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  • Crisi dell’informazione. Libertà di stampa nel territorio ennese

    Pubblicato il Novembre 27th, 2011 Max 1 commento
    di Libero

    A distanza di 15 giorni dalla riunione del consiglio regionale del sindacato unitario, il  consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha scelto Enna per incontrare gli iscritti all’albo della provincia. Venerdi 18 novembre scorso, gi iscritti alla sezione provinciale dell’Assostampa e all’albo hanno incontrato i vertici del giornalismo siciliano delll’Ordine e del sindacato per accendere i riflettori sui problemi storici e sulle emergenze attuali. In apertura il segretario provinciale Ivan Scinardo, ha rivolto il pensiero non agli innumerevoli attestati di solidarietà nei confronti dei giornalisti che continuano ad essere vessati da una magistratura sicuramente  non amica, ma ai tanti giovani colleghi della provinc ia in attesa di una occupazione stabile, offesi nella loro dignità a cominciare dai miseri pagamenti. “Quando abbiamo pensato al tema da dare a questo incontro, peraltro organizzato in pochissimi giorni, volevamo dare una connotazione locale, ha dichiarato Scinardo,  ma poi ci siamo subito accorti che parliamo ormai un linguaggio  comune in tutte le province della Sicilia. Ecco perché crisi dell’informazione, ecco perché libertà di stampa e pluralismo. “Da quando rivesto questa carica, ha detto il segretario provinciale, non è passato giorno in cui mi sono chiesto: ma cosa può fare il sindacato per dare risposte concrete in termini occupazionali attuali e future ai tanti giovani che intendono intraprendere la strada del giornalismo? Perché credere nel sindacato quando certa magistratura  non riconosce il contratto di lavoro giornalistico, quando le forze dell’ordine ci mettono sotto inchiesta riferendosi a una legge che il prossimo anno fa 50 anni, obbligandoci a rivelare le fonti di informazioni riservate. Quando la politica non obbliga gli enti pubblici a istituire gli uffici stampa, inserendo posti in pianta organica che potrebbero dare occupazione? Argomenti questi che vengono affrontati mensilmente durante le riunioni di giunta regionale, alle quali la segreteria provinciale di Enna non è mai mancata. La relazione è stata incentrata sui problemi dei tanti collaboratori dei quotidiani: la Sicilia e Giornale di Sicilia. Credo sia davvero finito il tempo  del romanticismo, nel vedere il proprio nome in grassetto al termine di un articolo se si pensa che si opera quasi sempre senza tutela, esposti a possibili querele magari per una formazione fai da te che porta quasi sempre a non conoscere il codice deontologico o più semplicemente le regole  della professione, ha detto Scinardo. Prestiamo dunque il fianco a chi ogni giorno lavora per delegittimarci, che ci vede sempre più divisi, cani sciolti, per raccogliere solo briciole, in un mercato del lavoro sempre più saturo. Io e ce l’ho con chi vuole demolire la nostra professione,  ogni genere di potere, quello economico, quello politico, e ogni altra forma, anche quelle più striscianti e subdole, come il potere della criminalità con la quale i giornalisti in provincia di Enna sono chiamati a confrontarsi spesso e, a volte, a pagare tributi altissimi in termini di qualità della vita e di dignità della professione. Ma invocare le regole, indubbiamente, è il ruolo che deve avere un sindacato che affonda le proprie radici nella storia di una professione che vuole proiettarsi nel futuro. Un sindacato esiste per fare rispettare le regole. Al proprio interno e all’esterno, perché tutti possano riconoscersi nella sua azione e tutti possano sentirsi garantiti dalla sua azione. Oggi il sindacato, punta sempre più a tutelare chi un posto di lavoro vuole conquistarlo e chi un posto di lavoro se l’è dovuto inventare, sommando piccole e malpagate collaborazioni che impongono sacrifici immani di impegno e di fatica per arrivare a fine mese a mettere insieme qualcosa che potrebbe assomigliare a uno stipendio, ma non lo è. Certo abbiamo ancora delle questioni aperte. Ecco in sintesi i punti della relazione del segretario provinciale dell’Associazione siciliana della stampa:

     
     ASP: azienda sanitaria provinciale. Nessuna notizia del bando per assumere a tempo determinato un addetto stampa, senza ovviamente l’applicazione del contratto di lavoro giornalistico ma di un semplice contratto a progetto. Il 29 marzo 2011 abbiamo scritto al direttore generale Nicola Baldari e abbiamo rilevato tutta una serie di irregolarità e chiesto per iscritto di sospendere in autotutela l’avviso pubblicato per pochi giorni sul sito dell’azienda, minacciando di procedere nelle forme di legge ricorrendo alla magistratura ordinaria, amministrativa e contabile. Il concorso è a binario morto, ma vorremmo tanto che fosse immediatamente ripreso con l’applicazione del contratto giornalistico.
     
