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  • Commercio in stato di abbandono

    Pubblicato il luglio 20th, 2008 Max Nessun commento

    di Libero
    A Enna pare proprio che regni sovrana una situazione di precarietà e di diffusa illegalità. L’assenza totale di controlli, che dovrebbero essere effettuati dalla Squadra annonaria, fa sì che le regole vengano sistematicamente eluse con aperture nelle giornate di chiusura infrasettimanale, presenza di attività abusive in ogni angolo della città e sconti pirata. Tutto ciò va a creare un effetto destabilizzante sull’economia cittadina oltre al danno nei confronti dei commercianti che rispettano le regole. «Siamo rimasti isolati- è il commento del presidente ennese di Confcommercio, Paolo Nasonte- è questa la sensazione che tutti gli operatori del commercio percepiscono. Ormai da tempo non abbiamo più notizie dall’Amministrazione comunale. Tutto il nostro comparto è in stato di abbandono sotto tutti gli aspetti. L’assenza totale di controlli fa sì che la città viva in balìa di atti illegali che si manifestano con sconti pirata, confaloni abusivi, aperture in giornate di chiusura programmata, chiusure infrasettimanali non rispettate. Tutto ciò alimenta un regime di concorrenza sleale di cui i-


    nostri amministratori si fanno complici. Oltre a ciò, la nostra categoria è continuamente mortificata dalla mancanza di dialogo che ci porta a venire a conoscenza di decisioni importanti che ci riguardano solo dopo che sono state prese. Mi riferisco alle modifiche apportate ultimamente alla viabilità, che ci hanno colto di sorpresa, dopo che da più di un anno siamo in attesa di avere un incontro con l’Assessore al traffico per discutere proprio di questo problema. Ancora più grave il silenzio dell’Amministrazione sulla faccenda degli Studi di Settore che ha visto attribuire ad Enna parametri uguali a quelli di aree ad alto sviluppo come nessuna altra città in Sicilia. Non è stata spesa una parola per una questione molto seria che rischia di mettere in difficoltà la quasi totalità delle attività commerciali. Ancora una volta dopo mille illusioni dobbiamo constatare che siamo presi in considerazione solo quando si tratta di essere vessati da tasse e tributi. Siamo stanchi delle promesse, da troppo tempo non si hanno più risposte concrete».

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