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  • Aspettando il 6 dicembre

    Pubblicato il novembre 29th, 2007 Max 3 commenti

    di Massimo Greco
    Sul piano della politica, il mese di novembre si è chiuso con novità di primo piano sia sul fronte nazionale che su quello locale. Alla sortita di Berlusconi che, a torto o a ragione, ha mischiato le carte del gioco, è seguito, nei limiti e con le necessarie proporzioni, il terremoto politico interno al centro-sinistra ennese.

    Sono bastate le ultime due sedute del Consiglio provinciale per fare emergere, senza equivoci e con documenti alla mano, il malessere di due forze politiche minori nei confronti dell’attuale Amministrazione provinciale: la Sinistra unitaria e l’Udeur di Mastella. Nella prima occasione, quella promossa dal gruppo di A.N. di ridurre il numero degli assessori da 8 a 6, la maggioranza si è spaccata tra coloro che volevano mantenere il numero attuale degli assessori (poltrone?) e coloro che volevano dare un segnale alla collettività all’insegna della riduzione dei costi della politica. L’altra occasione, quella di giorno 27 novembre, allorquando, alla convocazione urgente del Consiglio provinciale per l’approvazione delle variazioni al bilancio di previsione per l’anno 2007, i Consiglieri provinciali Pruiti, Ciaramidaro e Ferragosto hanno ufficializzato la non condivisione dell’azione politica del Presidente Salerno abbandonando l’aula. Quindi, tutta in salita la strada per il neo partito democratico, costretto a fare buon viso a cattivo gioco pur di apparire compatto e partecipe dell’azione di governo del Presidente della Provincia. Un bluff che non regge più e che potrebbe scoprire anche i nervi a fior di pelle già presenti in alcuni autorevoli Dirigenti della sinistra ennese, che si stanno logorando nell’attesa di sapere cosa accadrà il prossimo 6 dicembre. Il colpo di grazia al sistema della politica ennese, con particolare riferimento a coloro che l’anno promossa, potrebbe arrivare infatti dal Tribunale Amministrativo Regionale di Catania che, per quella data è chiamato a pronunciarsi su due importantissime questioni ennesi: Ato rifiuti e Multiservizi.
    Se il Tar dovesse accogliere i ricorsi dei ricorrenti (Assoutenti e Cooperativa il Tiglio di Troina), in un colpo solo, salterebbe tutta l’impostazione sulla tariffazione, già minata alle fondamenta dalle centinaia di sentenze della Commissione Tributaria, nonché l’affidamento diretto e senza gara pubblica alla Società Sicilia-Ambiente del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti per un importo pari a 20 milioni di euro. Sull’altro versante delle cosiddette “partecipate” il Tar è chiamato ad esprimersi sulla legittimità del regolamento provinciale che disciplina il servizio del controllo degli impianti termici. Anche in questo caso, se dovesse l’Organo di Giustizia accogliere la tesi del ricorrente, la Provincia si ritroverebbe senza alcuna regolamentazione del settore. Ma, al di là, dell’aspetto giuridico, materia gustosa solo per gli addetti ai lavori, il 6 dicembre potrebbe rappresentare sul piano politico, parafrasando citazioni storiche, la disfatta napoleonica di Waterloo. Per il centro-sinistra, infatti, le società miste, sono sempre state considerate le ammiraglie da mettere in campo in ogni occasione elettorale. Tuttavia, è triste assistere ancora una volta, all’azione sussidiaria della Magistratura per battaglie tipicamente politiche, ma la storia più recente (quella di Tangentopoli) ci insegna che un sistema può cambiare solo attraverso eventi traumatici, salvo poi autoripristinarsi con le opportune e miracolose azioni di restauro e recupero conservativo.

     

    3 responses to “Aspettando il 6 dicembre” Icona RSS

    • Non sono di destra, pensavo che le mie idee fossero di sinistra, di certo non appartengono a questa sinistra ennese!
      Penso anch’io che il 6 dicembre sarà una data da non dimenticare, in ogni caso e per ovvie ragioni.

      E’ di ieri la notizia che il dr. Felice Crosta, per conto dell’Agenzia regionale per i rifiuti, ha chiuso un accordo con il colosso bancario internazionale HsBc per il ripianamento dei debiti dei 27 Ato siciliani.
      L’HsBc anticiperà il 60% dei debiti con interessi del 3,5%!
      Mi chiedo e vi chiedo:
      – chi pagherà per questo accordo?
      – come può un colosso internazionale dare credibilità ad un sistema fallimentare come gli ATO che non hanno trovato fiducia in nessun Istituto bancario nazionale?
      – quali altri garanzie può avere chiesto un colosso come la HsBc oltre ad un 3,5% di interessi?
      – come può un governo regionale, che non sa più da che parte tirare la coperta, ritenersi soddisfatto delle scelte fatte?

    • Scusami, da dove hai ricavato quest'”interessante” notizia?
      Mi serve per il mio “dossier” sugli ATO.
      Grazie anticipatamente.

    • Sapessi che dossier ho io sugli ATO!!!
      Comunque la notizia l’ho letta su vivienna.it a proposito del comitato CGIL su rifiuti e sanità.
      Ho dimenticato prima di richiamare la frase del giorno 20 novembre del dott. Crosta Avv. Felice “gli ATO sono carrozzoni ingestibili” al punto che lui stringe un accordo così grosso con un colosso internazionale per sanarne la situazione.
      Roba da matti!!!!


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