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  • Assoconsumatori: disagi nel servizio idrico a Nicosia

    Pubblicato il Mar 6th, 2018 Max Nessun commento

    Pippo Bruno

    Siamo sempre alle solite -scrive Pippo Bruno presidente provinciale di Assoconsumatori – venerdì 16 febbraio viene pubblicato sul sito istituzionale del comune di Nicosia l’ordinanza n.10 con la quale si vieta il consumo a fine potabile dell’acqua perché in zona Crociate.

    Si evidenzia inquinamento microbiologico, sversamenti di liquami civili e/o zootecnici nelle condutture del servizio idrico che certamente non poteva essere limitato alla sola contrada Crociate. Certo la struttura amministrativa di Nicosia ha sottovalutato il problema: primo i cittadini non sono minutamente collegati col sito comunale, quindi, vi è stata una carenza di informazione, nel medioevo si usava il banditore, oggi, un banditore tecnologico avrebbe potuto e dovuto avvisare i cittadini immediatamente di ciò che stava avvenendo, secondo sottovalutazione del problema, infatti, dopo appena cinque giorni si è dovuto intervenire con nuova ordinanza perché il fenomeno inquinante si era diffuso in altre zone di Nicosia con serio nocumento per la salute pubblica anche perché sono stati riscontrati nelle analisi del 21.02.18 : colore dell’acqua “giallognolo”, concentrazioni di “ioni H” per un valore di 7.1 quando il limite di tali valori deve essere dello 0.7, mentre per quanto attiene la conducibilità, vale a dire la presenza di ioni minerali nell’acqua si evidenzia la presenza di ioni per 231 quando il limite è del 7.4 vale a dire una quantità di sali minerali di oltre 30 volte superiore al limite previsto. Tutto ciò dimostra una sottovalutazione del problema dato che questa concentrazione di sali minerali sia addebitabile all’alluminio che anziché prevedere un minimo di <50mg/l, sembra, presentasse <900mg/l con una media concentrazione di alluminio particolarmente tossico per il sistema nervoso, con una serie di sintomi che possono includere: disturbi del sonno, nervosismo, instabilità emotiva, perdita di memoria, mal di testa, e compromissione intellettiva, particolarmente dannoso per neonati e bambini in tenera età. La sottovalutazione del problema si riscontra nell’evolversi della situazione e nella emissione dell’ordinanza n.16 del 1.03.18 , quindi, 12 giorni dopo la prima avvisaglia del disservizio. Orbene le disfunzioni del servizio, in provincia di Enna non è la prima volta, determina sanzioni contrattuali per il gestore di cui al momento non ci è dato sapere se sono state intraprese azioni sanzionatorie da parte del primo cittadino che è l’autorità suprema, nel comune, della salute pubblica, nei confronti del gestore del servizio. A nostro giudizio pensiamo che già in data 16.02.18 al primo apparire del fenomeno inquinatorio si sarebbe dovuto intervenire con il divieto di distribuzione idrica in tutto il territorio. Adesso chi pagherà anche dal punto di visto economico questo disservizio? Se Acquaenna chiede al cittadino il centesimo per ritardato pagamento della bolletta, non imputabile magari agli utenti, non sarebbe altrettanto giusto che l’amministrazione di Nicosia in difesa dei diritti dei cittadini imponesse le opportune e dovute sanzioni al gestore del servizio idrico? A Nicosia per il 2018 non potrà esserci un servizio per 365 giornate. I nicosiani per i disservizi della fornitura idrica sono dotati di contenitori di accumulo e questi serbatoi dovranno essere svuotati con perdita di migliaia di metri cubi di acqua, oltre ai lavori di pulitura e chi pagherà tutto ciò? Bene, vedi l’assurdo, per svuotare i contenitori e successivamente riempirli Acquaenna, causando il danno, otterrà un ulteriore guadagno per l’acqua distribuita il tutto per il silenzio di una amministrazione che certo non fa gli interessi dei cittadini.

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