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  • Barbarie contro gli animali

    Pubblicato il gennaio 14th, 2008 Max Nessun commento

    di Lucia Bandinu
    “Ciao… perdi 2 minuti….Bisogna fermarli! Questo deve finire, per favore non restare fermo come se non avessi visto niente. In coscienza puoi davvero permettere che continuino senza fare niente? Per cercare di impedire che si ripeta anche una sola volta questa mostruosità stiamo raccogliendo delle firme.
    Il filmato è veramente duro. Preparati prima di guardarlo, io non ce l’ho fatta ad arrivare fino alla fine. Dove arriva la cattiveria dell’uomo..”
    Questa è l’introduzione di una mail con allegato un link di un video che circola ultimamente tra gli utenti hotmail.
    Solo chi è forte può riuscire a vedere per intero questo video.
    Esempi di crudeltà verso il mondo animale sono palesi e conosciuti da tutti.
    Basti pensare alla corrida. Non tutti sanno che dopo il “combattimento”, al toro vengono tagliate le orecchie o la coda, poi donate al matador come trofeo. Non di rado il toro è ferito a morte e paralizzato, ma ancora vivo, quando viene legato per le corna e trascinato fuori dall’arena. In Spagna e Portogallo esistono vari “rituali” legati per lo più a feste religiose, dove con la scusa della tradizione, non si esita a ferire asini e cavalli.
    Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista del Costa Rica, in una delle sue mostre ha esposto la sua peggiore opera: un cane, pelle ed ossa, legato con una corda e lasciato lì a morire di fame e di sete. L’opera d’arte consisteva appunto nel guardare l’agonia e la sofferenza fino alla morte.
    Alle persone presenti alla mostra era stato vietato di portare cibo ed acqua, chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l’animale, veniva allontanato in malo modo con insulti.
    Quanti sanno che il San Bernardo, nei Paesi dove viene praticata la cinofagia, è tra i prodotti più lucrosi che il mercato della carne conosca consigliati e finanziati dagli stessi governi? Dietro questo business ci sono milioni di San Bernardo


    (ma anche tanti altri cani di razza e non di razza) i quali subiscono le torture più crudeli prima di essere uccisi. Le immagini su internet divulgate dagli animalisti parlano da sole. E il tutto perché secondo gli asiatici la carne di cane diventa afrodisiaca solo se l’animale muore con grandi sofferenze. Quando un mammifero si trova in stato di stress, angoscia, dolore e agonia produce un’elevata quantità di adrenalina e, per stupide credenze, la carne piena di tale sostanza regala lunghe ore di piacere sessuale.
    Per molte persone la parola “animalista” è quasi un dispregiativo, un vegetariano è una persona strana. Bisognerebbe domandarsi “chi mangiamo oggi?”, non “cosa mangiamo”.
    La vera scienza non ha bisogno di tutto questo. E’ tutta una questione di moda, di soldi. Affermare che a tutti gli animali vengano riconosciuti diritti equivalenti ai nostri, non deve essere più classificato come una forma di estremismo. Bisognerebbe non chiedersi più “meglio salvare un bambino o un topo?”.
    Non “soltanto” per stare meglio con noi stessi, per essere più coerenti o in pace con le nostre coscienze. No. Per i non umani, sopra ad ogni altra considerazione, per loro.
    Come disse Darwin: “La compassione e l’empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa ricevere in dono”.

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