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  • Appello per il bene della città

    Pubblicato il giugno 11th, 2010 Max 13 commenti

    di Liborio Andolina
    Carissimi concittadini, spero di non annoiarvi con le mie parole, ma al contrario spero di aprire una breccia nelle vostre menti ormai assuefatte dallo stato delle cose. Ciò che voglio trasmettervi con questo mio scritto non è altro che il frutto di una personale osservazione dei fatti e di quelle sfumature che ancora oggi, proprio per assuefazione o per vile egoismo, sfuggono ai più. La mia è un’analisi che parte da molto lontano nel tempo e che non è assolutamente figlia di influenze di alcun genere; infatti, e di questo posso vantarmi, essa nasce nel rispetto della libertà di pensiero. Per queste ragioni ho evitato accuratamente di prestare la mia attenzione alle fandonie dei falsi benefattori che puntualmente dispensano buoni propositi ad ogni periodo elettorale. Più volte negli ultimi anni, mi sono chiesto cosa poter fare per avvicinare la MIA amata città al destino che meriterebbe, e che tutte le persone per bene, con essa, meriterebbero. Immaginando un risorgimento che riporti a quel clima, per certi versi più semplice e spensierato, che molti di noi hanno vissuto fra gli anni ’70 e ’80 e forse anche prima.
    Così, cavalcando questa sana vena nostalgica del bambino che fu, diverse sono state le conclusioni tratte: tutte possibili e inevitabilmente, tutte con lo stesso comune denominatore… “LA DIGNITA’ DELL’INDIVIDUO”… che esso sia bello o brutto, ricco o povero, colto o analfabeta, poco importa… perché la dignità, proprio come la morte, deve porre tutti sullo stesso piano.
    Ma a differenza della morte, per la quale non vi è alcuna scelta, abbiamo la possibilità di decidere se DIFENDERE o SVENDERE la nostra dignità di uomini, di genitori e di figli. Tutti (o quasi) possono dare il loro contributo per la realizzazione di un benessere collettivo, fondato sull’individuo e non sull’individualismo: ciò è possibile mettendo da parte l’egoismo, linfa vitale di chi manipola le persone decidendo della loro vita. Questo è quanto accade nella nostra città: individui senza scrupoli, per molti di voi INNOMINABILI, hanno dato luogo a vere e proprie fabbriche di voti. Si tratta di luoghi – università, acqua Enna, Sicilia Ambiente, ecc. – nei quali molti hanno scelto, talvolta inconsapevolmente, di barattare la propria dignità con un pezzo di pane (nemmeno troppo sicuro se i contratti rimangono temporanei), sottoponendosi così all’infame ricatto per la paura di poter perdere quel “posto” conquistato talvolta senza troppi meriti. Se la cosa può rassicurare gli interessati sappiano che NON LI INVIDIO MINIMAMENTE.
    Questo stato dei fatti è la dimostrazione della scarsa fiducia che riponete nella vostra intelligenza e nelle vostre capacità, ed è così che inevitabilmente torniamo al concetto di dignità, quella che avete smarrito e che potreste riconquistare se solo riusciste a capire che il VOSTRO destino così congegnato è già stabilito dall’alto. Chi è ritenuto intoccabile manterrà la sua posizione, mentre chi è superfluo prima o poi sarà sacrificato malgrado continui a prostrarsi. Tuttavia in questo meccanismo nessuno è mai intoccabile: si tratta di pedine la cui posizione, loro malgrado, è volutamente provvisoria, semplici numeri (in un lagher) da mettere in colonna in questo periodo elettorale, schiavi spogliati della loro personalità che devono obbedire agli ordini del TIRANNO, magari a stretto giro di telefonate vagamente ricattatorie. È un ingranaggio – mi viene in mente Charlie Chaplin in “Tempi Moderni” – dentro al quale siete stati gettati; orchestrato ad arte dal vostro PADRONE, il cui fine ultimo è quello di accrescere la propria sete di potere, quel potere che lo rende inconsapevole del fatto che anche la sua parabola terrena avrà fine, quel potere che tenendovi costantemente col cappio al collo un giorno non troppo lontano vi farà perdere la stima dei vostri figli.
    Allora, oggi più che mai, non si tratta di una scelta esclusivamente politica: destra o sinistra, rosso o nero, non sono più concetti accettabili se quello che si vuole è veramente il bene collettivo. La scelta di cambiare non rappresenta necessariamente qualcosa di cui vergognarsi e non vuol dire rinnegare i propri principi morali se questi sono sani, semmai potrebbe rappresentarne una nobile difesa.
    La scelta deve indirizzarsi verso ciò che può farci tornare ad essere orgogliosi della nostra piccola città, anziché mortificarci e ferirci per la cattiva reputazione – e non è solo un pettegolezzo – che l’università si è guadagnata (concepita come rivendita di pezzi di carta nemmeno tanto a buon mercato) o perchè non abbiamo più il “teatro vicino alle stelle” e con esso tanto altro ancora.
    Non sta a me giudicare questo o quel candidato; in entrambe i casi, non conoscendoli personalmente, voglio dare per scontato che si tratti di persone ugualmente eccellenti o al contrario pessime. Tuttavia di uno sono profondamente ed umanamente deluso per essersi prestato -


