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  • Enna: un territorio condannato alla pena capitale

    Pubblicato il agosto 17th, 2011 Max 2 commenti


    di Massimo Greco
    Fermo restando quanto già detto in ordine alla inapplicabilità nell’ordinamento siciliano delle norme contenute nel Decreto Legge n. 138 del 13/08/2011 varato dal Consiglio dei Ministri, vale la pena comunque di evidenziare la disposizione di cui al comma 6 dell’art. 15 del medesimo D.L.: “La soppressione delle Province di cui al comma 1 determina la soppressione degli uffici territoriali del Governo aventi sede nelle Province soppresse...”. Questo significa che nel brevissimo periodo il territorio della provincia di Enna perderebbe, per legge, sia la Provincia che la Prefettura.

    E’ facile pensare che nel medio e lungo periodo, anche in assenza di una specifica previsione legislativa, possano subire lo stesso trattamento anche altri Enti Pubblici sia statali che regionali la cui esistenza è legata alla valenza provinciale di un territorio. Trattasi dell’INPS, dell’INAIL, della Questura, della Compagnia dei Carabinieri, della Tenenza della Guardia di Finanza, dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dell’Agenzia delle Entrate, di alcuni Uffici Giudiziari, degli Uffici periferici


    regionali quali la Soprintendenza, l’Ispettorato e l’Azienda Forestale, la Motorizzazione, l’Ufficio Provinciale del Lavoro, l’Ispettorato Agrario, l’Ufficio del Genio Civile. Ma anche Enti pubblici ad ordinamento autonomo o sottoposti a vigilanza e controllo regionale come l’Istituto Autonomo Case Popolari, la Camera di Commercio, l’Area di Sviluppo Industraile, il Consorzio di Bonifica, l’Azienda Sanitaria Provinciale. E, per effetto domino, il Consorzio Universitario, il Consorzio Autodromo di Pergusa, la Fondazione per l’Istituto Energetico. In tale contesto di debolezza istituzionale la Libera Università Kore diventerebbe certamente un delizioso bocconcino per predatori accademici e non di Province limitrofe alla nostra. Il contraccolpo si avrebbe anche nell’ambito dei corpi intermedi: rappresentanze delle organizzazioni datoriali e sociali; ordini professionali; enti bilaterali, patronati, organizzazione del terzo settore ecc… Ci sono tutti gli ingredienti per decretare la morte di una comunità sociale ed economica ancora oggi chiamata provincia di Enna

     

    2 responses to “Enna: un territorio condannato alla pena capitale” Icona RSS

    • Le province si potrebbero abolire tutte, pensando ad un risparmio consistente, e non solo alcune, e specialmente le più piccole, che peraltro sono le meno spendaccione, ed offrono in proporziione più servizi ai cittadini, rispetto alle più grandi, però meditando bene con che cosa sostituirle. Perché se si sopprimono, e poi si creano altrettanti enti o consorzi per la gestione delle funzioni da esse esercitare, non si dà certo un buon esempio di economia, e per giunta si aggrava di spese la finanza pubblica. Prima bisogna avere le idee chiare in testa, poi legiferare in materia, con tutti i passaggi previsti per le leggi costituzionali, giacché ci sarà da modificare gli artt. 114 e 133 Cost, e solo allora sopprimerle, se no è meglio lasciar perdere e mantenere le cose come stanno. Anche perché, diciamocela tutta, i comuni, e soprattutto quelli picoli, e non intendo necessariamente quelli con meno di mille abitanti, non sono in grado di svolgere attività complesse sovracomunali. Se poi pensate, che io scrivo da Fermo, ciittadina bimillanaria delle Marche e storica delegazione di prima classe dello Stato Pontificio, per altri mille, e neoprovincia scorporata da Ascoli Piceno, costituita con legge statale, dopo doppio passaggio parlamentare in Camera e Senato, solo nel 2004, ed è andata in funzione od a regime appena due anni fa, nel 2009, proprio grazie al vaglio di questa maggioranza politica nazionale, Berlusconi-Calderoli, il quale ultimo diresse personalmente i lavori a Palazzo Madama, all’atto dell’approvazione finale della provincia di Fermo, comprenderete quali scherzi fa la miopia e la malafede, o peggio ancora la sceleratezza e/o la schizofrenia politica dei nostri rappresentanti in Parlamento. Ma da chi siamo governati! Benedetto il Signore, con costi per istituirla, ed ora che fila bene, altrettante spese per disfarla, il tutto in pochisismi anni. Boh!

    • Direi, in versione più ottimista. “Enna: un territorio che deve cominiciare a riscattarsi”…


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