La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • D’Alema, ripartire da una nuova territorialità

    Pubblicato il maggio 26th, 2017 Max Nessun commento

    Cataldo Salerno e Massimo D’Alema

    L’ex presidente del consiglio dei Ministri Massimo D’Alema questa mattina alle 10,30 è stato ad Enna sul palco dell’auditorium dell’università Kore per una una lectio magistralis su “Crisi dei sistemi democratici e nuove forme di rappresentanza”.

    Nell’affollata platea presenti, oltre al presidente dell’ateneo ennese Cataldo Salerno che ha fatto gli onori di casa, molti consiglieri comunali e dirigenti del Pd. Quasi per dire “siamo pronti al salto della barricata”. Un’assenza ingombrante, mancava l’ex senatore Mirello Crisafulli amico personale di D’Alema che sicuramente ha disertato per non dare spago a facili strumentalizzazioni politiche in un momento che non mancano di certo. L’ evento è stato organizzato dalla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’ateneo ennese. L’ex premier, oggi leader di Articolo Uno il nuovo soggetto politico nato dalla scissione a sinistra del Pd, ha illustrato a studenti, professori e ai tanti intervenuti l’attuale scenario politico internazionale ed europeo. D’Alema lo ha dipinto magistralmente e in un modo assolutamente semplice ed efficace per essere compreso bene e da tutti. Da tempo ormai l’attività principale del leader politico è proprio questa, presenziare ad eventi e conferenze di spessore per parlare di politica internazionale. E lo fa talmente bene che oggi è conteso dalle maggiori università del mondo. E non a caso è arrivato ad Enna reduce da un recente ciclo di conferenze in Cina. Per D’Alema la globalità, internet, i social, la contemporaneità sempre più reale mettono in crisi la democrazia e gli Stati nazionali a fronte di poteri economici e finanziari che non hanno nazionalità. I grandi capitali comprano le squadre di calcio ma anche i social perchè oggi il potere si gioca sul filo della comunicazione. I dati delle diseguaglianze sono cresciute nel mondo, in Europa e in Italia come mai nel passato con otto famiglie ricchissime che detengono un patrimonio corrispondente alla metà della popolazione mondiale. Se questo è lo scenario internazionale l’uomo, visto dentro la comunità mondiale o locale che sia, ha la necessità di riaffermare i valori in politica. Per D’Alema questa è l’unica strada per ritornare a ridare risalto positivo alla cittadinanza, ai giusti bisogni di nuovo protagonismo dell’Italia per un’Europa più equa. L’ex premier ha sottolineato quindi la deriva populista che tenta di affermarsi in tutti i continenti ma che va fermata. I social e internet non possono prendere il posto dei territori e delle loro rappresentanze. Il rischio è che il grande capitale prenda in mano la vita di ogni persona senza darlo a vedere. Da sottolineare il livello alto della lectio magistralis che ha tenuto inchiodato per oltre due ore l’intero auditorium della Kore. D’Alema ha puntato dritto sull’indicazione di un nuovo umanesimo e sulla necessaria riconquista della politica e dell’uomo sulla materia e sull’immateria. Intende recuperare il termine ideologia non come falsa convinzione o orientamento, ma come nuovo valore che offra indirizzi alla politica. Su tutto comunque deve primeggiare il ridimensionamento dei grandi poteri della tecnocrazia e della finanza. I grandi capitali devono pagare le tasse sul reddito, ridistribuendo in questo modo ricchezza a favore dei popoli. Insomma, condivisione della sofferenza sociale, nuova solidarietà e visione della dignità umana. Questa è la sfida del secolo.

    Lascia un commento