    all’ennesima messa in scena dell’”opera dei pupi”, forse inconsapevole del suo destino (ma non credo), che lo vedrà appeso dal suo PUPARO e dimenticato in un angolo dopo aver recitato la sua grottesca parte.
    Credo che la gente per bene sia stanca di subire ancora lo stesso copione: non basta più cambiare il primo attore se il regista è sempre lo stesso.
    Niente più messe in scena, niente teatrino, la città è e deve tornare ad essere degli Ennesi… quelli veri, gente umile ed orgogliosa, un po’ riservata e un po’ pettegola, ma desiderosa di cose semplici, possibili e realmente funzionali, che portino ad un sereno vivere comune. Per queste ragioni chi amministra non deve minimamente azzardarsi a credere o far credere agli altri di essere “u patruni”: i diritti dei cittadini ed i doveri dell’amministrazione non devono essere trasformati in subdoli favori personali; e chi viene eletto deve amministrare con la consapevolezza di essere un dipendente pubblico al servizio della collettività, motivo per cui dobbiamo PRETENDERNE costantemente e tenacemente efficienza, trasparenza e correttezza.
    Non vi è altra priorità se non quella di valorizzare quello che già abbiamo, ancor prima di delirare con scale mobili che nessuno mai avrebbe utilizzato, con grattacieli la cui collocazione urbanistica è inconcepibile, con “piani traffico” circoscritti che non tengono conto della città come organismo unico ed inscindibile o con costose ed inutili modifiche all’autodromo per pochi giorni all’anno. In questo caso si dovrebbe ambire ad uno sviluppo complessivo dell’area, e per tutto l’anno mirare a flussi di visitatori più ridotti ma costanti e dagli interessi diversificati.
    Alla irreversibile devastazione finora proposta per il nostro territorio sarebbe auspicabile preferire la valorizzazione e la tutela della nostra identità storica e culturale.
    In tutto ciò qualcuno starà ancora pensando o cercherà per l’ennesima volta di convincervi che si tratta di pretestuose falsità, ma una cosa è certa, il risultato delle urne non ci dirà solo chi sarà il sindaco della città, nello stesso istante conosceremo la percentuale di clientelismo e corruttibilità che aleggia nella nostra città. Allora, per non vergognarci ulteriormente cerchiamo di invertire questa tendenza comportandoci da uomini e donne ambiziosi e non da pecore. Voglio concludere dicendo a chi è complice dell’attuale ed ignobile stato di cose che, oltre all’amore incondizionato che nutro per la mia città e alla scelta, forse ingenua, di non chinare il capo puntando esclusivamente sulle mie capacità professionali ed umane, è anche grazie a loro se in molti, COME ME, si trovano costretti a non poter dar vita ad un nucleo familiare e a non poter decidere serenamente di crescere un figlio senza che questi, un giorno, debba rimproverarci per non avergli offerto niente di buono. Se vi dico tutto questo non è solo perché credo ancora nei miei meriti, ma perché voglio ancora credere nei giusti meriti di ognuno di voi e soprattutto nel risveglio delle vostre coscienze.
    Questo è quanto.

