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  • Ancora una pubblicazione su Papa Wojtyla

    Pubblicato il febbraio 8th, 2008 Max Nessun commento

    di Francesco Librizzi
    La Tesi di Laurea, discussa alla Pontificia Università Salesiana di Roma, che diventa un interessante libro. Il volume di 880 pagine, dal titolo “Giovanni Paolo II e i Giovani Insieme”, che sarà presentato sabato 9 febbraio nella la Parrocchia del Sacro Cuore di Caltanissetta, racconta la vita, i ventisette anni di Pontificato di un uomo che ha guidato a lungo la Chiesa Cattolica. Il testo, scritto da Don Salvatore Rumeo, direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale Giovanile dal 1996 al 2007, fa riferimento al binomio Chiesa-giovani o, meglio ancora, al feeling nato tra l’allora Papa Karol Wojtyla e i ragazzi. Una sintonia esplosa in particolar modo grazie alle Giornate mondiali della Gioventù: raduni oceanici in presenza dei giovani di tutto il Pianeta. Difficile poter dimenticare Manila, con oltre quattro milioni di persone, così come il raduno di Tor Vergata, a Roma, con due milioni di giovani. Sono le enormi assemblee, per gli scettici definiti l’esaltazione della Chiesa, a istaurare il filo diretto tra Wojtyla e i giovani, quest’ultimi definiti dal Papa “il futuro del Mondo”. Don Rumeo, oggi docente di Catechetica e Teologia Pastorale, presso due istituti di Caltanissetta, tiene a sottolineare alcuni passaggi significativi della tesi. “Ho potuto vedere come lo stile Pastorale di Giovanni Paolo II sia stato moderno, ma nello stesso tempo antico, poiché evangelico. Wojtila – dice Don Rumeo- è riuscito a stare insieme alla gente, ai giovani, così come faceva nostro Signore”. E dietro le giornate della Gioventù c’è anche un voler ritornare indietro nel tempo, ricordare, per non dimenticare, una delle pagine più buie, più tristi della storia dell’umanità: l’Olocausto. Wojtyla, che nacque non lontano da Auschwitz, ebbe a dire: “Folle oceaniche venivano adunate per fomentare l’odio, la morte verso gli altri, oggi vengono per cantare l’inno alla vita”. Insomma, con le GMG, “laboratorio di fede”, diceva il Papa, viene descritta una delle pagine più belle della Chiesa, quella della società giovanile sana, che prega, che si riconosce nel Vangelo, che ama il prossimo. Una società lontana da quella, purtroppo, dedita al divertimento più sfrenato da conquistare ad ogni costo. La Prefazione del libro, inoltre, porta l’autorevole firma di Mons. Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale di Cracovia, che per ventisette anni è stato il segretario personale di Giovanni Paolo II. Una vita che si intreccia, la loro, un cammino che li accomuna, quello della fede. In Polonia, per incontrare Stanislaw, Don Rumeo vi si reca insieme ad altri due baldi giovani. L’incontro, cordiale, pieno di significato, avviene a Cracovia, nell’episcopio che fu di Wojtyla. Il cardinale Dziwisz, nella Prefazione, scrive: “Erano una sola cosa Giovanni Paolo II e la gioventù del mondo. Penso che questa storia non sia finita”. La storia è quella di un uomo straordinario che conosce la crudeltà del nazismo e del comunismo di allora, ma che da Pontefice intuisce che il vento dello Spirito Santo inizia a soffiare a favore della libertà di molti popoli. Riesce a tessere la tela dell’amore, giorno dopo giorno, incontrando anche i leader politici del mondo. Ma è il primo dicembre del 1989, quando l’allora presidente dell’Unione Sovietica Michail Gorbaciov viene accolto in Vaticano da Wojtyla, che sono in tanti a capire che la storia aveva voltato davvero pagina. Il comunismo inizia a sgretolarsi senza lo spargimento di una goccia di sangue, e molti popoli cominciano a respirare l’aria della libertà. E oggi sono sempre di più i fedeli che affermano che quel Pontificato avesse un disegno Divino.   

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