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  • Assoconsumatori: “Per fare cassa i Comuni disattendono le leggi e i cittadini pagano le tasse per mantenere le clientele”

    Pubblicato il Mar 3rd, 2018 Max Nessun commento

    Pippo Bruno

    Siamo al paradosso – dice il presidente di Assoconsumatori Pippo Bruno – i Comuni violano, continuamente, le leggi dello Stato e poi pretendono che i cittadini paghino i costi della raccolta rifiuti con cifre esorbitanti solo perché si debbono mantenere la pletora di assunzioni politiche fatte da Sicilia Ambiente e fatte transitare, illegittimamente, all’ATO Ennaeuno.

    L’ARO di Sciacca ha previsto 46 unità a fronte di una popolazione di 41.000 abitanti con un rapporto di un operatore ogni 891 abitanti, ad Enna il rapporto è un operatore ogni 400 abitanti, circa. Ad Enna la spesa ammonta a più di 6 milioni annui, a Sciacca il costo annuale è 3 milioni e mezzo. Allora come recuperare, dai cittadini, una tale somma esorbitante? Orbene innanzi tutto non si tiene conto della legge dello Stato che prevede il calcolo dei metri quadrati previsti nelle visure catastali, ridotte del 20%, fra l’altro i comuni avrebbero dovuto dare, con i metodi più idonei, una corretta informazione di questa riduzione a partire dal 1° gennaio 2016, ma se la gente non sa non si applica la riduzione. Contestualmente la legge dello Stato, e non della libera repubblica di Enna, prevede che le case sparse usufruiscono di una detrazione del 60% del costo dei rifiuti, allora ampliamo, sulla carta, il perimetro comunale delle zone servite e togliamo questa agevolazione per i contribuenti che ogni mattina continuano a non avere il servizio porta a porta e confluiscono la spazzatura nei vari punti di raccolta distanti oltre un chilometro. Inseriamo, poi, negli elenchi delle superfici calcolabili anche i magazzini funzionali alle attività ed abbiamo più superfici e, quindi, maggiore introito, del resto il cittadino non conosce le norme. Non si possono fare proclami di diminuire le aliquote di questa o quella categoria, perché si dimentica che la riduzione per una categoria deve, per forza, andare a ricadere su altri contribuenti. Bisogna ridurre le spese a monte, bisogna eliminare gli sprechi e rendere il servizio efficiente, efficace ed economico così come previsto dalla legge 22/97, cosa che ad Enna non si vuole, dopo 20 anni, recepire. Ad Enna in particolare si è adottata la sola logica di aumentare i costi, facendo pagare, forse, coloro che pagano senza sapere perché e cosa pagano, i più deboli. Siamo tornati al medioevo! Il popolo ignorante deve pagare mentre i signorotti gozzovigliano. Sveglia! siamo nel 2018, in democrazia e nel rispetto delle leggi italiane e non nel feudo di Enna dove i novelli baroni interpretano le leggi e non le applicano. L’associazione, con i propri avvocati – conclude Bruno – valuterà, nell’interesse collettivo dei cittadini, se vi siano le condizioni per adire alle vie legali, così come abbiamo fatto per il mancato accesso agli atti che hanno determinato assunzioni a go-go”.

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