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  • Con la convalida delle delibere di approvazione della TARSU per gli anni 2009 e 2010 il Comune ha sanato uno solo dei vizi di legittimità contestati

    Pubblicato il maggio 17th, 2011 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Il Consiglio Comunale di Enna, come da noi suggerito attraverso queste pagine nell’articolo linkato, http://liberamente-enna.it/il-consiglio-comunale-di-enna-vuole-sanare-la-tarsu.php e in disparte ogni doverosa considerazione di carattere politico attesa l’esosità dell’imposizione tributaria, ha fatto bene a convalidare le delibere con le quali la giunta comunale aveva inteso approvare l’ammontare della TARSU per gli anni 2009 e 2010, così sanando il vizio di competenza relativa di cui erano affette le citate delibere (come del resto già acclarato dal Giudice Tributario). In tale contesto, verosimilmente, cadranno quindi tutti i ricorsi (cioè la quasi totalità) presentati dai contribuenti in Commissione Tributaria Provinciale che fondano le loro lagnanze sul difetto di competenza dell’organo deliberante. Rimangono invece in attesa di essere sindacati dalla citata Commissione Tributaria gli altri motivi di censura contenuti in alcuni ricorsi opportunamente più articolati di cui si evidenziano solo le rubriche: 

    1.    VIOLAZIONE DELL’ART. 5 DELLA LEGGE N. 241/90 E DELL’ART. 7 DELLO STATUTO DEL CONTRUBUENTE – VIOLAZIONE ART. 74 D.lgs n. 507/93.

    L’avviso di pagamento in questione pur contenendo il nominativo del Funzionario Responsabile risulta sprovvisto della necessaria sottoscrizione, in violazione dell’art. 74, comma 1, del D.lgs n. 507/93.

    2. ECCESSO DI POTERE PER CONTRARIETA’ CON PRECEDENTI DETERMINAZIONI – CARENZA DI POTERE – VIOLAZIONE ART. 1, COMMA 184, L N. 296/2004 – DISAPPLICAZIONE EX ART. 5 LEGGE N. 2248/1865, ALL. E.

    Il regime di prelievo da applicare ai contribuenti non può essere frutto di un “sorteggio” e considerato che il piano tariffario relativo alla TARSU per l’anno 2009 è stato approvato dalla Giunta municipale con delibera n. 126 del 25/05/2010, in presenza di un contesto amministrativo manifestamente contraddittorio e, soprattutto, in violazione della normativa che obbligava il mantenimento del regime di prelievo vigente (cioè la TIA), il medesimo atto di formazione secondaria è meritevole di essere disapplicato.

    3. VIOLAZIONE ART. 52 L. N. 446/1997 – VIOLAZIONE ART. 3, COMMA 1, L. N. 212/2000 –  VIOLAZIONE ART. 3, COMMA 1, L. N. 296/2006 – VIOLAZIONE ART. 53, COMMA 16, L. N. 388/2000 – VIOLAZIONE ART. 53, COMMA 8, L. N. 388/2000 – ERRATA APPLICAZIONE ART. 69, COMMA 3, D.LGS N. 507/93 – DISAPPLICAZIONE EX ART. 5 LEGGE N. 2248/1865, ALL. E.

    L’imposizione tributaria della TARSU relativa all’anno 2009 è altresì illegittima poiché l’atto presupposto su cui si fonda la pretesa erariale risulta adottato dalla Giunta comunale in data 25/05/2010 e quindi utile, semmai, per l’anno d’imposta 2010 o per l’anno 2011 e non certo per l’anno 2009. In tale contesto la delibera di convalida approvata ieri dal Consiglio comunale eredita il medesimo vizio di illegittimità di cui era affetta la delibera adottata dalla giunta. L’istituto della convalida, infatti, è utile a sanare il vizio di competenza e non anche la violazione del princpio di irretroattività dell’imposizione tributaria. Pertanto, solo la delibera relativa alla TARSU 2010, adottata dalla giunta entro la data ultima per l’approvazione del bilancio di previsione, può ritenersi immune da tale censura e non anche quella relativa alla  TARSU 2009.

    4. ERRATA APPLICAZIONE DELL’ART. 58 DEL D.LGS N. 507/93 – VIOLAZIONE ART. 7 L. N. 212/2000 – ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO D’ISTRUTTORIA E DI MOTIVAZIONE – DISAPPLICAZIONE EX ART. 5 LEGGE N. 2248/1865, ALL. E.

    L’omissione di ogni riferimento all’istruttoria compiuta dal Comune per la predisposizione degli spropositati aumenti acquista maggiore spessore in considerazione della necessità di giustificare “il salto motivazionale” sotteso al passaggio dall’ultima TARSU del 2003 a quella del 2009, “avvalorando l’impressione di sostanziale arbitrarietà nella determinazione dell’incremento tariffario globale, nonché di casualità nella ripartizione del carico tra le diverse categoria di utenza, l’una e l’altra ispirata a mere esigenze di cassa”.

    5. ERRATA APPLICAZIONE DELL’ART. 49 D.LGS. N. 22/97 E DELL’ART.3 DEL DPR N. 158/99 – VIOLAZIONE ART. 7 L. N. 212/2000 – ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO D’ISTRUTTORIA E DI MOTIVAZIONE – DISAPPLICAZIONE EX ART. 5 LEGGE N. 2248/1865, ALL. E.

    L’ultimo piano economico e finanziario in cui la società d’ambito “EnnaEuno” ha deciso, nella seduta assembleare del 26/02/2009, di rimodulare l’organizzazione del servizio ed il relativo costo, a differenza di altri Comuni del medesimo ambito territoriale, non risulta approvato da alcun organo del Comune di Enna. Corollario di questa omissione procedimentale è che l’articolazione tariffaria determinata dalla Giunta comunale non può essere supportata da una semplice comunicazione del costo del servizio operata dalla società d’ambito, mancando il necessario presupposto tecnico e finanziario fatto proprio dal Consiglio comunale.


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