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  • Confartigianato: “Salerno si svegli dal lungo letargo”

    Pubblicato il gennaio 5th, 2008 Max Nessun commento

    di Confartigianato
    In questi giorni il Presidente della Provincia Cataldo Salerno, “ è stato svegliato dal lungo letargo” e pensando che fosse già ora di primarie , ed in assenza di argomentazioni serie cerca di arrampicarsi sugli specchi, cercando di enfatizzare ogni notizia , che per caso gli viene passata.
    Quattro anni fa, al suo insediamento, il Presidente della Provincia, su richiesta delle associazioni dell’artigianato, aveva avviato un tavolo tematico per le problematiche del comparto.
    Dopo le prime due riunioni il tavolo non si è più insediato.
    Non è stato previsto alcunché in bilancio per iniziative per gli artigiani in quattro anni .
    Non ci risulta essere stata fatta alcuna politica di sviluppo, alcun progetto per il comparto.
    E la sofferenza degli artigiani è sotto gli occhi di tutti e non basta un articolo a capovolgere tale situazione.
    Non vengono effettuati più pubblici appalti , cui prima partecipavano le imprese artigiane , per servizi appaltati, dal Consorzio Ennese Universitario, perché si fanno affidamenti diretti alle società miste.
    Ma il Presidente, non ha atteso un attimo per commentare l’articolo apparso su “La Sicilia” del 3/1/08 “nuove imprese, anno boom”, dichiarando che “si tratta di un dato straordinario e storico”, ritenendo tali dati frutto della sua politica di sviluppo. Ci chiediamo : quale?
    Quali settori sono cresciuti : i dati riportati nell’articolo riguardano l’ambito nazionale; ma sarebbe opportuno capire se è cresciuto il settore costruzioni, il commercio, l’artigianato o l’ agricoltura; se sono imprese individuali; quante imprese si sono cancellate.
    Non stiamo a commentare il dato per il quale sicuramente va fatta un’analisi piu’ attenta e dettagliata, in quanto un dato così storico e straordinario si sarebbe dovuto sposare con altri dati ad esso connesso e cioè: aumento del reddito pro-capite, aumento del fatturato delle imprese e dei profitti, aumento degli occupati, aumento delle partire IVA, aumento delle posizioni INPS e INAIL e così via.
    Al Presidente “entusiasta” vorremmo ricordare alcuni dati apparsi su “Il Sole 24 ore” del 17/12/2007 che la dicono lunga su questo dato straordinario.
    La Provincia di Enna è al 98° posto per il tenore di vita, al 101° posto per la ricchezza prodotta, al 102° posto per i risparmi allo sportello, al 93° posto per i consumi delle famiglie.
    Il dato che nettamente contrasta con quello che ha reso entusiasta il nostro Presidente riguarda lo spirito

    di iniziativa dove occupiamo l’ultimo posto (103°).
    Questo dato la dice lunga sulla sfiducia verso una classe dirigente che fa di tutto per scoraggiare le imprese; le poche che vogliono investire non hanno aree disponibili artigiane.
    Mentre il dato dei disoccupati ci fa attestare al penultimo posto e le imprese pagano tassi di interesse sui prestiti pari all’8,46% occupando la posizione n. 98 su 103.
    Oggi noi paghiamo il prezzo di uno sviluppo economico distorto, basato su progetti mega-galattici che hanno sconvolto in senso negativo il già precario tessuto economico ed imprenditoriale della nostra Provincia, realizzando progetti industriali falliti sul nascere, che hanno fatto fallire gli imprenditori e che sono serviti a rimpinguare le tasche di tecnici e progettisti.
    I Patti Territoriali (180 miliardi di lire di investimenti pubblici), le decine di progetti di legge 488 (centinaia di miliardi di investimenti pubblici che dovevano essere accompagnati agli investimenti dei privati), i numerosi interventi comunitari realizzati in occasione della pubblicazione dei bandi, non hanno sortito effetti positivi nel nostro territorio, se non a livello paesaggistico e urbanistico. Infatti, basta fare un giro alla zona industriale del Dittaino per accorgersi che sono stati costruiti parecchi capannoni, i quali oggi sono abbandonati o ospitano aziende chiuse e fallite o in corso di fallimento.
    Il dato saliente è la percentuale dei disoccupati che è in crescita e tale dato è ancora piu’ grave se si accompagna alle centinaia di persone che in questi ultimi anni si sono trasferite in regioni del nord, impoverendo ancor di più il nostro territorio.
    E’ ora, invece, che il Presidente, assieme alla “casta” che rappresenta, recitino un “mea culpa” sullo sfascio che hanno prodotto.
    Il ns. territorio non ha bisogno di progetti faraonici , perché non abbiamo grandi gruppi industriali, perché non abbiamo le infrastrutture di base ed i servizi per attrarre gli investimenti da altri territori. Vedi il “pacco” tematico di Regalbuto, quando la posa della seconda pietra? Forse per l’apertura della campagna elettorale per le provinciali? La scala mobile quando mancano le aree artigiane e commerciali, l’idroscalo.
    Abbiamo e conserviamo intatta la dignità di un popolo laborioso, che mantiene intatte le proprie tradizioni, che può e deve crescere in termini di sviluppo economico, partendo dalle proprie tradizioni e da quello che madre natura gli ha dato : territorio , storia , cultura e beni archeologici, ricominciando dalle nostre vocazioni:
    agricoltura, turismo e artigianato.

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