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    Pubblicato il Ago 6th, 2010 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Con D.Lgs n. 59 del 19/03/2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il recepimento della direttiva servizi n. 123 del 12/12/2006 relativa ai servizi sul mercato interno, cosiddetta direttiva Bolkestein. Il decreto legislativo abolisce tutti i regimi autorizzatori non giustificati da motivi imperativi di interesse generale sostituendoli con la Dia (denuncia inizio attività) da presentare allo sportello unico o in assenza alla Camera di Commercio.

    L’ Art. 84 (Clausola di cedevolezza) del medesimo decreto così recita: “In  relazione  a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma, della  Costituzione  e fatto salvo quanto previsto dagli articoli 16, comma  3,  e  10,  comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, nella misura in cui incidono su materie di competenza esclusiva regionale e su  materie  di  competenza concorrente, le disposizioni del presente decreto  si  applicano  fino  alla  data  di  entrata in vigore della normativa  di  attuazione  della  direttiva  2006/123/CE, adottata da ciascuna  regione  e  provincia  autonoma  nel  rispetto  dei vincoli derivanti  dall’ordinamento  comunitario  e dei principi fondamentali desumibili dal presente decreto“.

    Le norme del decreto attengono alla materia del commercio, materia che ricade nella competenza legislativa esclusiva della Regione Siciliana ex art. 14, lett. d), dello Statuto regionale, approvato con RDL 15 maggio 1946, n. 455. L’intervento legislativo statale nelle materie di potestà esclusiva o residuale regionale è, dunque, limitato – alla stregua del criterio costituzionale della competenza ripartita – alla sola ipotesi in cui vi sia uno specifico e puntuale collegamento tra la materia considerata e il titolo abilitante l’intervento statale (quale, ad esempio come nel caso che ci occupa, esercizio delle competenze esclusive statali di tipo trasversali in materia di tutela della concorrenza o in materia di determinazione dei livelli essenziali), viceversa, le scelte legislative operate dal legislatore statale dovranno cedere il passo a quelle effettuate dal legislatore regionale. L’elaborazione dottrinale e giurisprudenziale successiva alla formulazione del principio della prevenzione ha insistito sulla integrazione, piuttosto che sulla separazione, tra ordinamento statale e ordinamento regionale: l’ordinamento giuridico dello Stato ad autonomie regionali è pur sempre un ordinamento unitario, di modo che i rapporti tra le leggi dei due enti si conformano al criterio dell’integrazione delle competenze piuttosto che a quello della separazione; conseguentemente deve affermarsi che, nelle materie affidate alla competenza esclusiva regionale, in assenza di normativa regionale trova applicazione la legge statale. 

    Il legislatore al citato art. 84 del decreto sembra essersi posto il problema dell’integrazione tra i due ordinamenti, disponendo che su materie di competenza esclusiva regionale “le disposizioni del presente decreto  si  applicano  fino  alla  data  di  entrata in vigore della normativa  di  attuazione  della  direttiva  2006/123/CE, adottata da ciascuna  regione“. 

    A mio parere, in forza della norma testè richiamata, le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 59/2010 in tema trovano applicazione immediata nella Regione Siciliana fin quando la stessa non si doti di un autonoma normativa di recepimento delle Direttiva n. 2006/123/CE.

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