
      Ad esempio:
      1) Chi ha approvato la tariffa per gli anni 2004 e 2005?
      2) Se risulta approvata dai consigli comunali è un conto se è approvata dalla società d’ambito è un altro conto.
      3) E’ importante sapere anche il mese, stante l’impossibilità di approvare tributi dopo il termine ultimo stabilito per l’approvazione dei bilanci di previsione.
      Rimando a questo mio articolo del Blog:
      http://liberamente-enna.it/per-il-tar-di-catania-la-tia-non-e-un-tributo.php


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