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  • C’erano una volta i partiti…

    Pubblicato il settembre 1st, 2007 Max 1 commento

    di Silvana Iannotta
    Chi l’ha detto che l’estate deve essere dedicata alle letture d’evasione? È, invece, la stagione giusta per qualche riflessione in più. Il silenzio benefico di strade deserte per chi rimane in città, le lunghe giornate, il caldo che ti costringe a stare fermo per non sudare: sono tutte condizioni favorevoli per leggere con un po’ più d’attenzione. Mi sono capitati tra le mani due libri particolari: uno, Al capolinea. Controstoria del Partito Democratico di Emanuele Macaluso, comprato prima di un viaggio che concilia la lettura, quello fatto in treno; l’altro, Com’era bello il mio Pci di Diego Novelli, prestatomi da una persona ancora pura di cuore, ex militante di una sinistra italiana scomparsa. Per chi non conosce e non ha vissuto la vita dei grandi partiti del secolo, anzi del millennio scorso ( tanto per dare l’idea dell’enorme distanza che li separa dagli odierni) è importante conoscere il punto di vista di due grandi figure storiche che, da posizioni diverse e forse divergenti, esprimono il loro malessere per un processo politico in atto che se è pieno di interrogativi per loro, figuriamoci per il cittadino comune.
    Macaluso, dopo un breve excursus storico del suo partito, guarda al futuro e a quello che, appena nato, manifesta già forti contraddizioni: “un partito più somma che sintesi” e …“Colpisce, e non poco, nel dibattito sul Pd, la lontananza tra ciò che viene detto o scritto sui giornali o in televisione, e la realtà per come si manifesta nei partiti di oggi: macchine di consenso senz’anima incapaci di produrre una cultura politica che incida in profondità nella vita del paese, e di formare una nuova leva di dirigenti che si appassioni al tema del futuro dell’Italia”…


    Diego Novelli, invece, che non risparmia critiche a vecchi compagni ed allo stesso Macaluso, dedica il suo libro ai giovani che dicono: “questo mondo così com’è, non ci piace” e racconta loro, con leggerezza e con una buona dose di humour, com’era la vita nel grande partito di una volta con l’attività frenetica delle sezioni, delle cellule, dei congressi in cui si discuteva di tutto, oltre ad eleggere i candidati. “Oggi, invece siamo al punto che non i candidati, ma gli eletti vengono scelti da quattro leader. Con la legge elettorale voluta dal centro destra alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, abbiamo assistito alla nomina diretta di 950 parlamentari da parte di un’oligarchia di meno di dieci persone…Non è stata indetta in tutta Italia neppure una manifestazione pubblica contro quella legge. Il che mi fa pensare che tutto sommato non andava poi tanto stretta al ceto politico dominante della sinistra italiana”. E le appassionate discussioni all’interno delle sezioni sono state sostituite da un’oligarchia che vive nei dibattiti di “Ballarò” e che, per conoscere l’opinione dei militanti, “deve rivolgersi ai call center”.
    Poche frasi estrapolate dai due libri che non rendono idea dello spessore che contengono. È solo un invito a leggerli, rivolto soprattutto ai giovani perché conoscano la storia del proprio Paese, che non è quella scritta sui manuali, ma quella vissuta da chi è stato protagonista di eventi.
    Certo, i tempi cambiano, le ideologie sono cadute e guardare al passato potrebbe essere interpretato come nostalgica passione per ciò che non può tornare, ma mentre i politicanti di oggi, sia di sinistra che di destra, stanno a litigare per la leadership, gli ideali si allontanano, quegli ideali che hanno permeato ed animato la Politica e continuano ad esserne la linfa vitale.
    Sono appena salpate dal porto le tre navi solide che possono resistere alla tempesta che ha investito la politica. Hanno anche loro dei nomi, come quelle di Colombo, ma non si chiamano Nina, Pinta e S.Maria. Il loro nome è tutto un programma: Verità, Giustizia e Legalità. Ma sono partite vuote: nessuno dei politicanti è salito a bordo. Forse preferiscono vacanze rilassanti su mega-yacht di amici degli amici, che non hanno il profumo degli ideali ma solo quello delle “squinzie”. Non sanno che gli yacht possono naufragare?

     

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