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  • Balia nera e Cesena inanellati a Pergusa

    Pubblicato il aprile 29th, 2013 Max Nessun commento

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    di Libero

    Si sono svolte nei giorni scorsi le attività di inanellamento presso la Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa. Le operazioni sono state svolte da Giovanni Cumbo, inanellatore della Stazione di Palermo e da Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna. La stazione di inanellamento presso la Riserva è attiva periodicamente ormai dal 2003 ed è coordinata dal prof. Bruno Massa, docente dell’Università di Palermo e promossa dalla Provincia Regionale di Enna, Ente gestore della Riserva.

    Diversi gli esemplari inanellati (Cannaiole, Cannareccioni, Cardellini, Cinciallegre, Merli, Occhiocotti, Passere sarde, Passere mattugie, Sterpazzoline e Usignoli di fiume), fra questi anche la Balia nera (Ficedula hypoleuca), censita per la prima volta al lago di Pergusa (nella foto di Rosa Termine).

    Questo volatile è un passeriforme appartenente alla famiglia dei Muscicapidi con lunghezza di cm 13 e apertura alare di circa 24 centimetri; piumaggio nero/marrone e bianco. Si nutre soprattutto di insetti a cui aggiunge, a fine estate, frutta e bacche. Si tratta di una specie migratrice a lungo raggio e notturna che in un giorno mediamente percorre intorno ai 70 km ma che riesce a compiere spostamenti massimi anche di 500 km al giorno. Il suo areale di svernamento è localizzato esclusivamente in Africa occidentale e centro-occidentale, tra Senegal, Gabon e Zaire. Mentre l’areale di nidificazione è concentrato in Europa, soprattutto a latitudini medie-alte, dalla Penisola Iberica alla Scandinavia, fino agli Urali. In Italia è presente di passaggio e solo raramente nidifica nelle regioni settentrionali. Questa specie è tutelata dalle Convenzioni Internazionali di Berna e di Bonn.

    Un’altra cattura d’eccezione, risalente a pochi mesi fa, è stata quella della Cesena (Turdus pilaris). E’ un  Turdide a distribuzione eurosibirica che nell’ultimo secolo ha esteso il suo areale riproduttivo, un tempo limitato all’Europa settentrionale e orientale. In Italia è parzialmente sedentaria, migratrice e nidificante sulle Alpi, colonizzate a partire dagli anni sessanta, dal Piemonte sino al Friuli-Venezia Giulia.In Sicilia è considerata migratrice e svernante, molto scarsa, in alcuni anni rara, rilevata solo occasionalmente durante i censimenti invernali. Questo volatile risente dell’eccessivo prelievo venatorio, dell’inquinamento e del disboscamento; inoltre soffre della perdita di habitat riproduttivo per posa di reti antigrandine nei frutteti.

    L’attività di inanellamento, oltre a consentire studi su dispersione e migrazione, comportamento e struttura sociale, longevità e tassi di sopravvivenza, successo riproduttivo e crescita demografica dei volatili, permette di contattare specie difficilmente contattabili come quelle in argomento.

    Il Lago di Pergusa vanta una numerosa popolazione ornitica, infatti nei censimenti invernali degli uccelli acquatici – IWC (International Waterbird Census)sono stati rilevati 4.871 soggetti (appartenenti alle seguenti specie: Airone cenerino, Falco di Palude, Alzavola, Canapiglia, Codone, Fischione, Fistione turco, Germano reale, Mestolone, Moretta comune, Moretta tabaccata, Moriglione, Volpoca, Folaga, Gallinella d’acqua, Pollo sultano, Porciglione, Gabbiano reale, Pavoncella, Svasso piccolo e Tuffetto).

    Attualmente, oltre a Rondini, Balestrucci e Gruccioni che sono già arrivati dall’Africa per nidificare, sono presenti assieme agli uccelli stanziali, già in cova sui nidi, Aironi cenerini, Garzette, Sgarze ciuffetto, Nitticore, anatre e numerosi limicoli come il Piro piro boschereccio, il Piro piro piccolo e il Cavaliere d’Italia che amano stare sulle isole di vegetazione acquatica galleggiante dove possono trovare abbondante cibo.

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