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  • Da Alleanza Nazionale ad Alleanza per la Libertà

    Pubblicato il marzo 18th, 2008 Max 11 commenti

    di Massimo Greco
    Dopo la legittima protesta promossa dalla classe dirigente ennese di Alleanza Nazionale per denunciare l’accordo scellerato sottoscritto dall’agrigentino Coordinatore regionale On. Scalìa, è arrivato il momento di passare alla proposta. Il patrimonio politico e culturale di cui è dotata una forza politica come Alleanza Nazionale, non può essere disperso per un vile attentato operato da uomini senza scrupoli e senza identità. Certo la rabbia e tanta e lo sconcerto è ancora diffuso tra gli elettori della destra ennese, tuttavia non bisogna cadere nel gioco di chi ha lavorato alle spalle del “povero” Scalìa per ottenere tale risultato. Un Parlamentare regionale di Alleanza Nazionale sarebbe stato infatti una vera iattura per il sistema politico ennese incancrenito da un opulento trasversalismo tra noti dirigenti della sinistra e noti dirigenti della destra. La provincia di Enna si è fermata da almeno un decennio, non riesce più a fare un passo in avanti in nessun settore della vita economia e sociale e il decremento demografico avanza inarrestabile di anno in anno. Il sistema elettorale non aiuta certamente a voltare pagina, anzi, la mancanza delle preferenze nelle elezioni politiche si configura come un’<<entrata a gamba tesa>> nei confronti del democratico rapporto cittadino-parlamentare. Ma così stanno le cose e una società politica organizzata deve prenderne atto, non per subire supinamente gli eventi ma per contribuire a cambiarli, anche a costo di sperimentare nuove forme di lotta per ottenere il ripristino dei principi democratici. –

    Oligarchie e gruppi di potere decidono non solo chi deve essere eletto ma anche chi non deve candidarsi per evitare fastidi. Questo è quello che sta succedendo nel nostro Paese e che vede Enna il suo apice esemplificativo. Sic stantibus rebus, sono due le porte che potremo aprire. Una è quella della rassegnazione, della sconfitta, dell’ignoranza, del tanto peggio tanto meglio, della sopraffazione, dello sfruttamento, della sopravvivenza, della umiliazione. L’altra è quella della speranza, della lotta, del merito, dell’impegno, della coerenza, della democrazia, della giustizia, della legalità e della libertà. Liberi di scegliere da che parte stare, ma anche consapevoli di conoscere in partenza e senza sorprese dove portano i rispettivi corridoi. E’ un momento difficile per tutti, soprattutto per coloro che sentono su di sé la responsabilità di guidare tanta gente di buona volontà stanca ed offesa dai soliti furbetti del quartiere. Ma la storia ci insegna che i processi di cambiamento, salve alcune ipotesi imprevedibili come lo Tsunami, o rare come Tangentopoli, vanno inseguiti, perseguiti e governati dall’interno. Ecco perché ritengo necessario chiamare a raccolta tutti coloro che hanno deciso quale porta aprire, per organizzare una grande Alleanza per la Libertà, in grado di segnare la differenza tra coloro che dicono e coloro che fanno, tra coloro che appaiono e coloro che sono, tra coloro che fingono e coloro che credono, tra coloro che chiedono e coloro che danno, tra coloro che pretendono e coloro che meritano. Un grande movimento di opinione in grado di interpretare l’attuale fase politica segnando il passaggio fisiologico da Alleanza Nazionale al Partito Popolare Europeo ed in grado di avviare, a livello locale, un’azione di profilassi interna, onde prevenire a monte l’insorgere di parassiti che per errore, o per fini subdoli, hanno aperto la porta sbagliata.

