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  • La sfida dell’Università Kore per salvare le aree interne della Sicilia

    Pubblicato il Settembre 19th, 2013 Max Nessun commento

    https://www.youtube.com/watch?v=QZuyeBxnV6Y

    da ViviEnna.it 

    La Commissione di capi gruppo del Comune di Enna ha determinato di convocare per lunedì prossimo una seduta di Consiglio Comunale per affrontare lo spinoso argomento della programmata soppressione della Provincia reg.le di Enna. Per l’occasione sono stati invitati a partecipare oltre alle organizzazioni sindacali e di categoria, l’Assessore Reg.le alle Autonomie locali, i tre Deputati all’ARS, il Deputato al Parlamento, il Commissario Straordinario della Provincia di Enna, il Presidente dell’UniKore di Enna e il componente del gruppo di lavoro regionale sul riordino dell’ente intermedio.

    Al Dott. Massimo Greco, invitato ai lavori consiliari, chiediamo alcune anticipazioni.

    Pare che la Commissione dei capi-gruppo, nel convocare il Consiglio comunale per lunedì prossimo, abbia recepito la sua strategia di difesa delle aree interne attraverso l’apertura di un negoziato con la città di Caltanissetta e con i Comuni dei Nebrodi. Possiamo parlare di un progetto “Greco”?

    Assolutamente no. Non è affatto mia l’idea di promuovere un dialogo con tutti i territori dell’entroterra siciliano. Periodicamente in tanti hanno caldeggiato questo progetto, basti pensare alla legge regionale n. 26/88 approvata dall’ARS proprio per favorire lo sviluppo delle aree interne o alla strada dei due mari (oggi conosciuta come Nord-Sud) individuata dall’On. Mazzaglia quale grande infrastruttura attorno alla quale aggregare i territori interni. Il problema è che in tanti ne hanno parlato ma nessuno ha mai promosso politiche attuative di questo disegno. Oggi siamo costretti a riprendere il ragionamento perché siamo con l’acqua alla gola.

    Però è sua l’idea di un coinvolgimento diretto dell’Università Kore attraverso l’istituita cabina di regia.

    Sì, questo è l’unico elemento di novità che mi sono permesso di suggerire ai vari interlocutori istituzionali e non. E ne sono sempre più convinto perché né la sopprimenda Provincia reg.le né il Comune capoluogo sono nelle condizioni di recitare un ruolo come quello richiesto per finalizzare le azioni di questo progetto. La Provincia reg.le di Enna perché oltre ad essere priva degli organi di governo elettivi è attualmente sottoposta dalla Regione alle cure palliative, il Comune di Enna perché risente delle ataviche gelosie campanilistiche che difficilmente verrebbero accantonate in questo delicato momento della vista istituzionale. Le questioni degli ospedali, dei modelli gestionali per la gestione integrata dei rifiuti e del tribunale di Nicosia sono evidenti indicatori sintomatici.

    L’Università cosa potrebbe fare?

    Intanto, l’Università ha una natura giuridica che le permette di diversificare la propria offerta, perseguendo finalità pubbliche che, superando i confini della formazione universitaria, si proiettano verso la promozione sociale ed economica del territorio. Inoltre, l’organizzazione dell’Università, per strutturazione del corpo docenti, degli allievi e per sensibilità connaturate nella medesima Istituzione è vocata al superamento dei confini amministrativi e territoriali. Infine, e non è un elemento affatto secondario, l’assenza di una governance politica di tipo tradizionale la rende immune da strumentalizzazioni che troverebbero terreno fertile in altre tipologie di Istituzioni (enti locali,, ecc..).

     

     

     

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