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  • Centro di accoglienza per anziani Santa Lucia, tensioni per la presidenza

    Pubblicato il marzo 19th, 2017 Max Nessun commento

    Il centro di accoglienza

    Paolo Di Marco

    Il Centro di accoglienza per anziani Santa Lucia è balzato in questi ultimi giorni agli onori della cronaca non per i servizi, sicuramente eccellenti, che riesce a proporre ai suoi circa 100 ospiti ma per una bagarre di sapore politico-poltronistico innescata da alcuni consiglieri di amministrazione e sostenuta inopinatamente da qualche consigliere comunale.

    Martedì riunione di consiglio di amministrazione, sul tavolo bilancio e roba varia. Ma non è vero è una bugia. A tenere banco la richiesta di dimissioni fatta al presidente Mario Tedesco da parte di due componenti del Cda, Eliana Longi e Paolo Vicari, di nomina del sindaco Maurizio Dipietro. Motivo del contendere solo ed esclusivamente la presidenza. A Tedesco viene imputato di essere stato eletto alla fine del passato Cda senza che i due nuovi componenti potessero dire la sua. Nel gioco della ricerca di poltrone ci sta tutto anche se è una battaglia atipica. Infatti da decenni e decenni quella del Centro di accoglienza di Santa Lucia è una poltrona che non frutta un euro. In tempi non sospetti e lontanissimi un Cda fece diventare l’impegno assolutamente gratuito e quindi per chi amministra solo passione e zero indennità o gettoni di presenza. Quindi la polemica si riduce solo al fregio del titolo di presidente. Commentando la vicenda il neo consigliere Longi ha detto che c’è la necessità di far posto alla nuova politica. E siccome Tedesco non è solo espressione dell’ancien regime è esso stesso ancien regime va fatto fuori al di la di ogni risultato. Una logica che appare perversa come se solo la carta di identità rappresentasse garanzia di competenza e professionalità. Non è da citare l’onestà perchè non è una garanzia ma una precondizione. Accertato che il Centro rivolge agli ospiti un ottimo o buon servizio che sia, accertato che non esistono ipotesi di responsabilità penali, civili o amministrative, in tal caso dovrebbero scattare le denunce si sta creando dentro una struttura che funziona un contenzioso così aspro che crea difficoltà enormi a ci ci lavora e a chi ci risiede. Non a caso la Rsu del Centro, Cgil e Cisl, preoccupatissima ha chiesto di avere parola nel cda di martedì. I sindacati temono che la struttura per le polemiche in corso faccia il salto nel baratro e non è assolutamente difficile che ciò avvenga. Basti dire che il settore dell’Ipab è in grave crisi in tutta la Sicilia e che molte strutture sono vicine al fallimento che si rilevano poi disastri per i dipendenti e per gli anziani. E la consegna dei libri in tribunale mette in crisi anche i Comuni. Un esempio eclatante è rappresentato dall’Ipab San Giuseppe di Piazza Armerina che stava portando al dissesto anche il Comune del sindaco Miroddi. Quindi l’Rsu ha tutta la ragione di essere seriamente preoccupata. Presidente e consiglieri si preoccupassero, invece di far polemiche, di continuare a mantenere il Centro in sicurezza evitando qualsiasi mossa che lo possa fara cadere nel baratro dell’indebitamento. C’è poi da sfatare la solita solfa della buona politica che è sempre quella che deve arrivare. Ma se quella che c’è già assicura buona amministrazione, soddisfazione degli ospiti, servizi ottimi e pagamenti degli stipendi regolari o quasi, solo perchè è datata è da buttare via? Non è uno sport che dovrebbe appassionare. Tra l’altro a voler cercare le pulci c’è da dire che il problema maggiore è rappresentato dalla convenzione ancora bloccata con il Comune di Enna, una mancata convenzione che costa al Centro circa 200 mila euro l’anno di mancate entrate, e in tempi di crisi non è assolutamente poco. E per sgombrare ogni equivoco la convenzione venne bloccata qualche anno fa dall’allora sindaco Paolo Garofalo Pd, e non è stata per nulla sbloccata dall’attuale Maurizio Dipietro Patto per Enna che ha nominato i due nuovi componenti del Cda. Come dire due componenti nominati da un socio che per il momento non si è messo in regola né variando ne approvando la convenzione? C’è qualcosa di strano nella vicenda. Le malelingue dicono che il Comune sarà pronto a ridiscutere la convenzione non appena cambierà la guida del Cda. E’ troppa la stima nei confronti di Dipietro per pensare che dia spago a giochetti di così bassa lega. La somma però dice che l’obiettivo è ben prefissato cambiare il presidente e basta. E può anche andare bene, quello che non va è il clima di tensione che oggi si vive dentro il Centro. Un clima che non è apprezzato dalla città che vuole semplicemente che le cose funzionino e che nessuno se ne approffitti anche perchè si gioca sulla pelle di una delle fasce più deboli della popolazione, gli anziani soli o comunque privi di assistenza. Fin qui la nostra analisi che è di parte, perchè stiamo con il Centro che funziona al di la delle persone che amministrano e per questo riconosciamo grande valore anche alle amministrazioni precedenti che hanno contribuito a portare il santa Lucia a questi livelli mentre molte altre Ipab sono al disastro. Se la nostra analisi è mancante di qualche passaggio siamo pronti a considerarlo. Ma se la richiesta di dimissioni è suffragata da ipotesi di cattiva gestione o di atti ancora più gravi per rispetto della città e della struttura stessa debbono arrivare le denunce di chi sa. In caso contrario tutti debbono lavorare per un obbiettivo, rendere sempre migliori i servizi del Centro e far fuori, questo si, chi rema contro. Insomma chiarezza su una vicenda che sta assumendo contorni assolutamente indisponenti.

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