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  • Cercasi classe dirigente disperatamente

    Pubblicato il Gennaio 23rd, 2009 Max 2 commenti

    di Massimo Greco
    Il contratto sociale sottoscritto da cittadini e Istituzioni di governo rischia di essere annullato. E’ questa la riflessione che la società civile sta facendo da alcuni anni dopo aver preso atto che lo Stato (inteso nella sua policentrica funzione federalista) non è più in grado di garantire gli impegni sottoscritti. Le frenetiche trasformazioni in corso della società fanno emergere quotidianamente nuovi bisogni a cui dare risposte. Poco importa se la complessità del fenomeno richiede un nuovo sistema e probabilmente la rivisitazione dello stesso contratto sociale. A nuove esigenze, che emergono quotidianamente dalle comunità, bisogna dare nuove risposte. Il fatto che le Istituzioni deputate a governare i processi non siano preparate alla sfida del momento non può essere una giusta e responsabile giustificazione. Nessuno ha obbligato nessuno a candidarsi per il governo di tali processi e, tuttavia, il deficit di rappresentanza  è sotto gli occhi di tutti. Il livello locale appare più investito dalla patologia ma anche quello regionale sembra irrimediabilmente contaminato. Il sistema si è inceppato perché permane una distribuzione dei ruoli totalmente improvvisata e priva di funzionalità. Ciò accade nel sistema pubblico, in particolare, ma anche in quello privato. Ognuno tira per sé senza una visione comune, senza un progetto e, cosa ancora più grave, senza un orizzonte. Nel sistema privato gli imprenditori sembrano addormentati e privi di stimoli. Non emergono idee e proposte ormai da anni. I corpi intermedi hanno dimenticato la loro fondamentale funzione pubblica, chiudendo in un cassetto i libri sulla sussidiarietà orizzontale. Lontani sono i ricordi in cui si levavano gli scudi della partecipazione nelle decisioni pubbliche. La società civile, spaventata di reagire, continua a selezionare masochisticamente la stessa classe dirigente, consapevole di farsi rappresentare da chi non è all’altezza di farlo. Nel sistema pubblico, impregnato di precariato stanco e umiliato, troviamo Dirigenti e Funzionari ignari –


    della loro fondamentale funzione ed incapaci di trasferire all’esterno certezze e sicurezza. A quasi venti anni dalla legge sul procedimento amministrativo si assiste ancora a forme arcaiche di gestione della cosa pubblica e a pesanti commistioni tra funzioni politiche e funzioni gestionali. Risultato: c’è chi continua a fare tanto e male e chi continua a non fare niente e bene. Bisogna chiedere al Ministro Brunetta se il vero problema dei dipendenti pubblici è quello di stare chiusi in ufficio o di produrre servizi per la collettività. Il sistema politico è quello che presenta i punti più critici della patologia. Risultano infatti presenti nell’arena Deputati senza essere Onorevoli e Onorevoli senza essere Deputati. Tanti sono i Sindaci privi di adeguata “tensione politica”. In disparte, la questione della necessaria competenza per esercitare il ruolo di Amministratore della cosa pubblica. Avventurieri in cerca di consensi elettorali per gestire “orticelli” di potere e clientele sono oggi i protagonisti della scena politica, ma guai a fare loro domande “difficili”. Chi discute di progetti politici per il territorio? Chi elabora strategie di sviluppo? Chi si pone il problema di liberare dalla gabbia politica il sistema universitario ennese? Chi promuove sinergie per difendere il nostro territorio dai periodici strappi? Chi è deputato a creare quella che in ambienti più illuminati viene definita “credibilità condivisa”? Sono queste le nuove domande alle quali la classe dirigente di un territorio deve dare risposte. E se l’attuale classe dirigente non è in grado di essere tale perché è impreparata alla sfida che l’attende, abbi almeno l’umiltà di riconoscerlo e di ritirarsi in buon ordine. Certamente il citato contratto sociale così com’è non va, e quindi, o si riesce a mantenere gli impegni sottoscritti alle condizioni dinamiche ivi previste o è meglio risolverlo e riscriverlo prima che si possa creare un pericoloso contenzioso tra società e istituzioni.

     

    1 responses to “Cercasi classe dirigente disperatamente” Icona RSS

    • Complimenti per l’articolo e per il blog.
      In relazione alla domanda chiave che ponete all’attenzione dei lettori: “Chi discute di progetti politici per il territorio?”
      beh…crediamo che per sopperire a questo vuoto istituzionale che voi denunciate e che, purtroppo, da tempo infanga il nostro paese (ed il sud in particolare), sia necessario informare, rendere i cittadini partecipi di cio’ che accade al nostro territorio.
      Su questa linea bisogna mobilitarsi e fare rete.
      Oggi come non mai ne abbiamo l’occasione…non rischiamo di lasciarcela sfuggire.

      Distinti saluti
      raddUSA today

      http://raddusatoday.wordpress.com/


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