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  • Assoconsumatori: Il pressappochismo sul Piano Economico Finanziario Rifiuti fa da padrone nel Consiglio Comunale di Enna

    Pubblicato il aprile 1st, 2018 Max Nessun commento

    Pippo Bruno

    Il presidente provinciale di Assoconsumatori Pippo Bruno sul PEFR, Piano Economico Finanziario Rifiuti, del Comune di Enna:

    “Per esplicita dichiarazione dei consiglieri, minoranza e maggioranza, la documentazione a supporto del PEF dei Rifiuti del comune di Enna è deficiente e non ha permesso lo sviscerare del problema per dare tranquillità nell’approvazione dello stesso piano e delle successive tariffe TARI 2018. Una discussione, quella sui costi del servizio di raccolta dei rifiuti che doveva essere prettamente tecnica economica si è risolta in una valutazione pressappochista. Una cosa è emersa che il piano 2017 per un importo di € 6.100.000,00 era gonfiato rispetto a quelle che erano le esigenze. E’ la tipica tecnica di chi governa, mettere le tasse all’inizio del mandato così i cittadini dopo cinque anni non ci pensano più, oppure rinnoviamo i contratti sotto elezione e facciamo capire che la crisi è superata, abbiamo governato bene ed elargiamo (cambiali) denaro per ricevere consensi. La vecchia logica del passato non regge ed i cittadini non sono degli allocchi, forse non riescono a prendere il coraggio a due mani e cambiare, anche nelle nostre piccole realtà dove il consenso è taroccato dal bisogno e dalle parentele e/o amicizie, ma certo non sono dei creduloni. Bastava essere al consiglio del 29.03.18 di Enna per avere contezza delle incertezze documentali espresse da parte di tutti i consiglieri. La raccolta differenziata, sembra, sia al 40%, ma nel piano mancavano i Kg dei rifiuti per utenze domestiche e per le utenze non domestiche, non è stata avviata la filiera se non per la carta, il cartone e l’umido, per il resto non esistono contratti per vetro, plastica, alluminio. A fronte di una affermazione verbale del raggiungimento del 40% di raccolta differenziata in modo documentale è stata confutata producendo in aula la percentuale di raccolta differenziata per il mese di gennaio del 13% certificata dall’ufficio tecnico e la percentuale del mese di febbraio fornito dalla EcoEnnaServizi per un 22%. Le uniche certezze sono state la spesa di 45.000,00 € per l’amministratore, 25.000,00 € per il revisore e l’aumento contrattuale per i lavoratori che usufruiscono di un contratto “federambiente” più oneroso per i cittadini del 30% rispetto al contratto Enti Locali che dovrebbe essere adottato visto che eseguono mansioni alle dipendenze di società comunale. In questo quadro anche, l’ipotesi di riduzione per i cittadini è incerta 10/12%. In un calcolo tecnico quale doveva essere il PEF sui rifiuti non dovevano esserci incertezze, come si suole dire due più due fa sempre quattro e non, forse, quattro. Altra certezza la riduzione della tassazione per gli studi professionali passata da 11,00 € a 7,00€ mq, nonostante la richiesta formulata dagli ordini professionali in considerazione dell’esigua quantità di rifiuti che un qualsiasi studio professionale può produrre. Mentre gli ipermercati e supermercati pagano tariffe più basse il cui gettito è di 11.000,00 €. Prevista ancora una spesa di € 120.000,00 per manutenzione dei CCR (Venosa e Scifitello) e € 300.000,00 per la gestione del personale degli stessi. Una cosa comunque è inconfutabile la TARI altro non è che una patrimoniale sulla casa gravante sui cittadini per poter pagare gli operatori che ribadiamo ad Enna sono stati assunti in modo clientelare scavalcando magari colui che è ancora, oggi, disoccupato e deve pagare costi esorbitanti per mantenere le medesime logiche di sempre “Cambiare per non cambiare”. L’unica cosa che cambia è il costo sempre più elevato che grava sulle tasche dei cittadini”.

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