     

    11 responses to “Da Alleanza Nazionale ad Alleanza per la Libertà” Icona RSS

    • Massimiliano Sgroi

      Alleanza per la libertà? Un partito nuovo o una corrente all’interno di un partito? Una svolta chiara e coerente o il perseverare in una politica a tratti diabolica che ci ha portato a tutto questo? Dopo anni di sacrifici per un partito ormai fantasma in questa provincia (fantasma perchè non rappresentato da nessun organo istituzionale) si chiede l’ennesima adesione a cosa, a quale pro? Sicuramente, in questi anni non è mancato “il coraggio delle idee”, ma è vero che non si è visto il coraggio di agire e prendere decisioni importanti, anche contro corrente per la comunità che si rappresentava. Perciò a conclusione del mio pensiero, chiedo chiarezza, coraggio e programmi per fare ciò che non si è mai fatto.

      grazie e buon lavoro

    • Tratto dal Blog di Nello Musumeci

      Oltre centocinquanta candidati in Sicilia, tra elezioni politiche e regionali. E´stato un lavoro duro, fatto di contatti, proposte, selezioni. Un lavoro che ci ha visti impegnati per settimane, da Trapani a Messina. L’esito di una battaglia elettorale, come sapete, resta in gran parte legato alla qualità dei candidati, al loro radicamento sul territorio, alla loro credibilità, alla capacità di aggregazione che ciascuno riesce ad esercitare. Alla fine, ci siamo riusciti e abbiamo varato le migliori liste possibili. Ad ognuno abbiamo offerto un posto in trincea, la più esposta certamente. E ogni candidato ha accettato con slancio ed entusiasmo di essere protagonista di questa sfida, che prima di essere elettorale é morale, é culturale, é politica.

      Attorno a noi resta aperto e attivo un affollato e squallido mercato delle coscienze: si passa da uno schieramento all’altro con disarmante disinvoltura. Molti lo fanno per spregiudicato carrierismo e bramosia di potere; altri per necessità, perché ricattati dal ras di zona in cambio di un favore ricevuto o solo promesso. E quanta pena suscita quella che era Alleanza nazionale, la gloriosa erede del Movimento sociale italiano di Almirante, ora che anche in Sicilia le querce sono diventate bonsai. Anche nell’agonizzante partito di Fini si vive un clima da ultimi giorni di Pompei: c’é il fuggi fuggi, ognuno corre alla conquista di un posto sicuro, con questo o quel partito, in questa o in quella lista. Quali valori, quali ideali, quali programmi, quale rinascita siciliana, quale orgoglio italiano. Hanno profanato e oltraggiato almeno mezzo secolo di storia italiana!

      E mentre tutto si vende e si compra, La Destra chiama a raccolta anche nell’Isola quanti ancora credono che la politica sia servizio, passione, impegno, sacrificio, voglia di lottare per una società più giusta. E lo fa con le donne e gli uomini in lista, con la candidata premier Daniela Santanché, con il candidato presidente della Regione Ruggero Razza, autentici campioni di coraggio e indiscutibili esempi di novità nel grigiore in cui si avvia questa campagna elettorale.

      http://www.gioventuennese.blogspot.com

    • C’è chi sottovaluta La Destra… Io ci credo!

    • Io a “la destra” non credo proprio se è per questo.. cmq tornando a noi..
      MAX la tua è una proposta coraggiosa, che sicuramente non si riferisce a una corrente all’interno di un partito quanto invece ad un soggetto locale in grado di dire comunque la sua senza entrare nel pdl di Berlusconi e Grimaldi. certo è che va definito meglio..

    • Tentativo vano, virtuoso o vanaglorioso di esser cooptati ?? Ai posteri l’ardua sentenza..

    • Bella iniziativa il solito colpo di reni alla Massimo Greco. Ora non ci resta che dire rialzati ALLEANZA PER LA LIBERTA’.

    • Iniziativa coerente come sempre cosi il Cortese di turno non può più scrivere nefandezze perchè sulla lealtà della dirigenza di AN non si discute, ma si potrebbe discutere parecchio di chi non passa con la sinistra ma ne è organico, anzi di più.

    • Sono confuso………
      Che fine farà la candidatura di Monaco? “L’unica credibile”
      Che si sono detti Greco e Fini?
      Quale sarà il riferimento nazionale per alleanza per la libertà?
      Non ci sono stati segnali di riconciliazione da parte del partito?
      Alleanza per la Libertà che cosa sarà di preciso? Un movimento locale o vuole diventare un partito?
      Futuro incerto…..

