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  • Altro no della Corte Costituzionale sulla stabilizzazione dei precari

    Pubblicato il luglio 8th, 2010 Max Nessun commento

    di Libero
    La regolamentazione delle modalità di accesso al lavoro pubblico regionale è riconducibile alla materia dell’organizzazione amministrativa delle Regioni e degli enti pubblici regionali e rientra nella competenza residuale delle Regioni di cui all’art. 117, 4° comma, della Costituzione. L’aver prestato attività a tempo determinato alle dipendenze dell’Amministrazione regionale non può essere considerato ex se, ed in mancanza di altre particolari e straordinarie ragioni, un valido presupposto per una riserva di posti.

    Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, commi 2 e 3 della legge della Regione Sardegna 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), i quali, rispettivamente, autorizzano la Regione a finanziare programmi di stabilizzazione del personale precario, prescindendo dall’espletamento di concorsi (comma 2) e stabiliscono che comuni e province provvedano alla realizzazione dei programmi di stabilizzazione dei lavoratori precari e ne demanda l’attuazione agli enti locali, dettando criteri per la selezione del personale (comma 3). Tali disposizioni, infatti, consentono che avvenga in modo indiscriminato lo stabile inserimento di lavoratori nei ruoli delle pubbliche amministrazioni sarde, senza condizionare tali assunzioni al previo superamento di alcun tipo di prova selettiva pubblica da parte degli interessati. Pertanto, esse si pongono in aperto contrasto con l’art. 97 Cost., che impone il concorso quale modalità di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazioni e consente deroghe a tale principio solo qualora ricorrano esigenze particolari e sia adeguatamente garantita la professionalità dei prescelti.

    Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 12, della legge della Regione Sardegna 7 agosto 2009, n. 3, che autorizza la Regione e gli enti regionali ad inquadrare i dipendenti in servizio a una certa data con contratto a tempo determinato, alla sola condizione che il rapporto di lavoro sia stato instaurato a seguito di concorso pubblico e che lo stesso sia stato prorogato almeno una volta alla data di entrata in vigore della legge. Tale norma, infatti, viola il principio del pubblico concorso, di cui agli artt. 51 e 97 Cost. Invero, la circostanza che il personale suscettibile di essere stabilizzato senza alcuna prova selettiva sia stato a suo tempo assunto con contratto a tempo determinato, sulla base di un pubblico concorso, per effetto della diversità di qualificazione richiesta delle assunzioni a termine rispetto a quelle a tempo indeterminato, non offre adeguata garanzia né della sussistenza della professionalità necessaria per il suo stabile inquadramento nei ruoli degli enti pubblici regionali, né del carattere necessariamente aperto delle procedure selettive (CORTE COSTITUZIONALE – sentenza 7 luglio 2010 n. 235).

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