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  • Consulenza letale: Aldo Semarari e la mafia

    Pubblicato il Marzo 5th, 2017 Max Nessun commento

    Beatrice Pecora, criminologa

    Aldo Semerari, è stato un criminologo, psichiatra e politico italiano. Figura molto ambigua degli anni di piombo, i suoi propositi ideologico-criminali furono la causa del suo assassinio avvenuto l’uno aprile 1982.

    Il corpo di Semerari fu ritrovato decapitato all’interno della sua auto a Ottaviano. Il professore nero, come era soprannominato dalla stampa del tempo, propugnatore di teorie antisemite, dichiaratamente pagano e adoratore del Sole venne arrestato per associazione sovversiva e per un presunto coinvolgimento nella strage della stazione di Bologna. Divenne un collaboratore del Sismi, il servizio segreto d’informazione militare e successivamente si iscrisse alla Loggia P2. Gli anni che vanno dall’80 al ’90 furono i più duri per la storia italiana, tra i maxi processi alla mafia e il boicottaggio politico, nel Belpaese non si respirava un aria di legalità. Semerari fa perizie compiacenti per la Banda della Magliana, camorristi, terroristi di quell’epoca, scrive trattati di criminologia, è un luminare, tanto che molti dei malavitosi lo ricercano per delle consulenze, false, che dichiarino l’incapacità mentale così da essere scarcerati. Un’errata mossa in ambito forense gli costò la vita. Il 26 marzo del 1982, Aldo Semerari scomparve misteriosamente dall’hotel Royal di Napoli, ove soggiornava da qualche tempo. Tre giorni dopo arrivarono due telefonate alla redazione del quotidiano «Il Mattino», che ne rivendicavano il sequestro. Il primo aprile 1982, in viale Elena, a Ottaviano, un passante notò uno strano liquido rossastro fuoriuscire dalla portiera di una Fiat 128, parcheggiata di fronte all’abitazione del camorrista Vincenzo Casillo, «braccio destro» del boss Raffaele Cutolo. I Carabinieri che intervennero sul posto, notarono sul sedile anteriore, lato guida, una busta di plastica insanguinata contenente la testa mozzata del criminologo, tagliata con una sega, mentre invece il suo corpo fu rinvenuto nel bagagliaio posteriore dell’auto. Il responsabile dell’assassinio è Umberto Ammaturo, boss della camorra, gran trafficante di droga sull’asse Napoli-Sud America, segnalato fra i trenta criminali più pericolosi d’Italia. Il movente è rintracciabile in una delle perizie pschiatriche che prestò sia ad Ammaturo che al suo nemico, Raffaele Cutolo. All’inizio la morte di Semerari sembrava il classico omicidio di stampo mafioso, simile a quello del Prof. Giaccone a Palermo, l’unica particolarità che quest’ultimo fu la vera vittima; Semerari una pedina che ha servito la criminalità organizzata.

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