     

    13 responses to “Appello per il bene della città” Icona RSS

    • Egregio amico Liborio

      Tutto quello che hai esposto, così dettagliatamente e ben articolato, è sicuramente utile: ma a chi non avesse ancora capito in quale condizione versiamo ! Ti assicuro, e mi scuso per la presunzione, che i nostri concittadini hanno compreso, perfettamente, ciò di cui hai raccontato nella tua riflessione perché di questo credo si tratti: una riflessione, apprezzabile, ma sempre una riflessione è. In questa fase storica, le riflessioni è bene che li elaboriamo in seno a noi stessi. Provo a spiegarne il perché: “La gente è stufa di sentirsi raccontare le solite cose, le solite litanie. Lo abbiamo capito perfettamente in che stato versiamo!”. Adesso servono: “informazione asettica”, coraggio per reagire, determinazione e buona volontà. Ma soprattutto: proposte, proposte, proposte, proposte, proposte, proposte all’infinito. Allora, caro amico Liborio: “Siamo tutti orecchie”. Fai la tua proposta! Che suggerimento daresti al nuovo Sindaco ? Saluti.

      Tony La Rocca

    • Poveri noi!!! davvero in pochi ci rendiamo conto del penoso stato in cui versiamo. Anch’io come te sono disgustata e anch’io stanca di subire, di tacere, di accondiscendere. Da piccola credevo , illudendomi, che i partiti \di sinistra\ guidassero verso una coscienza più trasparente, rivoluzionaria nei confronti dell’ingiustizia, a difesa dei più deboli. Crescendo, ho capito che mi sbagliavo. Nella nostra amata città, il partito \di sinistra\ che ci ha governato e con esso la classe dirigente che lo ha rappresentato, ha praticato un atteggiamento MAFIOSO. Non ho paura ad ammettere che è proprio così. Proprio per questo, ho compreso che prima di parlare di destra, si sinistra, di coalizioni, è bene guardarci dritti in faccia, uno ad uno. Bisogna – prima di alzare la bandiera di un partito e farla sventolare- capire chi potrebbe riuscire a risollevare il nostro paaese da questo stato di cose. Che poi si dica berlusconiano o comunista, poco importa. in questo momento abbiamo bisogno che gente valida, con grandi idee e forte a non farsi corrompere dallo schifo che abbiamo intorno, ci rappresenti. Purtroppo sono molto scettica sui due candidati pur non conoscendoli personalmente poichè uno, come dici tu altro non è che una pedina nelle mani del Puparo, come è stato quello uscente. Auguriamo cose buone.

    • Liborio Andolina

      Caro Tony, non pensare che quello che ho scritto sia semplice propaganda a sostegno di un candidato, ma questo credo di averlo già ampiamente precisato. Oltre a quello che hai letto avrei potuto divagare su diverse proposte e ti assicuro molto più credibili di alcune sentite nelle ultime settimane.
      Ovviamente sto parlando di proposte mirate al bene collettivo, pensando anche a chi verrà e non solo a chi c’è.
      Per quanto riguarda le proposte da avanzare ai due candidati non ho dubbi… con un pizzico di amara ironia credo di sapere già che ad uno dei due non interesserebbero assolutamente le mie idee (e nemmeno le tue)visto che “deve proseguire il lavoro già iniziato” (vedi opera dei pupi) e non c’è da aggiungere altro. All’altro, invece, potrei suggerire di andare da un bravo Fashion Stylist, perchè, malgrado la sua buona volontà non è sufficientemente figo per governare la mia città. Non è forse questo che in molti hanno (o avete)apprezzato?
      Perchè io non ho visto niente di più.

