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  • Controlli o accanimento sugli allevatori?

    Pubblicato il ottobre 5th, 2008 Max Nessun commento

    di Libero
    Santo Virga, dirigente provinciale di AN/PDL, raccoglie le proteste di alcuni allevatori della provincia di Enna e punta il dito sulla direzione del servizio veterinario, che ancora oggi gestisce in modo burocraticamente arcaico il servizio agli allevatori. Di fatto un imprenditore che ha bisogno di un certificato veterinario è costretto a seguire una trafila assurda e mortificante:  l’ utente si reca allo sportello dove riceve un modello di domanda e un bollettino di conto corrente postale con importi che variano dagli 8 ai 70 euro, tali modelli vanno compilati, l’ utente deve recarsi all’ ufficio postale, fare una fila che ha volte supera l’ora per pagare il bollettino, se in mattinata riesce a pagare si deve recare al protocollo generale della asl (che oggi si trova nel palazzo adiacente ma fino a pochi giorni fà era in un’altro edificio) per consegnare il modello, qui non viene rilasciata nessuna ricevuta o numero di protocollo ma solo l’invito a ritirare il certificato, forse, dopo un paio di giorni. Nei successivi 2,3 giorni l’utente, che tra l’altro ha pagato una bella cifra, è costretto a lasciare ancora la propria attività per recarsi all’ufficio veterinario a chiedere notizie del suo certificato perché se la domanda protocollata non arriva sul tavolo del medico incaricato il documento non può essere consegnato. Altra protesta e polemica viene dagli allevatori di ovini –


    e riguarda le procedure di vaccinazione contro la brucellosi, decine di aziende sono costrette a vaccinare e poi abbattere gli ovini che risultano positivi a causa dello stesso vaccino con evidenti danni economici e conseguenze a volte anche irreversibili. Tutto questo evidentemente non solo  vanifica gli sforzi, la professionalità e la buona volontà dei medici addetti e degli allevatori, ma soprattutto non agevola la sopravvivenza delle aziende che già si trovano per la congiuntura economica in condizioni drammatiche. Aziende che, con parsimonia e intelligenza, andrebbero agevolate anche per quello che rappresentano nella nostra provincia. Oggi non si può  più consentire a nessuno una gestione che va anche contro i canoni di convivenza civile e le leggi sulla sburocratizzazione degli uffici pubblici, soprattutto in una provincia come la nostra che, al contrario, ha bisogno di un grande impegno da parte di tutti.
    Di burocrazia oppressiva si è parlato anche alla presentazione del patto per lo sviluppo ideato dal presidente Monaco al quale rivolgo  un’ appello affinché, per quanto di sua competenza e attraverso organi competenti, nel futuro le direzioni degli  uffici pubblici vengano assegnate per meriti e capacità e non per appartenenza politica, ma soprattutto che tali nomine vengano fatte a persone nate e residenti nel territorio della provincia di Enna, che sappiano lavorare con passione e spirito di servizio per i concittadini.
    Altro appunto va fatto alle organizzazioni di categoria che oggi sono ridotti a semplici compilatori di modelli, dai quali gli allevatori devono pretendere azioni concrete a favore dello sviluppo, denunciando ogni forma di eccessiva burocrazia.

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