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  • Berlusconi: l’effetto Caltagirone resiste nel tempo

    Pubblicato il Febbraio 19th, 2018 Max Nessun commento

    Angiolo Alerci

    In una mia nota del 28 dicembre 2012 pubblicata da diverse testate giornalistiche on line, riportata alle pagine 50,51 e 52 del primo volume del mio libro “ Cronaca e riflessioni sulla politica italiana”, così scrivevo: “Nei giorni scorsi Berlusconi è stato visto in giro a Caltagirone, patria di Don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano.

    Da più parti si è pensato ad una visita che avrebbe potuto attenuare il negativo giudizio espresso nei suoi confronti dai responsabili del Partito Popolare Europeo. La verità era ben diversa. La presenza di Berlusconi non era la visita della città di Don Sturzo, ma la faticosa ricerca di un ottimo ceramicista al quale affidare il restyling della sua faccia, per comparire in televisione nell’imminente campagna elettorale, con una faccia nuova.”. Molte erano state, infatti, nel tempo le dichiarazioni fatte che venivano dallo stesso smentite o non riconosciute nel giro di pochi giorni. A distanza di oltre cinque anni, vedendolo più volte al giorno ospite di tutte le reti televisive, dobbiamo prendere atto dell’ottimo lavoro svolto a Caltagirone, dal momento che la faccia, anche se con tanta manutenzione, è sempre la stessa.

    Così come sempre le stesse sono le sue promesse elettorali, esagerate in quest’ultimo periodo anche a causa della sua avanzata età. Il costo delle sue promesse da organismi indipendenti è stato e valutato in circa mille miliardi di euro. Purtroppo, anche se per importi più contenuti, quasi tutte le promesse elettorali da più parti rappresentate, comporterebbero costi non sopportabili nelle attuali condizioni della nostra economia. Unico discorso serio e realistico in quest’ultimo periodo è stato fatto dal Presidente del Consiglio Gentiloni, purtroppo annacquato da certi comportamenti del Segretario del suo partito.

    Le promesse fatte da tutti, che sono state registrate nel corso di questa campagna elettorale, sia per il tono che per i contenuti rappresentano una vera offesa ed una grande provocazione nei confronti degli elettori. Il 4 marzo si avvicina; speriamo che la parte silente dell’elettorato che da un po’ di tempo preferisce una scampagnata all’esercizio del voto, valuti con grande senso di responsabilità il momento particolare che stiamo attraversando e contribuisca a rendere meno dannoso il previsto risultato elettorale.

    Angiolo Alerci

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