      Ciao Tony
      p.s.: meglio i tempi del Disco Club 21 ;-)

    • Liborio Andolina

      “…le riflessioni è bene che li elaboriamo in seno a noi stessi.”

      Se la tua era una minaccia ti assicuro che hai ottenuto il risultato opposto.

      “La gente è stufa di sentirsi raccontare le solite cose, le solite litanie.”

      A questo ti rispondo con questi versi (non miei ovviamente):

      [...]

      La Sicilia è addummisciuta
      dormi u sonnu di li morti
      ed aspetta mentri dormi
      chi canciassi la so’ sorti.

      Ma la sorti nun è ostia
      un è grazia di li santi
      si conquista cu la forza
      nta li chiazzi e si va avanti.

      Povira terra mia
      comu si po’ campa’.
      ———————-

      “OPEN YOUR MIND” Tony
      (U.S.U.R.A.) ;-)

    • Caro Liborio,

      avevo avuto qualche dubbio, che eri tu; adesso ho avuto la conferma. Intanto, devo subito esternarti il mio piacere per averti incontrato via web. Poi devo subito confidarti che il mio “…le riflessioni è bene che li elaboriamo in seno a noi stessi”, non ha assolutamente tono minaccioso, in quanto è riferito anche al sottoscritto. Piuttosto, quello che penso e che ti ho scritto è esattamente quello che vuole dire senza alcuna dietrologia, infatti, anche il sottoscritto ha cominciato a fare le sue proposte vedi sul blog “Dedalomultimedia”

      http://www.dedalomultimedia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2103:quello-che-il-cittadino-chiede-al-nuovo-sindaco&cat

      Questo è l’atteggiamento che le persone come noi devono predicare. Ti ho fatto anche i complimenti per l’articolo che hai scritto, ma ho aggiunto che “se non coadiuvato da proposte da suggerire alle amministrazioni, resta pura storia:” lungi da me, fare “minacce” non ricadrebbe né nel mio stile, né nei miei principi. Le poesie attassate lasciamole a chi le ha scritto. Noi siamo per il cambiamento non per l’attasso; tuttavia, sono d’accordo su

      “OPEN YOUR MIND”

      “Beddri timpi!”

      Un caloroso abbraccio

      Tony

    • Liborio Andolina

      Ntò! (detto Tony) :-p
      Come indubbiamente saprai l’esito non è stato quello da me auspicato, ma in compenso è stato quello da me “predetto” (questo non è dipeso dalle mie doti di sensitivo, semplicemnete era fin troppo ovvio).
      Mi sono appellato alle menti dei miei concittadini sapendo già che ragionano con altri organi, l’ho fatto sperando nell’impossibile (anche se nulla è impossibile), ma l’ho fatto anche per cercare una serie di conferme che prima del mio “appello” pubblico io stesso avrei potuto scambiare per i primi sintomi dell’alzheimer.
      Alla luce di ciò possiamo affermare con certezza assoluta che non ho l’alzheimer e già questa è una buona notizia. Mentre di negativo rimane il fatto che gli antichi detti non falliscono mai, perchè frutto di una profonda saggezza. Infatti, non a caso si dice “‘nfami di Chiazza, spirti di Carrapipi e babbi di Enna”. E non a caso gli ennesi, nel corso della storia, hanno sepre prediletto la sottomissione ad opera di conquistatori (da Plutone nel mito a Verre) che, intuendone la posizione strategica, si sono impossessati delle ricchezze presenti nel territorio, talvolta causando danni irreversibili. La storia si ripete e purtroppo si ripeterà ancora per molto tempo se l’organo usato dagli ennesi per prendere delle decisioni (fin troppo serie per il futuro di tutti) rimane sempre lo stesso.

