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  • Comitato dei Cittadini, la piazza Vetri deve tornare a chiamarsi piazza S. Maria del Popolo

    Pubblicato il gennaio 30th, 2017 Max Nessun commento

    Paolo Di Marco

    Il Comitato promotore dei diritti dei cittadini torna alla carica sulla toponomastica di Enna e lamenta che ancora oggi alcune denominazioni di strade e piazze non sono collegate alla storia della città.

    Lo fa con una nota inviata al sindaco Maurizio Dipietro e alle maggiori autorità cittadine. Il presidente del Comitato Gaetano Vicari sottolinea che lo stesso “non fa parte di nessun schieramento politico” ma si batte solo per “la legalità e la giustizia”. E a questo riguardo ha rilevato che rispetto la toponomastica cittadina potrebbero emergere “gravi ingiustizie con responsabilità morali e amministrative”. Un esempio?: “La piazza S. Maria del Popolo dove il Comune nel 1978 spese 160 milioni di lire per la sua sistemazione. L’illegalità sta proprio nel voler disconoscere questa verità”. La piazza alcuni anni fa venne intitolata all’ex presidente della Provincia Gino Vetri anche in considerazione del fatto che ufficialmente, sostengono alcuni, la stessa non aveva un nome. “E’ falso” afferma Vicari “la denominazione esisteva tanto è vero che lo stesso Comune la chiama così in tutti gli atti attinenti la sistemazione”. Il presidente va più in là e sostiene che c’è stata “una violazione di legge per non avere sufficientemente motivato il cambiamento di denominazione e per non avere rispettato l’iter previsto dalle norme. Nei casi di cambiamento delle denominazioni l’autorizzazione arriva dopo il relativo parere degli organi delle Istituzioni o degli enti preposti”. A questo proposito si ricorda che il Comune di Capo d’Orlando fu condannato dal Tar di Catania. Secondo Vicari una testimonianza rispetto la denominazione arriva pure dalla storia: “Frate Giovanni dei Cappuccini scriveva, secoli fa, che ad Enna esistevano 133 chiese delle quali 52 erano con diverse denominazioni intestate alla Madonna, compresa quella del Popolo”.

    Per tutti questi motivi il Comitato continua a chiedere alle Istituzioni di adoperarsi per il rispetto della legalità e della giustizia “iniziando dalla revoca della delibera citata, in autotutela, rimuovendo la targa abusiva dalla piazza”. Non è la prima volta che il Comitato scende in campo per questa battaglia ma fino ad oggi le amministrazioni che si sono susseguite non hanno revocato la decisione presa.

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