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  • Ato rifiuti all’epilogo. Indiscrezioni parlano di dimissioni del commissario Sonia Alfano

    Pubblicato il marzo 29th, 2017 Max Nessun commento

    Oggi è stata una giornata terribile per il settore dei rifiuti in provincia.

    Il disastro assoluto si sta materializzando nelle ultime ore e probabilmente l’unica strada percorribile è proprio il fallimento. La situazione è talmente complicata da non intravedere alcuno spiraglio. Lo ha perfettamente capito anche il commissario straordinario dell’Ato rifiuti Sonia Alfano, tanto che secondo le ultime indiscrezioni, che sarebbero arrivate perfino a Palermo, sarebbe sul punto di rimettere l’incarico nelle mani del presidente della Regione Rosario Crocetta. Secondo altri avrebbe già deciso. A lei si può appuntare ben poco o niente, è arrivata a disastro completato. Bisogna volgere lo sguardo indietro per individuare colpe e colpevoli. La Alfano non c’era nel 2008 quando iniziò la cattiva pratica di non redigere bilanci. Quando mai un’azienda può continuare a vivere senza bilanci? All’Ato è stato concesso anche questo. Ma alla fine un punto va messo. Il problema oggi è davvero semplice, l’Ato rifiuti non riesce a governare più neppure un soldo per via della gran massa di debiti, oltre 160 milioni di euro, con conseguenti pignoramenti continui che ogni giorno piovono sulla struttura ormai sbrindellata. Nessuno riesce a ripredere le fila di un giocattolo che andava distrutto almeno 10 anni fa e che adesso tirerà con sè nel baratro anche i soci. Il settore non dispone più di nessuna certezza personale, strutture, attrezzature tutto è allo sbando. Questa mattina per esempio le discariche hanno sbarrato i battenti e solo nel pomeriggio è stato possibile per gli autocompattatori entrare dentro e depositare. Ma ogni giorno è la stessa storia, anzi ogni santo giorno diventa sempre più difficile. Gli impiegati amministrativi non prendono stipendi da circa 10 mesi, gli operai da meno ma ormai tutti sono allo stremo. L’unica soluzione ipotizzabile, i servizi che ritornano ai Comuni. Ma anche per questi passaggi sono necessari tempi tecnici che città e cittadini non possono attendere. Forse siamo all’epilogo e si sta concretizzando nel modo più angoscioso e doloroso per tutti.

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