      Chiudo rivolgendomi agli scettici che, leggendo quanto scrivo (anzi… scriviamo), non hanno comunque il coraggio di contribuire o di offrire valide alternative limitando si a pensare che la mia sia esclusivamente una posizione politica o politicizzata.
      A questi rispondo:

      “I Have a Dream” – M.L.K.
      e
      “Yes We Can” – B.O.

      Ntò!
      Se ti fa piacere possiamo parlarne anche di persona quando vorrai.
      L’invito è esteso atutti gli uomini (e donne) di buona volontà… compreso l’amica G.M. (?)

      E ora mi vaju a mangiu u spachittu!

    • Liborio Andolina

      Ntò!
      Mi sa ca Mary ti futtì. ;-)

    • Caro Liborio

      Mary ha detto, semplicemente la sua, forse non ha ben compreso quella che era solamente una mia proposta che vede il primo cittadino più a contatto con la città. E poi, io non sono in competizione con nessuno, per cui l’amica Mary non penso che mi abbia fottuto
      (in che senso?): non è una gara. Tra l’altro le ho anche risposto. Come sempre e come avrai notato, chi scrive e propone si espone a pubblico ludìbrio: questo, è ovvio, non mi interessa. Piuttosto è importante che ciò che proponi sia per il bene della città. Poi ci sarà sempre chi si lagna e ti critica, a volte, aspramente. Se hai letto tutti i commenti, avrai notato anche che, ci sono amici che approvano. L’amico Dante diceva: “Non ti curar di loro ma gurda e passa.”
      Sono d’accordo per incontrarci e prendere un sano e corroborante caffè.

      A presto

      Tony

    • Liborio Andolina

      Ntò!
      Mi dispiace darti una brutta notizia… non sono soliti prendere caffè… sono sufficientemente nervoso già al naturale, ma per una buona causa potrei fare un’eccezione.

      Tornando a noi, anzi… all’amara realtà, la partecipazione attiva dei cittadini è ciò a cui ogni persona civile debba aspirare, ma allo stato delle cose temo che rimmarrà pura utopia.
      Non credo proprio che il “sistema” dedito alle opportunità prettamente speculative e lucrative sia disposto a farsi condizionare o ancor meglio a farsi controllare.
      E poi c’è da ribadire che, in quanto BABBI, in pochi avrebbero il coraggio di contrastare ciò che è palesemente sbagliato nel tentativo di mettere sulla retta via il proprio PADRONE con valide proposte.
      Caro Ntonio, le cose più valide spesso sono le più semplici ed ovvie… ma proprio per queste elementari ragioni sono anche le meno convenienti per chi ha fini ignobili.

      Alla prossima.

    • Intanto impariamo a pensare in positivo, evitando di tirarci “l’attasso” addosso. Poi osserviamo ciò che succede: non facciamo processi all’intenzione! Quando l’amministrazione non risponde a quelli che sono gli interessi della città/collettività, impariamo a scrivere ed a fare opinione; creiamo un bel gruppo a scopo politico culturale che faccia da osservatorio sulla città ridando vita, possibilmente, ad un giornalino propositivo ma moderato dove diamo opinioni es. (come secondo noi va affrontato/risolto un problema e non attaccando o denigrando l’amministrazione: questa tecnica non funziona più. Il PD ha perso di credibilità attaccando continuamente il Berlusca.) Solo allora potremo dire di avere fatto il nostro dovere, altrimenti avremo solo commesso delle omissioni, di cui gente attiva e capace come noi non può lagnarsi ed avrà presto a pentirsene: soprattutto per chi ha figli.

      A presto caro amico

      Tony

    • Liborio Andolina

      Mi sa che con questo mezzo, alla lunga, si arriva a non comunicare.
      Sarà meglio discutere di persona.
      Dommi dove ti trovo di solito… appena possibile passo a trovarti.

    • Liborio Andolina

      E.C.: “dimmi”

    • Inviami il numero del tuo cell. nella posta elettronica: alarocca66@gmail.com: ti contatto io.

      A presto

      Tony


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