    • Le vicende politiche degli ultimi giorni, nella Provincia di Enna, confermano ciò che la politica rappresenta nel nostro paese: affari, interessi, personalismi e arroganza. E a proposito di arroganza, Forza Italia emerge in Primis.
      Ma a Enna, per conoscenza diretta, ci sono anche le brave persone, quelle oneste che lavorano e che si impegnano e si sono impegnate per il bene della nostra Città. E tra queste persone, molte militano o sono state vicino ad alleanza Nazionale con entusiasmo, orgoglio e gioia.
      Il quadro politico generale è veramente scoraggiante: il non potere scegliere le persone ma accettare supinamente solo quelle imposte dall’ “alto”; gente già condannata e riproposta per l’ennesima volta; i soliti anziani e furboni candidati alla Camera ed al Senato; tutti e solo i forzisti, Ugo in pectore, per il PDL nella Provincia di Enna ecc. ecc.
      Al momento sono tentato per il non voto, l’idea di un ulteriore partito “Alleanza per la Libertà” nonostante le ragioni siano più che nobili, non mi trova d’accordo. Sono già troppe le forze politiche che si propongono. Mi accarezza l’idea di contribuire al progetto di Beppe Grillo o eventualmente aiutare gli amici Musumeci e Storace.
      Magari, ma sono obiettivamente scettico, ci fosse un momento d’umiltà da parte degli amici forzisti nel condividere, ovviamente per iscritto, la rappresentanza di un uomo di A.N. per la Presidenza della Provincia di Enna per rimediare alle furberie di questi ultimi giorni (in tal caso ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta poiché sono molte le persone di A.N. che con il fare serio, con la politica così come la intendiamo NOI potrebbero rappresentare al meglio la Nostra Provincia) !!!
      ed allora e solo allora si potrebbe riprendere il percorso, anche ad Enna, tracciato da Fini e Berlusconi con il PDL.
      Saluti e buona Pasqua a tutti !

    • Il lavoro di un noto politologo descrive i rimedi alle crisi delle organizzazioni, in questo caso del partito politico, ricorrendo a tre meccanismi chiave: la defezione (exit), la protesta (voice) e la lealtà. Con la prima, “l’opzione-uscita, i militanti, gli iscritti e i simpatizzanti, lasciano l’istituzione al suo destino e vanno alla ricerca di un “sostituto “più soddisfacente”. Se la prima opzione non è percorribile o risulta troppo costosa, si sceglie la seconda, la quale comporta che i partecipanti all’organizzazione facciano sentire la loro voce, protestino più o meno pubblicamente. Le due opzioni sono in qualche modo collegate, in quanto entrambe rappresentano efficaci meccanismi di feedback. Ma c’è un terzo meccanismo interno che può conferire maggiore spazio alla protesta: è la lealtà. La lealtà cerca di trasformare i legami deboli in legami più forti, se non addirittura rigidi. La lealtà necessità però di aderenti sensibili principalmente ad incentivi di identità, a risorse simboliche e di appartenenza, piuttosto che a risorse materiali e ad allettamenti utilitaristici, come sembrano invece chiaramente indicare gli ultimi eventi.
      Da ciò, la necessità, per i partiti politici, di ricorrere acriteri molto selettivi di lealtà per il reclutamento degli aderenti.

    • Il lavoro di un noto politologo descrive i rimedi alle crisi delle organizzazioni, in questo caso del partito, ricorrendo a tre meccanismi chiave: la defezione (exit), la protesta (voice) e la lealtà. Con la prima, “l’opzione-uscita”, i militanti, gli iscritti e i simpatizzanti, lasciano l’istituzione al suo destino e vanno alla ricerca di un sostituto “più soddisfacente”. Se la prima opzione non è percorribile o risulta troppo costosa, si sceglie la seconda la quale comporta che i partecipanti all’organizzazione facciano sentire la loro voce, protestino più o meno pubblicamente. Le due opzioni sono in qualche modo collegate, in quanto entrambe rappresentano efficaci meccanismi di feedback. Ma c’è un terzo meccanismo interno che può conferire maggiore spazio alla protesta: è la lealtà. La lealtà cerca di trasformare i legami deboli in legami più forti, se non addirittura rigidi. La lealtà necessità però di aderenti sensibili principalmente ad incentivi di identità, a risorse simboliche e di appartenenza, piuttosto che a risorse materiali e ad allettamenti utilitaristici, come sembrano invece chiaramente indicare gli ultimi eventi.
      Da ciò la necessità, per i partiti politici, di ricorrere a criteri molto selettivi di lealtà per il reclutamento degli aderenti.


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