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  • Celentano traccia l’orizzonte della democrazia

    Pubblicato il novembre 28th, 2007 Max 7 commenti

    di Jiulius
    E’ andato in onda, qualche giorno fa, il tanto atteso spettacolo di Adriano Celentano. Premetto che non sono riuscito a vederlo tutto perchè mi è sembrato troppo pesante e sensa ritmo. Ma quel poco che ho visto mi ha fatto riflettere sulla situazione grave che stiamo attraversando a livello di pensiero filosofico o politico se deleghiamo un cantante quale nostro rappresentante. Celentano, per la verità, ha avuto sempre velleità ad ergersi a fustigatore dei costumi o mal costumi della nostra società, arrivando addirittura con un suo disco, Joan Lui, quasi a credersi Dio (Flop clamoroso del disco, tra l’altro)!
    Ma, si sa, ognuno può dire ciò che vuole, la Democrazia è bella per questo: Si possono dire le più grosse bestialità del mondo e nessuno, giustamente, può impedirlo.
    Quello che trovo però incomprensibile è il fatto che per sparare queste..lasciatemelo dire, minchiate, si possa utilizzare uno strumento così potente come la televisione!
    Non solo, in Italia per guardare i programmi RAI,


    da dove Celentano predica, il cittadino deve pagare una tassa chiamata Canone, quindi ci troviamo nella situazione assurda di sentire un imbecille che sproloquia di politica, di ambiente (lui che pare abbia fatto a pezzi una collina per costruirsi la sua villa), di economia di etica, di religione che come professione fa ..il cantante! Massimo rispetto per tutta la categoria, amo la musica come gran parte delle persone, ma mi chiedo: perchè ogni volta che Celentano fa un disco nuovo la RAI lo promuove. Ma lo promuove costruendogli attorno uno spettacolo immenso pagato, sempre con il canone, fior di milioni. Perchè non si promuovono anche gli altri artisti che hanno come unica colpa, forse, quello di fare solo musica! Non penso che vedrò la prossima puntata dello spettacolo di Celentano, ma gli auguro che sia colpito dalla “maledizione” che una volta Antonio Albanese, in arte Alex Drastico,durante uno skect mandò ad una persona che gli aveva rubato il motorino. Fra le altre maledizioni Alex Drastico augurava al ladro di perdere la voce, di diventare muto per un bel pò di tempo, salvo aprire la bocca e sparare “…cazzate immani”!
    Chissà, forse la maledizione ha già colpito Celentano?

     

    7 responses to “Celentano traccia l’orizzonte della democrazia” Icona RSS

    • Indipendentemente dal fatto che Celentano può piacere o non piacere alcune considerazioni oggettive vanno rilevate.
      Prima di tutto abbiamo visto uno spettacolo senza donne svestite con tette e culi svolazzanti che la tv tutti i giorni ci propina solo per avere qualche spettatore in più.
      Secondo è stato uno spettacolo non urlato in cui la gente non si insultava ; altro evento raro in tv.
      Terzo la musica era la protagonista principale in tutte le sue sfumature anche le più tecniche; abbiamo potuto godere l’ottimo pezzo eseguito da Carmen Consoli alla chitarra acusitca e il mini pezzo di Einaudi al pianoforte ; oltre che i virtuosismi della calda voce di Celentano.
      Da sottolineare che dietro a tutto questo c’è stata un’ottima scenografia ben studiata, semplice ma originale, e anche le riprese e le inquadrature erano appropriate e ben congeniate con dei bellissimi chiaro-scuri. Cosa che difficilmente nella tv di oggi si nota visto che per fare un programma spesso bastano due sedie un trono o quattro pacchi che girano e inquadrature orrende su faccioni inespressivi.
      Centano ha concepito lo spettacolo come una serata tra amici a cui presentare i nuovi pezzi e nel frattempo discutere sui temi caldi dei nostri giorni. Tutti noi organizziamo ogni tanto delle cene con amici in cui si parla del più e del meno facendo riflessioni e commenti davanti ad un buon bicchiere di vino.
      Diciamo che ormai gli italiani si sono abituati ai pessimi programmi che ci sono in tv che non riescono più ad apprezzare i programmi costruiti bene e con un tocco di originalità. Non viene più apprezzata l’originalità e soprattutto non viene riconosciuta ma denigrata.