    Comune di Enna: all’incontro è intervenuto il sindaco, Paolo Garofalo, al quale il consigliere regionale del sindacato Josè Trovato e il vice segretario Riccardo Caccamo hanno chiesto perché un comune capoluogo non continua a  prevedere in pianta organica il posto di addetto stampa. Eravamo vicini  un paio d’anni fa, quando il precedente sindaco aveva fatto trasformare il posto di direttore della banda musicale ormai in pensione in addetto stampa, ma poi il nuovo sindaco, anziché stabilizzare la collega giornalista professionista Pierelisa Rizzo, che aveva precedentemente svolto attività di ufficio stampa per numerosi anni con rinnovi contrattuali altalenanti, è stata sostitu ita da un collega, Gianfranco Gravina,  scelto direttamente dal sindaco, con un incarico di collaborazione esterna. Il sindaco comunque ha preso l’impegno davanti al presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Vittorio Corradino e ai membri del consiglio regionale di prevedere in pianta organica il posto di addetto stampa, non appena le condizioni economiche del comune lo permetteranno.
    En tv: L’unico elemento di grande novità e per noi del sindacato è un grandissimo successo è la sentenza del giudice del lavoro che ha reintegrato il direttore responsabile, il consigliere regionale del sindacato Josè Trovato, obbligando l’azienda a risarcirlo. Intanto alcuni colleghi disprezzando ogni forma di pseudo solidarietà verso coloro che erano stati licenziati ingiustamente, oggi  vivono l’ebbrezza di scorazzare con il microfono in mano rappresentando l’emittente con la quale il sindacato ha aperto un lungo contenzioso. Delle web tv che si spacciano per emittenti, senza alcuna frequenza ministeriale ci sarebbe tanto da discutere l’unico dispiacere è che alcune amministrazioni erogano anche soldi pubblici considerandole come mezzi di informazione televisiva, in realtà sono soltanto web tv.
    Consulta Free lance: La collega Mariangela Vacanti segue con grande professionalità i successi della consulta. La Carta di Firenze è legge. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha approvato la carta deontologica scritta a Firenze dai colleghi free lance, collaboratori e precari di tutta Italia. La carta è uno strumento deontologico innovativo per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione tra giornalisti e cooperazione con editori per cementare ancora la fiducia tra stampa e lettori. Normerà condotte e comportamenti che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione. Dopo l’approvazione in consiglio il documento sarà diffuso tra gli ordini regionali per entrare in vigore dall’1 gennaio prossimo. Un passo importante che rappresenta uno dei cardini dell’azione a tutela dei colleghi in difficoltà. Un dovere morale da parte di chi per troppi anni è stato a guardare e ha accettato senza muovere un dito lo sfruttamento indiscriminato ai danni di colleghi.
    Uffici stampa: approfondimento sulla decisione del consiglio regionale di avviare azioni di tutela degli interessi dei giornalisti a partire dal ripristino dei contratti di lavoro, con azioni di rivalsa nei confronti dei burocrati che per dolo o colpa hanno disatteso le norme di legge. Richiesta di commissariamento enti inadempienti. Continuiamo a scontrarci con una classe politica apatica a volte ostile. Attendiamo ancora la circolare dell’assessore regionale al personale Caterina Chinnici. Per un burocrate della pubblica amministrazione è quasi impossibile ammettere che ci possa es sere un professionista, all’interno dell’ente pagato con un altro contratto di lavoro e questo si è tradotto molte volte in una serie di ostacoli gettati volutamente sul cammino della piena applicazione della legge 150. La vicenda delle colleghe dell’ufficio stampa della provincia di Enna, Accurso e Inveninato rimane sempre attuale, ma per l’assessore provinciale Turi Zinna, intervenuto al dibattito la situazione, rispetto al passato, è un pò più ottimistica. Sulla questione  è intervenuto anche il segretario regionale del sindacato Alberto Cicero.
     
    In conclusione il segretario provinciale si è rivolto agli iscritti  all’albo, che si vantano di un tesserino, magari per entrare  quando è consentito allo stadio, al cinema, o accreditandosi ufficialmente ad ogni sorta di conferenza stampa. L’ultimo elenco fa registrare 123 pubblicisti e 12 professionisti per la sola provincia di Enna.
     
    Attualmente il sindacato ha una ventina di iscritti in gran parte tutti operativi, quelli cioè che ogni giorno scrivono ed esercitano quasi a tempo pieno la professione. E gli altri? Che fanno, dove scrivono. Si sa che l’ordine ha fatto molte cancellazioni, grazie alla revisione che noi più volte abbiamo invocato. Ma rimane un numero di iscritti enorme. L’associazione della stampa si rivolge a tutti questi “colleghi invisibili” quelli, cioè, che non risultano da nessuna parte, all’Ufficio del Lavoro, all’Inpgi, alla Casagit, ma risultano, eccome dalle firme di tanti comunicati e di tanti articoli dei giornali. I “colleghi invisibili” lavorano molto spesso in un luogo che non era mai stato deputato al lavoro, casa propria, e il loro co mpagno di lavoro non è mai un collega con cui condividere sensazioni ed eventualmente anche battaglie, ma è il computer. Con il computer si “confrontano”, con il computer scrivono e mandano pezzi, comunicati e tutto il resto. Non hanno dimensione lavorativa tradizionale a causa anche della mancanza di redazioni. Si sentono soli e abbandonati al loro destino. Consentire loro di sentirsi parte di questa categoria è un compito arduo ma ineludibile per noi. Siamo quindi pronti ad accoglierli con lo stile che ci contraddistingue, senza alcuna forzatura ma con una adesione spontanea. Ecco perché chiediamo da gennaio 2012 che la sezione provinciale possa crescere per numero di iscritti per avere maggiore rappresentanza e per condurre insieme dall’interno e non come fa qualcuno strumentalmente da fuori il sindacato, le battaglie a difesa della categoria e della professione.
     
     

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