    • Ha ragione Stefania. celentano ci ha invitati ad una cena tra amici. I suoi sermoni possono essere o non essere apprezzati. Alcuni sono opinabili. Altri giusti. In ogni caso è stata una serata di televisione qualità. Ottima musica, ottimi musicisti, belle scenografie.
      Il problema è che molti sono abituati ad una televisione spazzatura, dove protagoniste sono quattro troiette ignoranti che cavalcano il surf per fare vedere il colore del loro perizoma (quando lo portano). Ormai il piccolo schermo è invaso da gente senza nè arte e nè parte. Dove la qualità del programma è direttamente proporzionale alle stronzate che vengono dette.
      Ben venga Celentano, Benigni, Fazio, Le invasioni barbariche, Ferrara, Report etc. Magari non si può condividere tutto il contenuto, ma almeno sono espressione di qualità.

    • Bravi Stefania e Sergio. Condivido la vostra opinione. Effettivamente e quantunquamente.

    • A Stefania vorrei rispondere così:
      Questo è ciò che è accaduto a moltissimi di noi, vedendo lo spettacolo di Celentano, e credo accadrà, naturalmente, anche alle generazioni più giovani, se qualcosa non comincia a cambiare. Quando abbiamo avuto queste esperienze di illuminazione, quando abbiamo conosciuto la non dualità, abbiamo concluso: “Oh, la verità ultima è oltre le differenze, oltre il bene e il male”. Questo è ciò che le nostre più profonde esperienze spirituali ci rivelano. Ma poiché avvengono in un contesto culturale che ha molte difficoltà a operare distinzioni di valore, queste esperienze finiscono per mancare di qualsiasi peso morale e, quindi, mancano del potere di creare un vero quadro di riferimento morale per le nostre vite.

      Finiscono per rafforzare il narcisismo culturale postmoderno che io chiamo “boomeritis” – è grottesco.

      [ I “boomeritis” sono caratterizzati da una “strana mescolanza di grande intelligenza e narcisismo autocentrato”. E’ un
      termine utilizzato da Wilber per quella malattia culturale e psicologica che è tipica della generazione del baby boom. Come prima generazione a sviluppare la visione del mondo multiculturale e ugualitaria, i “boomers” hanno creato quel contesto postmoderno in cui le credenze e le libertà dell’individuo riscuotono il massimo rispetto, spesso in modo indiscriminato, offrendo in questo modo un sicuro rifugio all’egotismo e all’autoindulgenza.]

      Penso che sia questa la ragione per cui molte persone si sentano profondamente confuse circa le esperienze degli stati più elevati.
      sono d’accordo. E sono profondamente d’accordo con tutto quello che hai affermato prima, cioè, riassumendo in modo un po’ rozzo, da un lato c’è il satori (il risveglio) e dall’altro c’è il modo in cui tu interpreti il satori o le tue esperienze. Quale contesto interpretativo possediamo per contenere quelle esperienze? Perché, dopotutto, possiamo sentire di essere uno con ogni cosa, e va bene – in un senso molto profondo questa è la nostra condizione sempre presente e il satori, il kensho, il risveglio sono il riconoscimento di questo stato sempre presente – ma quando riconosciamo questo, come lo integriamo? Charles Manson disse: “Se tutto è uno, niente è sbagliato”. Allora, è così che interpretiamo il nostro satori?

    • Per Luther:
      Ma quanto sei strudel mio caro!!!!!!!!!!

    • Per NonnoLibero:
      Con tutti questi concetti postmoderni mi sto perdendo …………….
      Aiutooooooooooooooooooooooooo
      Nonnolibero mi potrebbe fare una traduzione del suo concetto?
      La ringrazio anticipatamente!

    • Si Stefania…ultimamente mi sento un poco….strudel…..e quello che è peggio che la gente se ne stà accorgendo…l’altro giorno uno mi ha detto…”Ma sei un pezzo di strudel!”


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